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Mesopotamia: la terra di Sumeri, Babilonesi e Assiri

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Mesopotamia: Sumeri, Babilonesi e Assiri

La Mesopotamia e l’ambiente

Il termine Mesopotamia significa ‘’terra in mezzo ai fiumi’’ e indica il grande bacino del Tigri e dell’Eufrate, compreso fra le catene montuose iraniche a est, il deserto dell’Arabia a ovest, la Siria nord-orientale a nord.

Mesopotamia Il regime delle acque non era molto stabile, spesso si verificavano straripamenti il ché gravava sulle condizioni ambientali, poco favorevoli all’agricoltura, ma che al tempo stesso stimolarono l’inventiva dei coltivatori, si pensi ad esempio all’irrigazione a solco, in cui l’acqua veniva distribuita attraverso solchi nel terreno ai lati del canale.Inoltre la Mesopotamia non aveva barriere naturali, infatti si parla di una terra ‘’aperta’’, capace di attirare diverse popoli. Questa attrattiva garantì una miscela di culture ed etnie diverse che hanno caratterizzato la civiltà mesopotamica.

Una linea del tempo

Proponiamo una scansione temporale, al fine di rendere più chiaro il rispettivo periodo storico delle rispettive realtà di popoli.

 3500 – 2500 A.C.:       SUMERI 

 2450 – 2250 A.C.:        ACCADI

2150 – 2000 A.C.:      SUMERI

2000 – 1555 A.C.:    BABILONESI

1500 – 612 A.C.:            ASSIRI

Il popolo più antico: i Sumeri

I Sumeri si stanziarono nella parte meridionale della regione, ‘’il paese Sumer’’, e qui diedero origine a una fiorente civiltà urbana. Essi non si organizzarono in un unico stato, ma vi era una realtà di tante piccole città-stato (Lagash, Ur, Uruk, Eridu, Nippur, Kish, Umma e tante altre) del tutto indipendenti e ognuna di essi controllava una porzione di territorio abbastanza ampia.

Nelle città sumeriche il potere politico, religioso ed economico ci concentrava intorno alla figura del principe-sacerdote, che deteneva il potere politico, collegato a quello religioso; i sacerdoti gestivano i riti per ottenere favori dalle divinità.

Grande caratteristica fu l’organizzazione economica. Vi era il tempio che organizzava i lavori pubblici, regolava i commerci e le attività artigianali, il tutto veniva registrato su tavole di argilla. Nel corso del III millennio a.C. le funzioni del sovrano e dei sacerdoti cominciarono a diversificarsi: il primo si occupava delle questioni belliche e politiche, i secondi della amministrazione della città e del culto.

La religione sumerica

I Sumeri adoravano delle divinità antropomorfiche, la loro religione divinizzava le forze naturali, attuando un processo di personificazione, infatti varie divinità rappresentavano le specifiche forze naturale, come ad esempio Anu (dio del cielo), Enlil (dio del vento), Enki (dio della terra), Utu (dio del Sole) e così via. Inoltre i Sumeri diedero vita alle prime cosmogonie, ovvero interpretazioni mitico-religiose dell’origine del mondo.

La cultura sumerica

Indubbiamente si deve ai Sumeri l’invenzione della scrittura (3000 a.C.), in cui si è visto un processo evolutivo, passando dalla iniziale scrittura pittografica a quella cuneiforme, così chiamata perché i segni venivano incisi sull’argilla con una canna affilata. Queste tavolette di argilla poi venivano fatte essiccare al sole.

Oltre ad essere inventori della scrittura, i Sumeri si dedicarono anche ad altri campi culturali, in particolar modo all’astronomia, imparando a riconoscere pianeti e stelli e a scoprire i loro movimenti. Elaborarono anche un calendario lunare e a loro si deve la misurazione del tempo secondo il sistema sessagesimale.

Inoltre in ambito più specificamente tecnico, furono forse i primi a utilizzare la ruota per i trasporti.

Crollo e rinascita sumerica

Tra il 2450 e il 2250, vediamo come gli Accadi, riuscirono a indebolire la forza sumerica in Mesopotamia. Una svolta ci fu quando il re degli accadi, Sargon I (2330 – 2280 a.C.), unificò l’intera Mesopotamia sotto il suo potere. Gli Accadi erano una popolazione semitica, già stanziata in Mesopotamia e quindi probabilmente già era in corsa una lotta con i Sumeri in Mesopotamia. Con Sargon si arrivò alla fondazione della capitale Akkad e a uno stato unitario, che favorì uno sviluppo economico e artistico in Mesopotamia.

Tuttavia questa unificazione fu alquanto precaria, in quanto l’impero accadico fu fortemente indebolito da lotte dinastiche che portano al crollo dello stesso, nel 2150 a.C., ma allo stesso tempo anche a una rinascita sumerica. Ovviamente questa rinascita garantì una nuova autonomia, ma non ripristinò completamente il precedente assetto politico sumerico. Ci fu una situazione analoga a quella accadica, per quanto concerne l’unificazione statale, e inoltre i Sumeri debellarono la presenza dei gutei (responsabili del crollo accadico), riuscendo, sempre meglio, ad attuare uno stato unitario.

2000 a.C.: La fine dei Sumeri

Nel 2000 a.C., dal nord-ovest della Mesopotamia, avanzarono gli Amorrei, tribù semitiche di pastori e allevatori, e a sud gli Elamiti, i quali distrussero Ur e imprigionarono e uccisero l’ultimo re sumerico, Ibbisin.

Successivamente seguì una forte frammentazione politica, finché a Babilonia salì al trono Hammurabi.

La fase Babilonese

Successivamente alla salita al trono di Hammurabi, la civiltà babilonese conobbe un periodo d’oro. Vi fu una riorganizzazione politica, basata sul rafforzamento dell’autorità del sovrano. Questa organizzazione è dimostrabile con il cosiddetto ‘’Codice di Hammurabi’’, il più antico esempio di legge scritta.

Al tempo di Hammurabi vi furono diversi miglioramenti, che spaziarono dal campo giuridico, con il sopracitato codice, al campo economico e artigianale, che vide anche un impulso l’ingegneria idraulica, garantendo così anche acquedotti.

La struttura sociale babilonese

La struttura sociale risulta determinata dal rapporto individuo-stato. Vi erano diversi rapporti di dipendenza:

  • Awilum: uomo libero;
  • Mushkenum: dipendete del palazzo;
  • Wardun: lo schiavo.

La fine babilonese: i Cassiti

Nel 1595 a.C., una scorreria del re ittita Murshili I, che mise a sacco Babilonia, per poi ritirarsi dalla regione, pose termine alla dinastia creata da Hammurabi. Con questo declino ci fu l’avanzata dei Cassiti, nomadi di origine iranica. Il loro regno si affermò nel XV secolo a.C., ma la fortuna dei Cassiti durò fino al XII secolo a.C.; poi cominciò a declinare sotto i colpi di popoli invasori e fra questi ritroviamo un ruolo preponderante negli Assiri (X secolo a.C.).

L’avanzata degli Assiri

Gli Assiri erano mercanti e colonizzatori e furono eredi di una cultura che aveva richiami sumerici e babilonesi. Nel 1359 si lanciarono in una politica espansionistica, per qualche tempo essi sembrarono intenzionati al controllo di tutta la Mesopotamia.

Gli Assiri avevano una grande abilità nell’uso della cavalleria e del carro, ma soprattutto una forte voglia di dominio e sopraffazione. Nel 670 a.C. entrano nei loro domini, la Palestina, la Fenicia e la Siria, arrivarono a conquistare anche il Basso Egitto (con il re Esarhaddon) e a sottomettere, per la prima volta, tutto il Vicino Oriente sotto un’unica potenza.

Il crollo assiro

L’impero assiro fu di breve durata, l’inizio del declino avvenne nel 663 a.C. con una sollevazione egizia, guidata da Psammetico I, il quale diede origine a una serie di ribellioni, le quali facilitarono un ritorno babilonese. (626 a.C.).

Il nuovo regno babilonese di attuò con i sovrani Nabopolassar e soprattutto con Nabucodonosor II che nel 597 a.C. saccheggiò Gerusalemme e deportò gli abitanti in Mesopotamia. I deportati, fra i quali vi erano assiri, ebrei, siriani ed egiziani, contribuirono ad una nuova prosperità economica del regno.

Tuttavia questa rinascita babilonese venne fortemente contrastata dalla spinta espansionistica dei Medi e dei Persiani e in particolar modo, con il persiano Ciro il Grande, nel 539 a.C., si mise definitivamente fine all’era degli imperi sumerici, babilonesi e assiri.

Gianluca Caso

Fonti: ‘’Atlante Storico’’ – Libreria Geografica; ‘’Sulle tracce di Erodoto’’ – F. Amerini, E. Zanette.

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