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Il Silmarillion: il valore della scrittura di Tolkien

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John Ronald Reuel Tolkien viene spesso citato come il principale ispiratore degli attuali scrittori di fantasy. Sarebbe realmente difficile non trovare un autore, o aspirante tale, che nella stesura del proprio romanzo non si sia confrontato con i lavori più noti dello scrittore britannico. Piuttosto raro sarebbe però trovare un autore che si sia cimentato nell’emulare l’opera più singolare di Tolkien, il Silmarillion.

Tolkien, oltre il genere fantasy

J.R.R. Tolkien lavorò al Silmarillion per tutta la vita Il successo delle opere di Tolkien ha impropriamente definito i canoni di quello che ha preso l’effettiva forma di un sottogenere letterario. Come tale il fantasy si è dotato dei propri stilemi e momenti topici pedissequamente ispirati a romanzi come “Lo Hobbit” e “Il Signore degli anelli”. Tuttavia il proliferare di alcuni epigoni, troppo zelanti nei riguardi delle specifiche di Tolkien, se da un lato ha ampliato l’offerta del fantasy, per contro ha fatto sì che il genere fagocitasse l’opera dal quale è proceduto.

Lo stress eccessivo e ai limiti della banalizzazione cui i topoi tolkieniani sono stati sottoposti dagli emuli dello scrittore britannico ha gettato di riflesso sulla sua opera un giudizio demistificatore.

Il risultato è che le opere tolkieniane vengano affrettatamente etichettate come “i primi dei tanti romanzi fantasy”. Tale valutazione non solo ignora il valore stilistico dell’opera, ma trascura la portata dei riferimenti letterari di Tolkien e le mozioni ontologiche delle sue opere.

Le fonti cosmogoniche del Silmarillion

Tra tutte i lavori di Tolkien, il Silmarillion è certamente il più singolare. Senza svincolarsi dai già citati “Lo Hobbit” e “Il Signore degli anelli”, del Silmarillion va detto innanzitutto che non può considerarsi un romanzo.Silmarillion

L’opera va piuttosto intesa come il manuale del mondo tolkieniano, il compendio che ne raccoglie l’intero corpus mitologico e pseudostorico. Riportando la storia dell’Universo (), il Silmarillion ci fornisce non soltanto un prospetto dell’apparato leggendario di Tolkien, ma anche una preziosa chiave per comprenderne l’altissimo spessore letterario.

Ma quali sono gli elementi che fanno del Silmarillion un’opera unica? Per rispondere analizzeremo “L’Ainulindalë”, dove si riporta il racconto dell’origine dell’Universo.

La raffinatezza dell’Ainulindalë viene innanzitutto dalle autorevoli fondamenta letterarie e filosofiche su cui poggia e da cui attinge nutrimento. Si trattano della Genesi biblica, del Prologo del Vangelo secondo Giovanni e del concetto filosofico di musica delle sfere.

Il Silmarillion: filosofia e religiosità

Trattando della creazione dell’Universo, Tolkien non poteva non ispirarsi al resoconto biblico.

“Esisteva Eru, l’Unico, che in Arda è chiamato Iluvatar; ed egli creò gli Ainur, Coloro che sono santi, progenie del proprio pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altra cosa fosse creata”

Eru, l’equivalente del Dio giudaico-cristiano, è la fonte e il motore dell’intera Creazione. Tuttavia, a differenza dell’Antico Testamento, alla cosmogonia tolkieniana partecipano anche altre entità, gli Ainur. Nel prosieguo del racconto, queste entità assumeranno una configurazione simile a quella delle divinità del pantheon greco, ciascuna a sovrintendenza e tutela di un singolo aspetto del creato.

Nell’Ainulindalë, ovvero “La Musica degli Ainur”, il tema della sinfonia assumerà un’importanza determinante. La musica e il canto degli Ainur, eseguiti secondo il Grande Tema esposto da Eru, saranno infatti lo strumento attraverso cui verrà data forma all’Universo. Tolkien si serve dell’antico motivo filosofico della grande armonia cosmica generata dai corpi celesti e che si riteneva essere immanente nell’Universo. Tale motivo può essere ricercato in un contesto letterario più familiare, trovando eco anche nel Paradiso di Dante.

Il Logos

Tuttavia i debiti alla tradizione biblica non si esauriscono alla sola Genesi, Tolkien porta i suoi occhi fino al Nuovo Testamento e particolarmente al Prologo del Vangelo secondo Giovanni dal quale attinge il motivo del Logos.

“ In principio era il Verbo [Lόgos], il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.”

Il Logos che l’evangelista assimila agli archè individuati dai filosofi della scuola di Mileto, è rielaborato da Tolkien attraverso il concetto della Fiamma Imperitura. L’essenza divina che dà vita e essenza alle cose viene così indirettamente descritta e ritratta:

“Tuttavia non trovò il Fuoco giacché esso è con Iluvatar”

E successivamente trattando dell’ultimazione della Creazione:

“Perciò io dico Eä! Vengano queste cose all’Essere! E io invierò nel Vuoto la Fiamma Imperitura, ed essa sarà nel cuore del Mondo e il Mondo avrà Essere…”

Il movente della mitologia Tolkieniana

Col Silmarillion Tolkien manifesta l’intenzione di voler andare oltre la semplice letteratura d’intrattenimento. L’autore ci restituisce un’opera che a partire dalla sua cosmogonia ci permette di prescinderla dai successivi lavori del fantasy: sia per la sua intrinseca complessità, ma soprattutto per i moventi che ne animavano l’essenza.

Tolkien, filologo e studioso dei poemi finnici, norreni e anglosassoni, nutrì sempre un profondo rammarico per l’assenza che l’Inghilterra aveva di un corpus mitologico che fosse per materia e lingua ad essa legata. Il Beowulf era certamente il primo poema scritto in lingua anglosassone, ma di materia germanica, i romanzi arturiani erano certamente nutriti di materia britannica, ma scritti dai trovatori.

In una lettera indirizzata al suo editore, Milton Waldeman, Tolkien dà espressamente voce alla sua amarezza affermando che:

“…una volta (la mia cresta si è comunque abbassata da tempo) avevo in mente di creare un corpo di leggende più o meno interconnesse tra loro che spaziassero dalle vastità della cosmogonia alla fiaba romantica […] e che io potessi dedicare semplicemente all’Inghilterra, al mio paese.”

Il Silmarillion è forse l’opera che più si appresta al desiderio dell’autore di dedicare una mitologia alla sua Inghilterra. Al di là delle raffinatezze letterarie e dei rimandi filosofici, è probabilmente questo movente, tra tutte le specificità del Silmarillion, che eleva quest’opera al di sopra del canonico fantasy.

Antonio Volpicelli

Bibliografia

J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion, Bompiani

J.R.R. Tolkien, La realtà in trasparenza, Bompiani

Il Vangelo, San Paolo edizioni

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