Home Letteratura straniera contemporanea (1800-1900) La Germania di Goethe Le massime di Johann Wolfgang von Goethe

Le massime di Johann Wolfgang von Goethe

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Johann Wolfgang von Goethe è senza ombra di dubbio fra gli scrittori più conosciuti e apprezzati al mondo. Se si dovesse fare una classifica, l’autore originario di Francoforte sul Meno (di cui da poco si è festeggiato il compleanno) farebbe parte dell’Olimpo della letteratura non solo tedesca, ma anche internazionale. In tutte le sue opere, dai romanzi alle poesie, dai saggi ai testi teatrali, l’universo delle emozioni è esplorato, analizzato e descritto con sensibilità e grande saggezza. Certo, a volte lo scrittore tedesco può apparire un po’ presuntuoso, ma la sua boriosità è data dalla sua sapienza ed esperienza. Tutto ciò si riversa in tanti pensieri che Goethe ha poi raccolto nel testo Massime e riflessioni, una delle sue ultime opere.

Massime e riflessioni

Johann Wolfgang von Goethe
Una delle massime di Goethe.

Le massime di Goethe non sono del tutto sconosciute ai lettori. Infatti, godiamo spesso della possibilità di leggerle un po’ovunque, anche quando la citazione non è rivelata. L’ultima opera di Goethe contiene una saggezza e una sapienza che risultano utili anche oggi in molte occasioni. Tuttavia, gli insegnamenti forniti dal pensiero dello scrittore tedesco non devono essere percepiti come teorici poiché derivano da un’esperienza diretta dell’autore. Ovviamente, è necessario fare una distinzione, poiché non tutte possono essere considerate massime. Come spiega l’editore dell’edizione tedesca Max Hecker, le massime possono essere distinte in due tipi: quelle costituite da una sola frase («Ciò che non si capisce non si possiede», massima 100) e quelle costituite da più parti, da una tesi e un’antitesi («Se sbaglio tutti lo possono vedere, se mento no», massima 79). Le riflessioni, dunque, si costruiscono in maniera nettamente diversa dalle massime.

Esperienza ed educazione per Johann Wolfgang von Goethe

Johann Wolfgang von Goethe
Johann Wolfgang von Goethe.

Leggendo una delle ultime opere di Goethe, il lettore non si trova solo di fronte allo scrittore e al genio, ma anche all’uomo che redige una sorta di diario della sua vita. Esperienza ed educazione finiscono per fondersi in Goethe e ciò è ben visibile in gran parte dei suoi lavori più significativi durante quella che viene definita Goethezeit – detta anche Klassik -: Faust, Wilhelm Meister, Ifigenia in Tauride. Lo scopo principale della cultura promossa da Johann Wolfgang von Goethe, dunque, è quello di educare e l’arte si prefigge lo stesso fine, anche se questa a volte appare tutt’altro che educativa e morale.

Pensieri e vita privata

Proprio perché costituiscono una specie di diario, le Massime e riflessioni di Johann Wolfgang von Goethe non costituiscono un disordinato insieme di parole e pensieri, bensì un’opera organica e unitaria (e questa tendenza si può osservare anche nei tentativi dello scrittore di collocare le varie riflessioni in sezioni legate ai vari interessi dell’autore). In ogni caso, quest’opera è forse il più ampio concentrato di pensieri di Goethe e poiché questi, sia in poesia che in prosa, sono generati e legati a particolari eventi, lo stesso si può dire per le massime e le riflessioni contenute nel testo. Le massime più interessanti, infatti, sono quelle in cui traspaiono la regola, la legge cui Goethe mira oppure i diversi avvenimenti personali. Ad esempio, nella massima 173

Delle condizioni di vita disordinate non sono da augurare a nessuno; ma esse sono, per colui che vi si viene a trovare per caso, pietre di paragone del carattere e della massima risolutezza di cui l’uomo è capace

è evidente la situazione difficile che si era venuta a creare alla corte di Weimar per la relazione di Goethe con Christiane Vulpius.

Poesia e scienza

Non sono poche le riflessioni dove Goethe celebra il genio e le virtù umane, a differenza dei moralisti francesi che, con grande ironia, umorismo e scetticismo, criticavano i vizi e le manchevolezze degli uomini. Questo atteggiamento di Goethe è certamente predominante, ma non totale. Infatti, non mancano nelle parole dello scrittore tedesco le polemiche nei confronti degli errori altrui. In aggiunta a ciò, dobbiamo considerare che il genio di Goethe era certamente sfaccettato e multiforme. Da una parte questo sfociava nella poesia, dall’altra nel grande interesse per la scienza. Per questo motivo Goethe dedica gran parte delle sue Massime e riflessioni all’arte e alla scienza.

“Spoetizzare” la scienza

Goethe portava nella scienza la stessa passione che egli ritrovava nella poesia. Pretendeva, dunque, di poter animare in egual modo sia l’arte poetica che la scienza e un esempio di ciò rimane la sua teoria dei colori. Ovviamente, la scienza non può condividere alcuna musa creativa con la poesia e deve essere spersonalizzata e spoetizzata. Per poter costruire il proprio pensiero sia scientifico che poetico Goethe partiva sempre dall’uomo per poter poi estendere la sua analisi al mondo, senza mai preoccuparsi della costituzione di quest’ultimo e della sua essenza. Certamente, nonostante la loro brevità, le massime di Goethe non hanno nulla di invidiare alle sue opere scritte e alle sue poesie e contengono una saggezza in grado di illuminarci anche a distanza di secoli.

Pia C. Lombardi

Bibliografia

J. W. von Goethe, Massime e riflessioni, Bur, Milano 2007.

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