Home Letteratura moderna (1500-1850) La Germania di Goethe Le affinità elettive: il romanzo psicologico di Goethe

Le affinità elettive: il romanzo psicologico di Goethe

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Le affinità elettive (1809), la sola opera veramente tragica di Goethe e certamente il romanzo psicologico più profondo della letteratura tedesca, tratta il tema del conflitto fra istinto e dovere. La forza cieca ed irresistibile dell’amore è rappresentata come legge naturale di attrazione, simile alle leggi che regolano nella chimica le combinazioni degli elementi affini.

Il romanzo riprende lo schema settecentesco delle due coppie male assortite: un uomo impulsivo si innamora di una donna pura e ne è ricambiato; un uomo che segue soltanto la ragione s’innamora di una donna altrettanto razionale e ne è ricambiato. Purtroppo, l’uomo tutto impulso ha già sposato, senza vero e profondo amore, la donna tutta ragione e nessuno dei quattro può legarsi con il vincolo matrimoniale all’anima gemella.

Le affinità elettive: protagonisti vs antagonisti

Eduard, il protagonista del romanzo, rappresenta la forma estrema dell’eroe Werther; Ottilia invece è “sorella” delle altre eroine goethiane. Come i due protagonisti distruggono la propria felicità e quella dei due antagonisti (Charlotte, la moglie, e il Capitano, l’amico di Eduard), è narrato da Goethe con insuperabile arte psicologica e drammatica.

Ciò è evidente anche nella figura del bambino di Eduard e di Charlotte che, per un capriccio della natura (in realtà, per effetto dei desideri repressi dei suoi genitori) ha gli occhi di Ottilia e i lineamenti del Capitano. È considerato il «frutto di un doppio adulterio», anche se quest’ultimo non è mai stato consumato. La morte del bambino, dovuta ad un attimo di distrazione di Ottilia, è considerata dai quattro protagonisti come una giusta punizione per la loro colpevolezza. I protagonisti continuano a vivere insieme ma non sono capaci né di lasciarsi, né di ricomporsi in due nuove coppie.

Come tutto ebbe inizio

Le affinità elettive
La copertina del romanzo di Goethe

Il romanzo Le affinità elettive inizia con una duplice decisione. Eduard invita il Capitano, suo amico d’infanzia, a stabilirsi nel suo castello; Charlotte, che dopo le nozze aveva mandato in collegio la sua prima figlia, invita la nipote Ottilia. Come già accennato, Eduard è un Werther più vecchio, ma non per questo più maturo. Egli infatti è stato viziato non solo dagli amici, ma anche dalla prima moglie, un’anziana e ricca vedova.

Dopo la morte di quest’ultima, l’interesse di Eduard si rivolge nuovamente a Charlotte, suo primo amore che nel frattempo si è sposata ed è rimasta vedova. Charlotte dubita della fedeltà di Eduard, gli consiglia di fare un viaggio e giunge persino a proporgli Ottilia come moglie, ma alla fine cede alla proposta di matrimonio di questo “fratello maggiore” di Werther. Ora Eduard si innamora davvero della giovane Ottilia, di quella nipote un tempo offerta in sposa.

La debolezza di Eduard e Charlotte

Il dramma inizia con la visita al castello di una coppia illegittima: un maturo conte e una baronessa, che da anni convivono. Basta un discorso un po’ licenzioso del conte sui matrimoni bene e male assortiti e sulla fedeltà, perché Eduard faccia una visita notturna alla moglie – pensando ad Ottilia –, le cui conseguenze saranno fatali. Charlotte ha nello stesso giorno un attimo di debolezza; abbraccia involontariamente il Capitano mentre la solleva per portarla dalla barca alla riva e si lascia baciare.

Ma i due si riprendono subito; anime equilibrate e mature, essi riescono a dominare la loro passione, restano amici e, avendo rinunciato al loro amore, credono che vi rinunceranno anche Eduard e Ottilia. In realtà, avverrà il contrario con l’improvvisa decisione di Eduard di lasciare il castello per evitare Ottilia. Questa fuga è l’escamotage migliore di Eduard per meritarsi l’amore di Ottilia.

La condanna di Goethe al vano agire dell’aristocrazia

Il romanzo Le affinità elettive si basa su una determinata situazione storico-sociale ed è in varie parti un testo di critica sociale che riduce all’assurdo gli ideali estetico-culturali e le aspirazioni dell’aristocrazia dell’ultimo Settecento, il cui modus vivendi, dopo gli sconvolgimenti della Rivoluzione e delle guerre napoleoniche, doveva necessariamente apparire dilettantesco e sterile.

Il significato del castello

Goethe condanna il castello feudale come realtà non più valida e non rinnovabile. Il castello, in cui si svolge la tragedia, è il luogo in cui tramonta il mito dell’aristocrazia intesa come centro di armoniosa cultura etico-estetica. Della Rivoluzione non si parla affatto, ma tutti sentono in modo singolare e significativo l’inadeguatezza del castello.

Il castello medesimo ha oramai quasi una propria nascosta volontà di ingrandirsi e di rimodernarsi; intorno ad esso si costruiscono non soltanto bei parchi, ma anche fattorie modello, case coloniche e un asilo. Ma tanto operare risulta in conclusione dilettantesco, se non addirittura sterile. Fra i Lehrjahree e le Le affinità elettive vi è, insomma, il periodo non ancora concluso delle guerre napoleoniche. In mezzo agli sconvolgimenti di quegli anni Goethe sembra essersi convinto che chi voleva costruire in grande poteva fare soltanto opera dilettantesca.

Pia C. Lombardi

Bibliografia

J.W. Goethe, Le affinità elettive, Feltrinelli 2013

Note

Esistono numerose versioni cinematografiche di questo romanzo di Goethe, come quella dei fratelli Taviani

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