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Luciano e la Storia Vera: romanzo fantasy ante litteram

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Luciano di Samosata
Ritratto di Luciano di Samosata

Luciano di Samosata è un retore vissuto nel II secolo d.C., ricordato per una grande quantità di opere (ne conosciamo 80) pungenti e originali.

La sua carriera nel campo della retorica inizia quando si trasferisce in Grecia. In questo periodo compone discorsi brillanti e talvolta paradossali, come l’Elogio della mosca e il Processo delle vocali. Dopo l’incontro con il filosofo Nigrino, Luciano si converte alla filosofia, o almeno così ci racconta. I suoi toni nei confronti dei filosofi (in particolare dei cinici), però, sono mordaci come sempre.

La fama di Luciano è legata soprattutto ad una serie di dialoghi (degli dei, dei morti, delle creature marine e delle cortigiane) e alla Storia Vera.

La storia falsa di Luciano

L’opera si apre con l’unica affermazione a cui il lettore dovrà credere: tutto ciò che sarà raccontato da quel momento in poi è completamente falso. Infatti l’autore spiega che il suo scopo è semplicemente quello di divertire i lettori, affinché si rilassino dopo letture più impegnative.

Il protagonista della Storia Vera è proprio Luciano, che con un gruppo di compagni parte per nave in cerca di avventure. L’equipaggio si imbatterà in personaggi e luoghi incredibili, in una parodia dei viaggi di Odisseo e Giasone.

Mondi e personaggi della Storia Vera

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L’avventura nel ventre della balena

Tra le varie avventure, i protagonisti visitano l’isola dei sogni e un’isola di formaggio, vengono inghiottiti da una balena e in seguito a una tempesta sbarcano perfino sulla luna. Qui è in atto la battaglia con gli abitanti del sole e i guerrieri schierati in campo sono molto particolari: zanzare e pulci di enormi dimensioni e peni alati.

Il soggiorno più lungo è quello sull’isola dei Beati, dove i protagonisti incontrano personaggi del mito, tra cui Odisseo, Elena e Menelao, filosofi come Socrate e Pitagora, e grandi poeti, primo tra tutti Omero. Luciano pone ad Omero gli interrogativi che ossessionano i filologi, come la sua provenienza, l’ordine di composizione dei suoi poemi e il motivo per cui l’Iliade inizia con l’ira di Achille. Le risposte del poeta disilludono i pedanti: egli afferma di non essere nemmeno greco, ma babilonese, di aver composto l’Odissea solo dopo l’Iliade e di aver iniziato il poema con la prima parola che gli era venuta in mente.

Un seguito per la Storia Vera?

Il romanzo si chiude con la promessa di nuovi libri, in cui sarà narrato il ritorno di Luciano. Anche questa, però, è una menzogna: non abbiamo notizia di un seguito della Storia Vera e probabilmente Luciano non aveva alcuna intenzione di comporne uno.

L’influenza dell’opera, però, si è fatta sentire ben oltre il II secolo. Conservata dai bizantini prima e dagli umanisti poi, la Storia Vera ha affascinato gli autori di ogni tempo.

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Il viaggio di Astolfo sulla luna

Basti pensare ad Ariosto, che probabilmente prende spunto da Luciano per raccontare il viaggio di Astolfo sulla luna. Collodi, invece, ne trae l’avventura di Pinocchio nel ventre della balena.

Ma il genio di Luciano anticipa una serie ben più lunga di romanzi fantastici, che raccontano viaggi certamente falsi, ma in grado di divertirci e ammaliarci.

 

Serena E. Di Salvatore

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