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Shalòm, guerra e pace nella Bibbia

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shalòm

Shalòm è tradizionalmente la parola ebraica per dire pace, sia nell’ebraico antico, quello biblico, che in quello moderno. In realtà, a ben vedere, shalòm nella Bibbia nasconde una dozzina di significati, alcuni del tutto imprevedibili.

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Shalòm: una pace piena e saporosa

Se shalòm nella Bibbia significa pace, bisogna sottolineare però che la pace indicata da questo sostantivo ha poco a che fare con l’odierna immagine della pace, spesso niente più di uno sbiadito ed opaco stato di non belligeranza o di oziosa quiete.
Shalòm indica una pace piena, una condizione di pienezza, integrità e felicità, tanto che il termine ebraico può essere anche tradotto con prosperità, salute o successo.
Altri significati degni di nota sono amicizia, salvezza e liberazione. Tutte queste possibili traduzioni hanno in comune il fatto di indicare qualcosa di concreto, reale ed effettivo. La concezione semitica infatti, non riesce ad immaginare una pace evanescente ed utopica. Shalòm indica perciò una pace creativa e feconda che attira a sé salute, benessere ed ogni pienezza.

Shalòm fra guerra e pace

La concretezza del termine shalòm fa sì che questo termine possa essere accostato a ciò che più decisamente nell’ottica del lettore odierno si pone agli antipodi della pace, ovvero la guerra.

Analizziamo questo versetto della Bibbia ebraica, cioè 2Samuele 11,7

Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra.   (CEI 2008)

Il contesto di questo versetto isolato è evidentemente bellico. Il soldato Uria è chiamato a rapporto dal re Davide che gli chiede informazioni riguardo alla salute e al morale del suo generale, delle truppe e dell’andamento della battaglia.

shalò

2 Samuele 11,7 sembra non avere niente a che fare con il termine shalòm, mentre invece, andando a leggere il testo ebraico, in questo versetto il vocabolo ricorre addirittura 3 volte.

La spiegazione è molto semplice: poiché shalòm ha un’ampia gamma di significati, fra cui, come detto sopra, quello di benessere, integrità, salute e successo, l’ebraico biblico utilizza questo vocabolo secondo l’esigenza del contesto.

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Shalom evidenziato nel testo di 2Samuele11,7

L’esito è sorprendente perché il termine che indica comunemente la pace, diventa anche lo stesso che viene utilizzato per chiedere informazioni riguardo all’andamento della guerra.
Il versetto preso in considerazione ripete shalòm 3 volte: parafrasando, è come se Davide avesse chiesto informazioni riguardo alla shalòm di Uria, alla shalòm delle truppe ed infine alla shalòm della guerra.

La traduzione italiana rende bene le varie sfumature di significato: nei primi due casi si tratta di salute fisica o psicologica come il cosiddetto ‘morale delle truppe in battaglia’; nel secondo caso la shalòm della guerra non può che essere la sua condizione di successo, il suo buon andamento.
La celebre traduzione greca dell’Antico Testamento fatta attorno al IV-III secolo a. C., quella dei LXX, volendo essere fedele al testo ebraico, traduce tutte e 3 le volte shalòm, con il medesimo corrispondente greco, ovvero εἰρήνην,  pace.

 καὶ παραγίνεται Ουριας καὶ εἰσῆλθεν πρὸς αὐτόν καὶ ἐπηρώτησεν Δαυιδ εἰς εἰρήνην Ιωαβ καὶ εἰς εἰρήνην τοῦ λαοῦ καὶ εἰς εἰρήνην τοῦ πολέμου

La versione greca rischia di essere equivoca facendo chiedere a Davide della ‘pace della battaglia’, dato che l’interesse del sovrano era la vittoria delle sue truppe. In realtà, in questo passo, la traduzione greca assume le molteplici sfumature di Shalòm ed arricchisce εἰρήνην di un significato ulteriore, semitico, che altrimenti non avrebbe di per sé avuto.

Christian Sabbatini

Fonti

Immagine in evidenza: www.scambieuropei.info

Immagini media: www.scambieuropei.info, www.archart.it-

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Bibliografia

L. Koehler-W. Baumgartner, The Hebrew and Aramaic Lexicon of the Old Testament, Brill, Boston 2001, 1506-1510.

 

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