Teodolinda: cosa fece la regina dei Longobardi

Teodolinda è la regina più famosa del popolo dei Longobardi, nonchè uno dei sovrani medievali femminili più celebri. In questo articolo analizziamo il periodo storico nel quale ella vive e i motivi che ne hanno garantito la popolarità.

Il nome corretto della regina

Innanzitutto, va detto che il nome con cui chiamiamo la regina Teodolinda non ricorre in alcuna fonte. Infatti, essa è una forma italianizzata usata dagli storici e ormai consolidata. Ma il nome deriva dall’antico germanico theud, popolo, e lind, (tiglio, ma anche scudo). Dunque, esso dovrebbe significare “scudo, protezione del popolo“.

Sul suo sarcofago il suo nome compare come Theodellende. Tuttavia, si tratta di una scritta del 1300, successiva di diversi secoli. Quindi, non è attendibile. Così come non lo è il testo sulla storia dei Longobardi di Paolo Diacono del 789, che la chiama Theudelinda. Le fonti rimanenti e che risalgono al suo periodo storico la identificano come Theodelenda e Theodelinda. Dunque, è probabile che questa è la forma più vicina al nome originario.

I Longobardi prima di Teodolinda

Innanzitutto, Teodolinda vive tra sesto e settimo secolo. Cioè, siamo in quel periodo storico di solito considerato Alto Medioevo, il Medioevo più vicino in quanto a cronologia al periodo antico. In effetti, soltanto dieci anni prima della sua nascita il re Alboino guida i Longobardi sul suolo italico e fonda il Regno longobardo. Prima di allora, la penisola italica ha visto la dominazione di Goti e Bizantini. Nonostante questo, i Longobardi sembrano già ben integrati nella penisola, che al loro arrivo risulta un mondo fragile, devastato dalle guerre precedenti, dalla carestia e dall’epidemia di peste.

I Longobardi prima di giungere nella penisola dall’Europa centrale (nota come Pannonia) sono delle genti che vivono in capanne di legno, seppelliscono i propri cari (hanno già conoscenza del cristianesimo in questa fase), si nutrono sopratutto di miglio e di carne, e allevano i cavalli, indispensabili per i loro spostamenti. Inoltre, nei loro villaggi vi è disparità sociale, con persone più e meno ricche, e commerciano beni di diverso tipo, anche gioielli. Insomma, la loro condizione di vita è semi-nomade, ciò forse per via della scarsità di risorse o per la necessità di fuggire alle incursioni delle genti confinanti.

Questo stile di vita di certo scompare dopo la loro migrazione nella penisola italica, condizione che ne determina la sedentarietà. Comunque, va sfatato il mito storico che delinea i Longobardi, come altri popoli “barbari”, come dei rozzi saccheggiatori. Prova di ciò è la loro capacità di organizzare un nuovo regno in un territorio devastato.

Autari e Teodolinda

Teodolinda è stata la moglie di ben due sovrani Longobardi. Per una miglior comprensione di questa circostanza, analizziamo prima la figura del re presso i Longobardi. In effetti, Paolo Diacono, una delle fonti principali a nostra disposizione sulla storia dei Longobardi, spiega come il sovrano è di solito un uomo eletto dai duchi. Anche se perlopiù si tratta di uno dei duchi, oppure di un figlio o un parente di un sovrano che lo ha preceduto, determina tale scelta le virtù che egli possiede e che lo rendono una guida ideale del popolo.

Nel caso di Autari, egli è figlio di Clefi, già re dei Longobardi. Tuttavia, Autari non prende il posto del padre subito dopo, bensì circa dieci anni più tardi. In effetti, Autari è re dal 584 d.C. ed è eletto dai duchi perchè visto come colui che può tener testa alla situazione complicata di quegli anni. Infatti, Bizantini e Franchi si alleano contro i Longobardi e li costringono in questo modo tra due fuochi. Dunque, è in questa cornice geopolitica che va inquadrato il suo matrimonio con Teodolinda. Infatti, ella è la figlia di Garibaldo primo, re dei Bavari. Si tratta di un popolo, quello dei Bavari, che confina con Longobardi e Franchi, e che proprio con questi ultimi sono in rotta. Perciò, il matrimonio con Teodolinda, che ha luogo nel 589 d.C., ha funzione antifranca.

Anche se Teodolinda è figlia del re dei Bavari sua madre è la regina Valdrada, figlia di Vacone, re dei Longobardi tra il 510 e il 540 circa. Ma non è questo il motivo principale per il quale la regina è benvista dal suo popolo, bensì per il suo modo di governare. Poi, nel 590 d.C., dopo circa un anno di matrimonio, Autari muore.

Il racconto di Paolo Diacono

Racconta Paolo Diacono che re Autari, che non ha mai visto la principessa Teodolinda, si reca da suo padre sotto mentite spoglie e col volto nascosto da un cappuccio. Cioè, egli si spaccia per un messaggero di Autari per osservare la principessa senza essere riconosciuto. Una volta al cospetto di Garibaldo così dice:

«Il re Autari mio signore mi mandò qui a bella ‘posta a vedere la vostra figliuola sua sposa, che deve essere la nostra padrona, affinchè io possa della bellezza di lei dare al detto mio signore un sincero ragguaglio. Il che udendo il re fece venir la figliuola; ed Autari avendola contemplata tacitamente, e vista la leggiadria delle sue forme, tutto compiaciutosi in cuore, così parlò al re»

Teodolinda
Teodolinda da una miniatura delle Cronache di Norimberga. Fonte immagine: Wikipedia.org.

Autari chiede alla principessa un bicchiere di vino e lei glielo porge. Ma il re longobardo le tocca la mano e la porta sul suo viso, che ne viene sfiorato per pochi secondi. Così, Teodolinda arrossisce per quel gesto e lo confida in privato alla nutrice. Questa afferma che deve trattarsi proprio di re Autari, perchè nessuno avrebbe l’ardire di compiere un tale atto.

Dunque, tempo dopo, quando i Franchi attaccano Garibaldo, Teodolinda fugge con solo un fratello nelle terre longobarde. Così, Autari le viene incontro e la accoglie con festa grande, e sono subito organizzate le nozze. Però, durante questo evento, un fulmine cade poco distante e colpisce un albero. Agilulfo, tra gli invitati al matrimonio, chiede a un suo uomo che sa interpretare i segni divini cosa ciò vuol dire. Questi spiega che la regina è destinata a vedere la morte dello sposo e a risposarsi proprio con lui. Agilulfo minaccia l’uomo di morte. Ma questi replica che può anche ucciderlo, questo non modificherà il destino.

Difatto, Autari muore e la regina si reca nelle terre controllate da Agilulfo. Così, quando questi la vede, riceve da lei una coppa di vino e le bacia le mani. Dunque, la regina dice:

«Tu non devi baciare la mano – a colei, a cui hai diritto di baciare la bocca».

Teodolinda, Agilulfo, Adaloaldo

Al di là degli aspetti romanzati di tali vicende, Paolo Diacono afferma che la regina ha la possibilità di scegliere il suo nuovo marito, il futuro re dei Longobardi, grazie proprio alla buona disposizione del popolo nei suoi confronti. Così, Teodolinda sceglie l’allora duca di Torino, Agilulfo. In effetti, sembra che questa pratica è contemplata nel mondo longobardo già prima di Teodolinda. Inoltre, almeno un’altra regina successiva, Gundeperga, ha la stessa possibilità dopo la morte del primo marito.

Comunque, da queste seconde nozze Teodolinda ha un figlio, Adaloaldo. Tuttavia, nel 616 muore anche Agilulfo. Però, questi ha già associato il giovane Adaloaldo al trono nel 604. A questo punto, i Longobardi si dividono in due fazioni: chi vede degno del trono Adaloaldo, in quanto figlio del re, e chi Arioaldo, un suo cognato, dato che questi è il marito della sorella di Adaloaldo. Tale divisione non riguarda soltanto le pretese dinastiche, bensì rappresenta due ideali politico-religiosi diversi. Infatti, Adaloaldo è il primo re longobardo battezzato secondo rito cattolico. Invece, Arioaldo si fa portavoce di tutti quei, ancora numerosi, Longobardi ariani. Un sovrano longobardo significa una politica più vicina a Roma e ai Bizantini, e nel complesso più tollerante nei confronti dei latini presenti nel regno. Mentre una prevalenza ariana è la volontà di un inasprimento dei conflitti.

Comunque, per circa otto anni, Teodolinda governa da sola, finchè suo figlio non diviene maggiorenne. Poi, nel 624, scoppia la guerra aperta tra le due fazioni. Anche se supportato da Roma e dall’esarca di Ravenna, Adaloaldo viene sconfitto e muore due anni dopo. Così, diviene nuovo re Arioaldo.

Politica e religione

Teodolinda e Agilulfo collaborano nella politica del proprio regno in un clima di sinergia positiva. Del resto, Agilulfo prosegue la linea politica che è già di Autari. Cioè, se i Longobardi sono un popolo eterogeneo e riunito ancora in modo caotico, Autari organizza un’amministrazione più adatta al governo di una società sedentaria. Così, egli può contare su un’entrata economica e un apparato militare gestiti in maniera più precisa. Anche se di fede ariana, tenta l’instaurazione di un buon rapporto con Roma e i cattolici, così come con i Bizantini. Tra le ipotesi della morte improvvisa di Autari Paolo Diacono dà per certo l’avvelenamento, ma non fa menzione di moventi e sospettati. Sicuramente i nemici, anche quelli interni tra le file dei duchi, non mancano.

Così, anche risposata, la regina prosegue la mediazione tra il Papa e il patriarca di Aquileia, quest’ultimo il capo spirituale dei cristiani che non riconoscono il ruolo del Papa. La capitale del regno da Pavia viene ora ubicata in due centri: Milano e Monza. Quest’ultima è la città che Teodolinda vuole trasformare in una capitale anche culturale. Infatti, qui fa erigere il palazzo reale con cappella palatina dedicata a San Giovanni Battista. Inoltre, è in questa cappella che battezza il figlio Adaloaldo e dispone la sepoltura sua e di Agilulfo. Ancora oggi nel Duomo di Monza sorto sopra questo edificio si trova la Cappella di Teodolinda, dove si presume si trovano i resti della regina.

Una prova dell’attenzione che i due sovrani riservano alle sfere religiose è anche il buon rapporto con San Colombano. Infatti questi, giunto dall’Irlanda, riceve il permesso di predicare e costruire luoghi di culto entro i confini del regno. Allo stesso tempo il consigliere della regina, Secondo di Non, è un monaco che abbraccia il credo tricapitolino supportato da Aquileia.

I Longobardi dopo Teodolinda

Teodolinda
La corona della regina Teodolinda conservata nel duomo di Monza. Fonte immagine: Wikipedia.org.

Teodolinda muore nel 627, un anno dopo suo figlio Adaloaldo. Arioaldo, il nuovo re, riporta la capitale a Pavia e governa per dieci anni. Si tratta di un periodo in cui i Longobardi entrano in conflitto con gli Avari, il popolo di Teodolinda. Tuttavia, Arioaldo decide di proseguire la politica conciliatrice di Teodolinda nei confronti del Papa. Dopo di lui, diviene sovrano un altro importante re Longobardo: Rotari.

 

Luigi D’Anto’

Bibliografia

  • Alberto Magnani, Teodolinda la longobarda, Jaca Book 1998.
  • Felice Bonalumi, Teodolinda, una regina per l’Europa, San Paolo Edizioni 2006.

Sitografia

  1. Paolo Diacono, Storia dei Longobardi
  2. Claudio Azzara parla di Teodolinda durante il Festival del Medioevo del 2019.

Nota: l’immagine in evidenza è tratta da Wikipedia.org.