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Omosessualità in natura, negli animali e nella genetica

L’omosessualità è un fenomeno presente in natura poiché osservato in diversi animali oltre che negli umani.

La società si è spesso spaccata tra chi urla a gran voce la libertà gay e chi invece non accetta questa realtà. Ma all’interno di una guerra tra fazioni contrastanti, molti si sono interrogati su cosa sia davvero l’omosessualità e da cosa origini di preciso. Si nasce omosessuali? Esistono geni dell’omosessualità?

Omosessualità negli animali

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Roy e Silo, i due pinguini omosessuali dello zoo di NY

La Treccani definisce l’omosessualità semplicemente come attrazione sessuale verso persone dello stesso sesso.

In natura è stata riscontrata in molte specie animali, ed un esempio eclatante è dato dalla coppia di pinguini maschi dello zoo di New York, Roy e Silo, ripresi dalle telecamere mentre attuavano i tipici riti di corteggiamento. La loro storia è culminata con la schiusa di un uovo affidato loro dai custodi dello zoo perché i genitori biologici non potevano covarlo; dall’uovo è nata una pulcina di nome Tango.

Che siano insetti, uccelli, cetacei o mammiferi terresti, sono ben più di 1500 le specie animali che hanno mostrato, nel corso degli studi zoologici, atteggiamenti omosessuali. Danze di corteggiamento, veri e propri rapporti sessuali, o addirittura l’instaurazione di rapporti omogenitoriali, l’omosessualità in natura è accertata. Su questa base, molti hanno cercato di provare le basi genetiche dell’essere omosessuali, dando l’input per una ricerca più approfondita sul DNA.

I geni dell’omosessualità

Nel 2015 è stato effettuato uno studio su quasi 500 coppie di sorelle gemelle; si è andati a valutare la loro identificazione sessuale, il numero di partners avuti e le loro tendenze sessuali.

DNA

Gli scienziati del Dipartimento sulla Ricerca tra Gemelli e l’Epidemiologia Genetica di Londra hanno affermato che “l’omosessualità è un tratto stabile della popolazione umana” ed hanno cominciato una ricerca partendo dalla teoria che l’omosessualità sia genetica.

Questo principio porta così a quello che viene definito un “paradosso darwiniano”. In teoria la presenza di persone omosessuali dovrebbe ridurre la riproduttività della specie, ma nella realtà questo non accade perché le persone eterosessuali si ritrovano, invece, “avvantaggiate” nella ricerca del loro partner.

Lo studio tra gemelle ha permesso di dimostrare che i fattori genetici comuni possono spiegare il rapporto tra il proprio orientamento sessuale e le preferenze sessuali. Ma non solo: i geni influenzano anche  il successo sessuale, e quindi il numero di partner avuti nella vita; tuttavia su questo ultimo punto non è stata riscontrata alcuna valida differenza tra donne eterosessuali e non.

Sarebbero quindi i geni presenti nel nostro DNA fin dal concepimento influirà sul nostro sesso di nascita, sulla nostra identità sessuale e sul nostro orientamento. Insieme alla predisposizione sono sicuramente importanti anche aspetti ambientali della vita di ogni individuo.

Conclusioni

L’omosessualità è una realtà attuale e viva, tanto quanto lo era nell’antica Grecia o in età Romana. Proprio in questi giorni la comunità gay ha potuto gioire di una rilevante conquista, essendo stato legalizzato il matrimonio omosessuale in tutti gli Stati Uniti d’America.

Ma forse riportando all’attenzione dati scientifici sull’omosessualità in natura si può aumentare lo spirito di tolleranza e accettazione. In fondo, come diceva Aristotele, “la natura non fa nulla di inutile.”

Alessandra Spaziano

Fonti:

  • Burri, A., Spector, T., & Rahman, Q. (2015). Common genetic factors among sexual orientation, gender nonconformity, and number of sex partners in female twins: Implications for the evolution of homosexuality. The journal of sexual medicine12(4), 1004-1011.

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