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Proibizionismo Americano: la storia tra mafia e divieti

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Proibizionismo americano: immagini di protesta

Con Proibizionismo Americano intendiamo il periodo storico che va dal 1920 al 1933 quando, negli Stati Uniti, entrò in vigore il XVIII emendamento della costituzione insieme al Volstead Act. Vennero messe al bando la produzione, la vendita e l’importazione di qualsiasi prodotto alcolico.

Proibizionismo Americano: che cos’è?

Il 17 gennaio del 1920, il Volstead Act sancì l’inizio del Proibizionismo. Questa legge veniva chiamata “Esperimento Nobile” in quanto nata secondo un’istanza positiva. Gruppi e associazioni di donne si trovarono a manifestare vivacemente contro gli alcolisti che venivano considerati facinorosi, violenti e pericolosi.

Queste si riunirono in coalizioni per difendersi dai mariti, i quali, in stato di ebrezza, sarebbero stati molesti nei loro confronti. Inizialmente era vista anche come legge per la temperanza volta a ridurre il consumo di alcool. La nuove legge fu supportata da grandi nomi della storia americana come Henry Ford e John D.Rockefeller, questi sostenevano che l’alcool creasse assenteismo sul lavoro e si pensava a spendere denaro in questo piuttosto che in beni derivanti dal sistema produttivo.

Società per la Sobrietà: cos’erano e quando nacquero?

Il Proibizionismo nacque sopratutto per la forte protesta di alcune società createsi nel corso degli anni volte a ridurre i consumi alcolici. Venivano chiamate “Società per la Sobrietà“, la prima nacque alla fine del ‘700. Da lì il fenomeno iniziò a prendere forma tanto da insediarsi nella politica americana in maniera decisiva. In queste società vi erano sia una componente di zelo religioso, per cui gli esponenti affermavano di agire nel nome del Signore, sia un qualcosa orientato a colpire gli immigrati.

La causa degli stessi immigrati va a sovrapporsi anche con le teorie del “Ku Klux Klan”, perché ci rivede la sua battaglia contro gli immigrati provenienti da paesi europei, neri e cattolici. L’alcool negli Usa era legato sopratutto ad Irlandesi, Tedeschi e Italiani, che si facevano strada nel commercio importandolo dai loro paesi.

LAsl (Anti Saloon League) era sicuramente la società più famosa tra queste. Nata nel 1893, aveva l’obiettivo di bandire l’alcool dal paese, riuscendo a raccogliere milioni di consensi in pochi anni. I Saloon che erano i posti in cui venivano consumate le “serate alcoliche”, venivano visti come sede della politica locale corrotta e clientelare che domina le grandi città americane, per questo motivo alla lotta si aggiunsero progressisti e populisti. Vi fu, durante quel periodo, un tentativo di indottrinare i bambini sulla pericolosità dell’alcool già dai primi anni di scuola.

Il Proibizionismo americano era diventato una legge per la temperanza o una proibizione?

Con la chiusura ufficiale dei Saloon, si passa da una fase di temperanza ad una vera e propria proibizione vista come obbligo. La lotta all’alcolismo fu inserita in una prospettiva più ampia di riforma della società, partendo dalla rivendicazione dei diritti femminili. Dopo il Volstead Act, con il proibizionismo diventato parte della costituzione e i saloon chiusi, ci fu una corsa all’accaparramento di scorte, dove chi poteva, conservava in casa gli ultimi alcolici rimasti sul mercato.

La penuria di liquori intossicanti per durò molto poco perché prontamente l’alcool ritorna a scorrere a fiumi grazie a distribuzioni e produzioni illegali. Consumarlo, in quel periodo, era anche molto più rischioso perché veniva prodotto da sostanze tossiche come l’alcool industriale. Fu istituito un vero e proprio mercato di contrabbando di liquore e birra. In quegli anni il traffico illegale superava i 3,6 miliardi di dollari, pari all’intero budget federale.

L’illegalità e il proibizionismo aprono a nuovi stili di vita?

Durante gli anni del Proibizionismo Americano, furono aperti i famosi Speakeasyquesti erano dei bar clandestini in cui uomini e donne, per la prima volta nella storia, si ritrovavano insieme per bere. In questi luoghi si suonava la musica Jazz e sempre qui nascevano i generi del Charleston e dello Shimmy, quindi bere, cantare, ballare e divertirsi a suon di alcool era diventata una moda a tutti gli effetti e soprattutto un nuovo stile di vita, caratteristico dagli anni del proibizionismo.

La città di Atlantic City, in New Jersey, era il porto chiave del contrabbando dei prodotti alcolici grazie soprattutto ad Enoch Johnson. Questi era sia il leader del partito repubblicano di Atlantic City sia il capo del racket di contrabbando delle azioni criminali. Negli Usa lo stato di proibizione produceva consequenzialmente criminalità organizzata.

La maggior parte dell’alcool che veniva prodotto illegalmente era di bassa qualità perché non soggetto ai controlli di routine. Il Volstead Act fu caratterizzato anche da alcune deroghe, tra le quali, si poteva consumare Whisky in minime quantità per uso medico, ed anche in questo caso, farmacisti e medici furono presi d’assalto.

Gli anni del “Gangsterismo”: entra in scena la mafia, ma chi era veramente Al Capone?

Gli anni ’20 in America furono definiti ruggenti per una figura criminale che si distinse su tutti nel periodo del proibizionismo. Stiamo parlando di Alphonse Gabriel Capone, meglio conosciuto come “Al Capone”, che fece fortuna sfruttando la crescita esponenziale del prezzo dell’alcool, durante gli anni della sua illegalità, con i traffici di contrabbando.

Capone si riforniva in grosse metropoli americane come New York, Chicago e Detroit, rivendendo il bottino agli speakeasy, che in quegli anni, avevano l’esclusiva sul prodotto. Il proibizionismo americano quindi, nell’era del gangsterismo, vedeva guerre tra clan mafiosi che a colpi di mitra Thompson, cercavano di guadagnare territorio. Al Capone era diventato il boss assoluto del traffico illegale di alcolici di Chicago e alla metà degli anni ’20 il suo patrimonio si aggirava intorno ai 100 milioni di dollari.

Al Capone

San Valentino di sangue, leadership e fine di Al Capone

Sempre a Chicago nel 1929, durante le guerre tra clan degli anni del proibizionismo americano, gli uomini di Al Capone travestiti da poliziotti, uccisero diversi membri del clan avversario di George “Bugs” Moran. Questi vennero crivellati di colpi mentre erano con le spalle al muro. L’evento è conosciuto come il San Valentino di sangue.

Dopo questi fatti, venne istituito un regime di tolleranza pari a zero per gli spacciatori di alcool. Ad Al Capone però non furono mai accreditati gli omicidi, fu imprigionato ad Atlanta nel 1932 per evasione fiscale e per la violazione delle leggi durante il proibizionismo. Il suo arresto fu eseguito dall’agente proibizionista Elliott Ness.

Perchè Al Capone era uno dei personaggi più conosciuti negli Stati Uniti negli anni ’30? Egli incarnava a pieno le caratteristiche e il portamento di un gangster, soprattutto per le sue capacità di leadership. Interpreta quel clima letale all’uso delle armi che hanno caratterizzato le guerre mondiali.

La figura del gangster di NY è stata presa anche per alcune pellicole cinematografiche rilevatesi colossal ed must have nella propria ludoteca. Stiamo parlando di: Gli Intoccabili (Brian De Palma – 1987), Scarface (Brian De Palma – 1983). Il proibizionismo americano è stata la trama anche di un altro grande film: C’era una volta in America di Sergio Leone del 1984.

Società americana alla deriva: dopo il danno di Wall Street il Proibizionismo Americano era giunto al capolinea?

Siamo alla fine degli anni ’20 e in America gli stati che dovrebbero svolgere un ruolo complementare a quello del governo federale nell’applicazione del Volstead Act, non stanziarono denaro a sufficienza. I repubblicani erano contrari agli aumenti delle tasse e delle spese pubbliche. Gli agenti erano corrotti e si andava sempre di più verso la violazione delle leggi.

Il progetto proibizionista è in rapido declino dato il dilagare della criminalità e della corruzione. Nel 1929, con il crollo della Borsa di Wall Street a New York, la gravità della situazione economica condanna definitivamente i repubblicani. Si vira verso la trasformazione del partito democratico nel partito dei lavoratori e degli immigrati.

Il paese era quindi spaccato in due perché si pensava ad abolire il proibizionismo che faceva accrescere solo il potere dei gangster ed i reati. Dopo Wall Street, il proibizionismo americano si sovrappone al partito repubblicano in quanto partito nativo, anglosassone ed americano al 100%. Con il passare degli anni, le cose tornarono ad aggiustarsi grazie alla svolta del diritto di voto per i migranti.

Con la sua campagna politica, Franklin D. Roosvelt pensava di abolire il XVIII emendamento. Quando questi diventò presidente, alle 17:27 di martedì 5 dicembre 1933, la XVIII emenda fu abolita e sostituita dal XXI emendamento. Il proibizionismo era finito. Grazie al ritorno sul mercato degli alcolici, gli introiti economici salirono alle stelle e gran parte degli affiliati malavitosi, videro andare tutto il loro bottino in fumo.

Enrico Esente

Bibliografia e Sitografia

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