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Legionella: trasmissione, terapia e diagnosi di laboratorio

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Legionella

Con il termine di “legionellosi” si intendono tutte le forme morbose causate da batteri Gram-negativi aerobi del genere Legionella. 
Si tratta di infezioni che si manifestano come polmoniti, ma ci sono anche delle forme extrapolmonari e subcliniche. Tuttavia la specie più frequentemente coinvolta è la Legionella pneumophila.  

Serbatoio della Legionella

L’ambiente rappresenta l’unico serbatoio naturale della Legionella e da qui il batterio passa in tutti quei siti che rappresentano il serbatoio artificiale, come impianti di areazione, sistemi di aria condizionata, piscine e reti idriche. Dunque il batterio è ubiquitario e la malattia dà luogo a vere e proprie epidemie; ci sono anche numerosi focolai epidemici che si verificano in ambienti collettivi come ospedali, case di riposo e alberghi.

Modalità di trasmissione della Legionella

Il batterio viene acquisito per via respiratoria, tramite inalazione e aerosol. Dunque il “droplets” si può formare spruzzando l’acqua oppure per impatto con superfici solide. Tuttavia i principali sistemi che generano aerosol associati alla diffusione della Legionella sono impianti idrici, quelli di climatizzazione dell’aria (torri di raffreddamento, sistemi di ventilazione e condizionamento dell’aria), le apparecchiature per la terapia respiratoria, gli idromassaggi e le piscine.

Quadri clinici

Due sono i quadri clinici causati dal microrganismo, ovvero la febbre di Pontiac e la malattia del Legionario.

  • La febbre di Pontiac si manifesta dopo un periodo di incubazione che oscilla tra 24-48 ore ed è caratterizzata da una forma acuta senza interessamento polmonare. I principali sintomi della malattia sono mialgia, malessere generale, cefalea, tosse, gola arrossata, nausea e diarrea.
Legionella
  • La malattia del Legionario è caratterizzata da un periodo di incubazione che varia tra 2-10 giorni e si manifesta con grave polmonite con o senza manifestazioni extrapolmonari. L’esordio della malattia è brusco ed è caratterizzato da malessere, febbre e sintomi respiratori. Tuttavia possono essere presenti anche sintomi gastrointestinali, neurologici, e cardiaci. È anche presente anche aumento delle transaminasi e ipofosfatemia. Tuttavia la polmonite causata da Legionella non ha particolari caratteristiche che la distinguono da altre forme atipiche o batteriche da polmonite.

Presenza della Legionella in Italia

Nel nostro Paese sono stati notificati mediamente un centinaio di infezioni da Legionella ogni anno. Tuttavia la maggior parte dei casi è stata rilevata nelle regioni del Nord e del Centro, mentre al Sud il numero di casi rilevato è nettamente inferiore. Inoltre le infezioni nosocomiali rappresentano circa il 20-30% del totale, e il 60% dei casi risulta affetto da patologie cronico-degenerative e neoplastiche.

La Legionella nella diagnostica di laboratorio

La diagnosi risulta molto complessa in quanto è difficile isolare e identificare la Legionella in tempi piuttosto brevi; inoltre l’uso di colorazioni batteriologiche può essere solo parzialmente utile.

Il principale metodo diagnostico per la ricerca della Legionella è isolare e identificare il microrganismo. Sono, infatti, richiesti terreni di coltura speciali, in quanto la Legionella non cresce su terreni di uso comune, e tempi di crescita piuttosto lunghi (4-10 giorni).

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Un’altra prova svolta in laboratorio per la diagnosi è l’antigenuria (ovvero la presenza di antigene solubile nelle urine), infatti questa metodica risulta vantaggiosa in quanto è più facile ottenere un campione di urine piuttosto che un espettorato o un broncoaspirato. Inoltre questo test, a differenza della coltura, fornisce rapidamente un risultato; infine può mantenersi positivo per 60 giorni anche in pazienti sotto terapia. Però c’è da dire che per questo motivo può risultare difficile distinguere l’infezione durante la fase acuta, quella di convalescenza o l’infezione pregressa. In più con questo test è possibile individuare solo gli antigeni di Legionella pneumophila sierogruppo 1.

Infine ci sono tecniche di laboratorio più complesse come l’immunofluorescenza, l’ibridazione degli acidi nucleici e l’amplificazione del DNA mediante Reazione a Catena della Polimerasi (PCR). Tuttavia, poiché le varie metodiche di laboratorio sono complementari tra loro, in caso di sospetto dell’infezione spesso se ne eseguono più di una. Inoltre nessuna delle prove ha una sensibilità del 100% e per tale motivo la diagnosi non può essere esclusa anche se una o più prove di laboratorio danno risultato negativo.

Cura per la Legionella

La terapia dei soggetti affetti si basa essenzialmente sul trattamento con antibiotici attivi contro la Legionella, oltre alle misure di supporto respiratorio o sistemico.

Legionella

Tra gli antibiotici più efficaci ci sono quelli della classe macrolidi. Il capostipite di questo gruppo, l’eritromicina, è stato il farmaco più impiegato; tuttavia oggi si preferiscono la claritromicina, l’azitromicina, in quanto mostrano una più potente azione battericida intracellulare e minori effetti collaterali.

Altri antibiotici utilizzati sono quelli della classe dei fluorochinolonici (come ad esempio la levofloxacina) le tetracicline e la rifampicina. Inoltre come tutte le terapie antinfettive la scelta della terapia più opportuna deve valutare la gravità dell’infezione, l’eventuale antibiotico-resistenza della specie di Legionella isolata e i costi.

Prevenzione della Legionella

I sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria così come l’acqua potabile e le attrezzature sanitarie possono favorire la diffusione delle sostanze aereo disperse; infatti tra queste di particolare importanza risulta essere la Legionella. I principali impianti che generano aerosol associati agli edifici comprendono torri di raffreddamento, diffusori di docce e vasche per idromassaggio.

L’aumento della temperatura dell’acqua rappresenta uno dei principali fattori che favoriscono la proliferazione della Legionella e la contaminazione ambientale. Altri fattori sono il pH, la presenza di nutrimento e di altri microrganismi; tuttavia la sopravvivenza della Legionella è legata anche a fattori ambientali come umidità, temperatura dell’aria e radiazione solare.

Le procedure che contrastano la moltiplicazione e la diffusione del batterio devono essere attentamente considerate e messe in atto durante le fasi di progettazione, installazione, funzionamento e manutenzione. Tuttavia, anche se tali sistemi non garantiscono un sistema privo di Legionelle, contribuisce a diminuire la possibilità di inquinamento batterico

Per quanto riguarda la rete idrica ci sono altre misure di prevenzione come i trattamenti temici (ad esempio lo shock termico che consiste nell’aumentare la temperatura dell’acqua tra 70-80°C), la clorazione che consiste nell’utilizzo del cloro, utilizzo del biossido di cloro, lampade a raggi ultravioletti, ionizzazione rame/argento e trattamento con perossido di idrogeno e argento.

Roberta Miele

Bibliografia

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  2. United Kingdom Department of Health: The prevention and control of legionellosis (including Legionnaires’ Disease). Approved Code of Practice. London, UK, Her Majesty’s Stationary Office. Health and Safety Executive 1991/1993.
  3. Klein NC, Cunha BA. Treatment of Legionnaires’Disease. Seminars in Respiratory Infections, 1988.
  4. Fallon RJ, Rowbotham TJ. Microbiological investigation into an outbreak of Pontiac fever due to Legionella micdadei associated with use of a whirlpool. J. Clin. Pathol., 1990.
  5. Castellani Pastoris M. Legionellosi: una malattia di rilievo ancora sottovalutata. L’Igiene Moderna, 1999.

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