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Pirati nella storia e pirati immaginari: da Edward Teach a Capitan Barbossa

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Sin dalla loro prima apparizione, i pirati hanno sempre suscitato nell’immaginario folkloristico fascino e soprattutto ribellione rispetto agli schemi tradizionali imposti nella società civile. Infatti non notiamo il valore del pirata attraverso titoli “accademici” come ad esempio il “pezzo di carta” che viene conferito a colui che supera l’esame per capitano di vascello; bensì attraverso il fattore “esperienza”, a contatto diretto quindi col mare aperto.

Le attività dei pirati erano incentrate nel depredare navi mercantili per impossessarsi dei bottini quale unica fonte per la loro sopravvivenza. Attività ovviamente illegali e che necessitavano di essere combattute da tutti i regni che si sono succeduti dai tempi antichi sino ad oggi.

Sta di fatto che la figura del pirata ha lasciato un segno profondo nel folklore e nella civiltà contemporanea; le loro gesta vengono tramandate di generazione in generazione attraverso racconti orali, romanzi, fumetti, manga e persino film.

I pirati: le origini

La nascita dei fenomeni pirateschi

Sin dagli albori delle civiltà mesopotamiche, i pirati hanno iniziato le loro attività di predoni sul mare, rendendosi responsabili della caduta di alcune importanti civiltà come i Sumeri, gli Assiri e gli Egizi.

Più che altro i pirati erano identificati come un popolo ben organizzato, costituito da migliaia di uomini che insieme depredavano e distruggevano intere civiltà. Ad esempio vennero identificati come pirati gli Ittiti, gli Etruschi e i Pontidi.

Il periodo greco-romano

Coi greci ci fu invece un cambio di rotta. Rodi, le cui acque furono infestate di pirati per molto tempo, assunse il compito di “polizia del mare” arrivando a contrastare le azioni piratesche sino al Mar Adriatico. Poi fu la volta di Atene quando la Grecia s’espanse nella Sicilia contro gli Etruschi.

Con l’avvento di Roma, e la successiva conquista di tutte le terre che bagnano il Mediterraneo, i pirati (identificati nei Pontidi) tornarono a depredare le città orientali della Repubblica Romana. Pompeo Magno mise fine a queste razzie.

Medioevo e scoperta dell’America

Dei pirati non vi furono più tracce sino al medioevo quando le attività piratesche ripresero con l’avvento dei Saraceni, dei Vichinghi e dei Narentani nel Mediterraneo.

Tortuga America Centrale
America Centrale

Con la scoperta dell’America e il successivo colonialismo, il Mediterraneo perse importanza nelle azioni piratesche a favore del mar dei Caraibi. Infatti quest’ultimo divenne il principale luogo d’incontro per il traffico internazionale delle materie prime dal Nuovo al Vecchio Mondo. Quivi si svilupparono gli scontri più grandi e più conosciuti da tutti i contemporanei e, grazie ai narratori ed agli scrittori dell’epoca (XVI secolo), abbiamo conoscenze più approfondite sulla figura del “pirata”.

La guerra alle navi spagnole

Più che altro, inizialmente, queste persone furono dei mercenari pagati dai governi inglesi e francese con il compito di depredare le navi spagnole; in seguito, con il venir meno dei rapporti con le rispettive corone, divennero pirati a tutti gli effetti dato; tra l’altro la pirateria offriva loro maggiori guadagni rispetto a quanto avrebbero ottenuto dal servizio dei sovrani.

Questi feroci scontri continuarono sino agli inizi dell’800 quando la pirateria venne debellata.

Pirati: corsari, filibustieri o bucanieri?

I termini corsari, filibustieri e bucanieri sono sinonimi per indicare i “pirati”, ma queste parole indicano persone diverse.

I corsari sono persone al servizio di un governo che con un’apposita “lettera di corsa” depredavano, combattevano e rubavano il bottino dalle navi mercantili nemiche e che cedeva al suo benefattore. Attività quindi pienamente riconosciuta e garantita. Nel quarto film della saga “Pirati dei Caraibi”, Barbossa ricevette dal Re Giorgio II il titolo di “corsaro” agli ordini della corona britannica per trovare la fonte dell’eterna giovinezza prima dei catartica spagnoli.

I filibustieri sono persone riunite in un’associazione di pirati o anche corsari chiamata “filibusta” e sono i veri e propri “pirati di mare” che combattono in mare aperto per saccheggiare le navi mercantili non facendo fede a nessun governo.

I bucanieri sono i cacciatori di frodo che depredano non solo in mare aperto, ma anche lungo le coste e che erano molto attivi nei Caraibi insieme coi filibustieri. Più in avanti i termini “bucanieri” e “filibustieri” divennero sinonimi di pirati.

I più grandi pirati della storia

Amaro Pargo
Amaro Pargo

Tantissimi sono i pirati passati alla storia. Quello più conosciuto è Amaro Pargo, corsaro spagnolo, nonché eroe nazionale per aver depredato e combattuto contro le navi mercantili inglesi.

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Edward Teach, detto Barbanera

Suo valente avversario, nonché anche lui uno dei pirati più conosciuti, è Edward Teach, meglio noto come “Barbanera”. Quest’ultimo è il pirata più menzionato nella letteratura e nei film per il suo carisma di leader freddo e calcolatore. Nel manga One Piece addirittura sdoppiano il personaggio in tre pirati. Nella saga Pirati dei Caraibi Barbanera appare come un pirata spietato e senza cuore con una spada magica che esegue tutti i suoi voleri.

Henry Morgan è un altro pirata molto famoso, diventato ancora più celebre negli scritti di Emilio Salgari come luogotenente del corsaro nero.

Altro personaggio piratesco di notevole importanza è Calico Jack (il “papà” di Jack Sparrow), alias John Rackman, insieme alle due più famose donne-pirata di tutti i tempi: Anne Bonny e Mary Read.

I pirati immaginari più famosi della storia

In letteratura

Le scorribande dei pirati nel colonialismo dell’America suscitarono moltissimi racconti che stuzzicarono soprattutto l’immaginario degli scrittori. Quelli più importanti furono Stevenson ed Emilio Salgari, il primo con l’isola del tesoro con protagonista Long Jones Silver, ed il secondo col corsaro nero e Sandokan. Chi non ricorda poi Capitan Giacomo Uncino della saga di Peter Pan di Sir James Mattheu Barrie, visto come un rude pirata con un uncino al posto della mano destra, probabilmente ispirato a James Fry, figlio illegittimo del re Giorgio IV d’Inghilterra.

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Sparrow e Barbossa nel film Pirati dei Caraibi oltre i confini del mondo

Al cinema: Pirati dei Caraibi

Oggi è soprattutto la cinematografia a fare la parte del leone, il primo film fu realizzato nel 1920, ovvero la prima produzione cinematografica del libro di Salgari “il corsaro nero” sino ad arrivare alla saga Disney “Pirati dei Caraibi” con ben cinque film (il sesto in produzione).

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l’attore Geoffrey Rush in Pirati dei Caraibi nel ruolo di Hector Barbossa

Si passa così dagli “eroi” su carta agli eroi dei “lungometraggi”, ovvero Jack Sparrow, interpretato da Johnny Depp, e Capitan Barbossa, interpretato dal britannico Geoffrey Rush, l’amico/antagonista del primo, nonché suo vecchio mozzo prima dell’ammutinamento.

Le pellicole più famose e che hanno avuto un successo mondiale sull’iconografia dei pirati sono senza ombra di dubbio quelle della saga di “Pirates of Caribbean” dove il personaggio di
Hector Barbossa incarna pienamente lo stereotipo del pirata, nell’abbigliamento, nell’aspetto fisico e nel carattere: vestiti sporchi e scuri, bandana nera, anelli e cinture di cuoio; capelli lunghi sino alle spalle, viso rugoso coperto di cicatrici, denti marci, unghie annerite, barba ispida e gamba di legno (dal quarto film); ed infine carattere bellicoso, scaltro e menzognero.

In questa saga, oltre a Barbanera, tra i villains, vien citato Devy Jones, personaggio immaginario, per di più un demone del mare associato alla morte dei marinari in mare. Nella saga compare come un uomo vittima di una maledizione lanciatagli da Calipso in quanto inadempiente al suo compito, ovvero lo psicopompo, e per questo condannato a vagare in mare in qualità di capitano de l’“Olandese Volante” con una ciurma di creature marine antropomorfizzate.

Il vessillo: il jolly Roger

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Il Jolly Roger, vessillo dei pirati

Il Jolly Roger è lo stemma identificativo dei pirati, ovvero la bandiera utilizzata in mare per identificarsi agli occhi delle loro prede. È composta da due tibie incrociate con sopra un teschio su uno sfondo nero, simbolo di morte.

Esistevano comunque molte varianti e simboli addizionali sul classico Jolly Roger. Ad esempio Calico Jack usava una variante con due spade al posto delle ossa. Barbanera invece usava uno scheletro che reggeva una clessidra in una mano e una spada o una freccia nell’altra, posto a fianco di un cuore sanguinante.

L’origine della locuzione “Jolly Roger” non è chiara. Una teoria vuole che derivi dal francese “jolie rouge“, che in inglese venne corretto in “Jolly Roger“. Questo potrebbe essere verosimile poiché esisteva una serie di “bandiere rosse” che erano ben più temute rispetto alle “bandiere nere” perché il rosso simboleggia il sangue, quindi morte certa. L’origine delle bandiere rosse è probabilmente legata al fatto che i corsari inglesi usavano una “red jack”, ovvero un vessillo color rosso.

He’s a Pirate: l’iconica colonna sonora di Hans Zimmer

Il vascello con le bandiere nere all’orizzonte, il jolly Roger, le spade sguainate e fuoco ai cannoni. Tutti elementi identificativi dei pirati, cosa manca? Forse una bella canzone che rafforzi il marchio dei pirati. Hans Zimmer c’è riuscito e ha creato un componimento già passato alla storia: “He’s a Pirate”. Il brano musicale, molto bello e orecchiabile, è spesso utilizzato per intrattenere le persone durante qualsiasi evento culturale e sportivo.

Marco Parisi

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