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Sorrento: cosa vedere, le chiese e i monumenti

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Sorrento dal mare

Sorrento dall'alto

Sorrento è una cittadina in provincia di Napoli situata sul versante nord della penisola che ne prende il nome. Costruita su una naturale terrazza di tufo ricca di vegetazione, la città appare perfettamente in armonia con il territorio.

Sorrento per la sua bellezza è sempre stata una meta turistica rinomata e molti artisti hanno reso alla città una fama immortale. Un esempio è la famosissima canzone  Torna a Surriento composta dai fratelli Giovan Battista ed Ernesto De Curtis. Una tradizione molto nota a Sorrento è l’intarsio del legno, conosciuto in tutto il mondo. Famosissima è anche la coltivazione degli agrumi, che da sempre gareggiano con quelli amalfitani per qualità e prelibatezza. A Sorrento si trovano un ottimo mare, ottimi cibi, paesaggi incantevoli e dintorni stupendi.

La storia di Sorrento

La fondazione della cittadina risale agli antichi Greci, ma Sorrento fu principalmente abitata dai popoli italici come Etruschi e Osci. I sorrentini parteciparono alla rivolta degli italici nel 90 a.C., ma Silla riuscì a ridurli di nuovo all’obbedienza e dedusse a Sorrento una sua colonia. In epoca più tarda divenne uno stanziamento di veterani di Ottaviano. All’incirca dal 420 d.C. la città divenne sede vescovile.

Nel periodo della crisi del dominio bizantino, nel VII sec d.C., Sorrento acquistò una certa autonomia come ducato. Inizialmente  il ducato era posto sotto i duchi di Napoli e poi successivamente ebbe duchi e arconti propri. Come molte città campane prese parte alle leghe antimusulmane e combatté i Longobardi di Benevento. Nel 1137 il Ducato di Sorrento perse definitivamente la propria indipendenza. Entrò così a far parte a tutti gli effetti del regno dei Normanni. Ci furono poi alcune ribellioni e conflitti, specialmente poco dopo l’instaurazione del periodo aragonese.

Dal XIX secolo d.C. la città diventò una delle mete turistiche del famoso “Grand Tour”. Proprio in questo periodo si creò un importante legame tra Sorrento e il mondo anglosassone.

Cosa vedere a Sorrento

Sorrento è bella e caratteristica in tutte le stagioni; tant’è che molti consigliano di vederla, almeno una volta nella vita, sia d’estate sia nel periodo natalizio. Il Natale a Sorrento, con i suoi concerti e le sue luci d’artista, è molto suggestivo e rende la città più bella di quanto normalmente appaia. Le luci fioche agli angoli delle strade e il grande albero sul Corso Italia regalano un’atmosfera indimenticabile.

D’estate il mare e il paesaggio assumono colori mozzafiato. I turisti si riversano nelle strade che profumano di limoni e di fiori. Ci sono tantissime cose da vedere a Sorrento, ma non si può prescindere da una visita alla piazza Tasso, al Corso Italia, alla Villa comunale, al Chiostro di San Francesco, al Duomo, al Sedil Dominova e, se se ne hai il tempo, ai fantastici dintorni nella Penisola Sorrentina.

Corso Italia e Piazza Tasso

Sorrento Corso Italia

Corso Italia è il cuore pulsante della città. Vi sono molti negozi caratteristici che creano una piacevole atmosfera. La strada attraversa il centro cittadino e, durante il periodo natalizio e balneare, è sempre affollata di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Oltre ai negozi, vi si trovano numerosi bar, pub e ristoranti dove rinfrescarsi o rifocillarsi.

Piazza Tasso è la piazza più importante di Sorrento dove si trovano le meravigliose statue di Sant’Antonino e Torquato TassoInizialmente la piazza aveva il nome di Largo del Castello, ma assunse l’odierno nome a seguito delle trasformazioni urbanistiche subite da Sorrento nel XIX secolo.

La villa comunale di Sorrento

Ordinata, pulita e tranquilla, immersa in uno dei paesaggi più belli del mondo. Così è la villa comunale di Sorrento, da tutti riconosciuta come un posto da visitare e vivere. Questo spazio verde presenta un comodo ascensore che la collega a Marina piccola.

Il chiostro di San Francesco

Chiostro di San Francesco

Adiacente alla villa comunale e alla sua meravigliosa terrazza panoramica, vi è questo suggestivo chiostro delimitato da singolari arcate a bifora. L’architettura è particolare poiché fonde uno stile di epoca trecentesca con altri di epoche successive, inglobando anche resti provenienti da templi pagani e materiali di antichi insediamenti. All’interno del chiostro si alternano portici di archi incrociati e portici ad archi tondi che poggiano su colonne ottagonali sormontate da capitelli.

Il chiostro fu costruito sui resti di un monastero del VII secolo ed ha ricoperto grandissima importanza tanto per la storia religiosa di Sorrento, quanto per la sua vita amministrativa. Silenziosissimo e ben curato, il chiostro ha un’atmosfera mistica e in alcuni periodi dell’anno si orna di una abbondante fioritura. La struttura in alcune occasioni ospita gradevolissimi concerti di musica classica e mostre di vario genere; è inoltre sede dei matrimoni civili.

I capitelli

I capitelli delle colonne recano la memoria di coloro che nelle varie epoche ne garantirono il restauro finanziandone i lavori. Infatti, a prova di ciò, si può vedere che sui capitelli del lato settentrionale è impresso lo stemma della famiglia Sersale, mentre su quelli del lato orientale e meridionale vi sono motivi vegetali che si rifanno all’influsso dell’arte bizantina.

Duomo di Sorrento

Duomo di Sorrento

La Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo si trova nel centro storico di Sorrento, ma originariamente era ubicata al di fuori delle mura cittadine. Dell’originale aspetto non è rimasto quasi nulla e la forma odierna è figlia di successive ristrutturazioni terminate negli anni ’20 del Novecento con la facciata in stile neogotico.

L’esterno

L’esterno è suddiviso in due da una trabeazione. La parte inferiore della facciata presenta tre ingressi, di cui il principale al centro e due più piccoli laterali. L’ingresso principale è caratterizzato da due colonne in marmo rosa provenienti da antichi templi pagani, sulle quali posa un arco ogivale. Sui tre ingressi, in alto, vi sono tre lunette affrescate raffiguranti la vergine Assunta, San Filippo e San Giacomo.

La parte superiore della facciata mostra un bordo decorato con merlature di micro-arcate e nella parte centrale è posto un rosone cieco; più in basso ai due lati ne compaiono altri due più piccoli.

Il campanile, spostato rispetto alla chiesa, poggia su un basamento di epoca romanica risalente probabilmente al XI secolo, decorato con colonne. Sopra al basamento appaiono decorazioni fatte di archi, cornici, nicchie ed un orologio con piastrelle in ceramica.

L’interno

L’interno invece è in stile barocco, per lo più realizzato nel XVIII secolo, ed assume la forma di una croce latina. La chiesa è divisa in tre navate separate da quattordici pilastri, e presenta un soffitto piano decorato con tele in stile barocco. Sopra l’ingresso è posto un imponente e maestoso organo.

Il presbiterio è caratterizzato da un soffitto decorato con tele di Giacomo del Po’, realizzate nel settecento e raffiguranti l’Assunta, San Filippo e San Giacomo. La zona in questione si completa poi con un fantastico coro ligneo, completato nel 1938 dagli artigiani sorrentini. La cupola sovrastante, affrescata nel 1902, presenta negli otto spicchi in cui è divisa i santi compatroni della diocesi.

Le cappelle

Nel lato destro v’è una cappella dove sono conservati i bassorilievi in marmo realizzati da Andrea Pisano, e dove si trova il fonte battesimale in cui, nel 1544, fu battezzato Torquato Tasso. Sullo stesso lato abbiamo poi un’altra cappella dedicata ai primi quattro vescovi di Sorrento, la Cappella del Sacro Cuore di Gesù e un ingresso laterale realizzato nel 1479.

Sul lato sinistro invece abbiamo una cappella dedicata al cuore di Maria e la cappella del Presepe, nella quale è esposto un presepe napoletano del XVII secolo.

Anche il transetto custodisce ai suoi due lati cose interessanti da vedere. Nel lato destro possiamo ammirare la cappella di San Michele contenente una tavola del XV secolo ritraente la nascita di Cristo, e la cappella del Santissimo Sacramento dove è posta una statua in legno di Cristo del XVII secolo. Nel lato sinistro vi sono la cappella di San Giovanni in Fontibus o della Riconciliazione decorata con stucchi e pavimentata in marmi tutti del XVIII secolo, e la cappella di Sant’Antonino Abate, patrono della città.

All’interno della chiesa è ubicata la cattedra episcopale realizzata con marmi sia di epoca romana che cinquecenteschi.

Il Sedil Dominova

Sedil Dominova

Il Sedil Dominova è un edificio monumentale situato nel centro di Sorrento, in via Cesareo. Il suo nome deriva dal latino Domus Nova. Venne costruito nel XIV secolo a seguito delle lotte fratricide tra le famiglie patrizie della città. Le lotte portarono molti morti e feriti costringendo l’allora vescovo della città ad intervenire.

La costruzione della domus venne decisa per consentire alle famiglie patrizie della parte occidentale della città di riunirsi in un edificio monumentale diverso dal vecchio sedile di Porta, all’inizio di Corso Italia, nel quale continuarono a riunirsi le altre famiglie della città.

Nel 1877 il Sedil Dominova divenne sede della nuova “Società operaia di mutuo soccorso” costituita a tutela dei lavoratori sorrentini in caso di infortunio o malattia. Una targa ricorda ancora i meriti della società, che consentì il miglioramento della qualità della vita e del lavoro di moltissimi abitanti di Sorrento. Del Sedil Dominova ciò che sicuramente risalta di più sono i bellissimi affreschi che lo decorano. Il principale è quello in cui viene ritratto lo stemma cittadino.

Gabriele Infusino

Bibliografia:

 Middione R., Il Duomo di Sorrento, Arte’ m, Napoli, 2010

Antonino Cuomo, Sorrento si presenta, Longobardi, Castellamare di Stabia(Na), 2013

Roberto Pellecchia, Segreti e meraviglie della costa di Sorrento. Un viaggio in penisola sorrentina, Officine Zephiro, Amalfi(Sa), 2014

Sitografia:

http://www.treccani.it/enciclopedia/sorrento/

http://www.treccani.it/vocabolario/grand-tour/

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