Home Viaggi, folklore e tradizioni popolari Città d'arte Montevergine: la leggenda della “Madonna nera”

Montevergine: la leggenda della “Madonna nera”

3747
madonna nera

Ogni anno ad Avellino si celebra la festa della Madonna nera o della candelora al santuario di Montevergine, sito sul monte Partenio ad un’altezza di 1270m.

Come da tradizione, tutte le paranze e tutti gli appassionati della cultura popolare campana si riuniscono sul monte per compiere i loro riti devozionali alla Madonna attraverso canti, balli, il suono delle castagnette e dei tamburi a cornice.

Vi sono 2 date destinate a questa ricorrenza, il 12 settembre data di apertura della festa  il 2 febbraio, data di chiusura dove ricorre la “juta dei femmenielli” con cui si percorre con qualsiasi mezzo- anche i carri – la strada fino al santuario per venerare la Vergine.

Quest’anno, oltre ai festeggiamenti tradizionali, si è celebrato anche il conferimento da parte del sindaco di Ospedaletto della cittadinanza onoraria a due importanti icone di questa famosa ricorrenza : Vladimir Luxuria e l’artista molisano Marcello Colasurdo, entrambi icone di cultura e di inclusione ed estremamente devoti alla Madonna nera .

La Madonna nera detta “Mamma schiavona”

La leggenda narra che Sant’Anna e San Gioacchino ebbero 7 figlie, tutte e 7  Madonne ognuna collocata ad oggi in diversi santuari della Campania; c’era una particolarità però che le distingueva, 6 erano chiare e bionde ed una era scura, molto più colorita rispetto alle sue sorelle e veniva chiamata per l’appunto la  Madonna nera.

L'”anomalia” era particolarmente evidenziata perchè in quell’epoca i nobili avevano un aspetto biancastro, e per mantenere questa pigmentazione della pelle, e sottolineare la loro appartenenza ad una classe sociale superiore andavano in giro con gli ombrellini protettivi parasole per evitare qualsiasi contatto con i raggi solari.Madonna nera

Diversamente la plebe era composta dagli schiavi o dai contadini caratterizzati da una pelle molto colorita, tipica di chi lavora spesso all’aperto.

In ragione di questo, la Madonna di Montevergine per la sua pelle più scura rispetto al “normale”era vista come la più brutta tra le sue sorelle, ed era considerata di conseguenza come una donna di basso ceto tanto da essere chiamata con l’appellativo di “Mamma Schiavona” ovvero straniera, schiava, o contadina insomma; offesa da tutto questo fuggì e andò a rifugiarsi sul monte Partenio.

Alla fine, quando si compì il miracolo della Candelora e le persone dovettero accettare l’accaduto prendendo atto della sua grandezza interiore, la situazione si ribaltò ed essa divenne la più bella delle 7 sorelle, divenne colei che con il suo manto proteggeva i deboli, gli emarginati, i diversi.

Ad oggi si festeggia la sua bellezza due volte l’anno, il 2 Febbraio e il 12 Settembre, ed è lei ad aprire e chiudere la festa delle 7 Madonne.

La leggenda della Candelora

La Madonna di Montevergine è conosciuta anche la madonna protettrice dei femminielli, essa rappresenta il solo riferimento sacro per la protezione della comunità LGBT.

La leggenda narra che nel 1256, una sera  venne scoperta e cacciata dalla città una coppia di amanti omosessuMadonna neraali.

Per lo scandalo li imprigionarono sul monte Partenio e li incatenarono ad un albero con delle lastre ghiacciate mentre una bufera di neve imperversava; la Vergine intervenne attraverso un raggio di sole e sciolse il ghiaccio liberando i due ragazzi e salvandoli da una morte certa,  permettendo loro di vivere apertamente il loro amore, di fronte a un popolo che alla fine dovette accettare la cosa.

La Candelora, dal punto di vista tradizionale è una festa che segna  l’inizio della primavera e il ritorno del sole proprio in memoria del raggio solare che apparve in piena notte durante la bufera, è emblema di luce e calore, simbolo di accettazione del diverso, e proprio per questo suo significato il 2 Febbraio intere processioni di L.G.B.T (Lesbiche, Gay, Trans e Bisex), si recano in pellegrinaggio sul santuario in onore della madonna nera che come si dice “tutto accoglie e tutto perdona, anche le diversità”.

La Candelora tra sacro e profano

Dal punto di vista della chiesa cattolica invece la Candelora si riferisce alla presentazione al tempio di Gesù, e si celebra sempre il 2 febbraio benedicendo le candele simbolo di Cristo ” luce per illuminare le genti”.

Questa celebrazione è quasi paradossale in realtà, perchè si mescola tra sacro e profano, dove nella chiesa la diversità non è assolutamente accettata, la religione cattolica è contro ogni forma di omosessualità, la definisce come una cosa innaturale; allo stesso tempo però si è costruito nel tempo il culto di una Madonna che invece protegge queste persone accettando la loro sessualità come una cosa naturale.

Tutto questo fa pensare molto, fa riflettere innanzittutto su questa contraddizione che si Madonna neraviene a creare tra due figure  della stessa cultura; in oltre fa meditare su quanto effettivamente anche queste icone sacre potrebbero aver avuto durante la loro esistenza una sessualità che non viene accettata dalla chiesa stessa.

Con questo non si vuole assolutamente profanare nulla, è solo una riflessione, ma visto che due culture simili si trovano a condividere un pensiero totalmente differente su questo argomento entrando in contraddizione, viene da pensare che certamente noi queste figure sacre non le abbiamo mai conosciute realmente, e che al di la di tutto potrebbero aver avuto un’esistenza completamente diversa rispetto ai valori imposti dalla chiesa o comunque rispetto a come essa potrebbe essere immaginata.

Ilaria Cipolletta 

Sitografia:

http://www.avellinotoday.it/eventi/cultura/montevergine-madonna-juta-ospedaletto.html

Candelora – Wikipedia

Altre fonti:

Racconti di persone incontrate durante la visita al santuario

Commenti

Commenti

CONDIVIDI