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Le cause delle crociate secondo Rodney Stark

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Battaglia di Dorylaeum (1097)

Quali furono le vere cause delle crociate? Perchè in tanti accolsero l’invito del Papa a prendere le armi contro gli Islamici? Un’analisi storica.

Il termine stesso di crociata viene quasi sempre usato con accezione negativa, come sinonimo di battaglia ideologica e di fanatismo intollerante. Visione che ben si inquadra nel contesto del plurisecolare pregiudizio del Medioevo come epoca buia. Ovviamente, però, il fenomeno storico delle crociate è ben più complesso.

Rodney Stark, importante accademico statunitense, ha cercato di sciogliere questa complessità riguardante le cause delle crociate – al di là di facili e spesso ideologiche interpretazioni – nella pubblicazione Gli eserciti di Dio. Le vere ragioni delle crociate (Lindau, 2010).

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Il Mediterraneo e l’Impero bizantino nel VI secolo d. C.

L’Islam e la fine dell’ecumene cristiana


Stark mette subito in evidenza il fatto che al sorgere della religione islamica, nel VII secolo, il mondo era cristiano. Tutto il Mediterraneo – da Gibilterra al Bosforo – bagnava regni cristiani. Neanche un secolo dopo, la situazione era radicalmente mutata. Cos’era successo?

Semplicemente, gli islamici avevano conquistato buona parte dell’ecumene, cristiana (Siria, Palestina, Egitto, Nord Africa, Spagna, Sicilia, Cipro, Rodi, Sardegna, Creta, Malta) e non (la Persia). Con continui tentativi, nei secoli successivi, di invasione della stessa Europa (a partire dall’incursione che portò alla sconfitta di Poitiers del 732).

Improvvisamente, il Mediterraneo era diventato insicuro, con scorrerie che spesso non si limitavano alla semplice pirateria sul mare, ma si spingevano fino al saccheggio dell’entroterra: la stessa Roma, uno dei più importanti centri della Cristianità, fu messa a sacco nell’846. Si pensi che i tentativi di conquista militare dell’Europa si sarebbero esauriti solo nel 1683, col fallito assedio alla città di Vienna.

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Le conquiste islamiche

Le cause delle crociate

Le cause delle crociate vanno quindi spiegate nel contesto di una secolare aggressività islamica che, nello specifico, si manifestava in diversi modi: col continuo massacro della numerosa – e inerme – popolazione che si recava in pellegrinaggio in Terra Santa; con la profanazione e distruzione degli antichi luoghi di culto; con la minaccia alla stessa esistenza dell’Impero bizantino (già pesantemente mutilato).

Costantinopoli aveva infatti già subito due assedi (nel 674 e nel 717) e sarebbe caduta definitivamente nel 1453. Per questo fu proprio l’Imperatore bizantino a sollecitare la prima crociata (1096-1099) anche se, in seguito, il massiccio afflusso di cavalieri occidentali suscitò la sua diffidenza.

Un’impresa per ricchi

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La presa di Gerusalemme (1099)

Ma perché i crociati accettarono l’invito di Urbano II a prendere le armi? Molti hanno pensato che a spingere i cavalieri fossero motivazioni economiche, in altre parole la speranza di fare bottino; magari per sfuggire ad un destino di miseria che avrebbe afflitto i cadetti (membri di famiglie nobili esclusi dall’eredità).

In realtà, analizzando la lista dei nomi dei partecipanti alla prima crociata, si è scoperto che i partecipanti erano soprattutto personaggi di primo piano (con seguito annesso). Non dei disperati, quindi, ma dei ricchi signori feudali che, per organizzare la crociata, facevano fronte a spese ingenti che spesso li costringeva ad indebitarsi. Rodney Stark fa notare come per le famiglie nobili sarebbe stato molto meno dispendioso fornire i cadetti di un vitalizio, che trovare i fondi da investire nella crociata.

La spinta della fede tra le cause delle crociate

Tutto questo rispetto a possibilità di arricchimento esigue: nessuno ignorava infatti che la Palestina non era certo una terra ricca. Inoltre, i territori conquistati sarebbero stati riconsegnati ai bizantini perché li difendessero. O almeno quello era il piano: la successiva nascita degli Stati crociati si deve proprio al successivo disinteresse bizantino per località non considerate strategiche per l’impero, come la stessa Gerusalemme.

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Il re di Polonia Sobieski alla fine della battaglia di Vienna (1683)

Quindi cosa spinse effettivamente i crociati? Per Stark la risposta è duplice. Da un lato la fede: agli occhi dei crociati, si trattava effettivamente di un pellegrinaggio armato; dall’altro le tante motivazioni politiche e strategiche. Il vero obiettivo era però quello di tutelare la sicurezza dei pellegrini e preservare i luoghi sacri da profanazioni e distruzioni, del resto proprio per questo nacquero gli ordini cavallereschi dei Templari e degli Ospitalieri.

Ettore Barra

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