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A star is born: una storia senza tempo

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a star is born Esordire come regista in un remake non è impresa facile, specialmente se il remake in questione è il terzo di una lunga tradizione inaugurata nel 1934 con George Cukor e il suo What Price Hollywood?, che fu d’ispirazione per il primo A Star Is Born del 1937 di William A. Wellman.

Dal primo A star is born ogni generazione ha avuto il suo rifacimento. Per noi ci ha pensato Bradley Coope a raccontarci una delle relazioni più note del grande schermo, quella tra un famoso cantante alcolizzato (Bradley Cooper anche in veste di co-protagonista) e una cameriera aspirante cantante (Lady Gaga), incorniciata da ascesa e declino di una star nel crudele mondo dello spettacolo. Una storia d’amore che non si disintegra mai totalmente sotto il peso della fama, ma alterna passione, creatività e atti di sacrificio a situazioni di disagio e imbarazzo e momenti di smarrimento, causati dalla luce dei riflettori della notorietà che disorientano portando alla perdita dei valori e dell’identità.

Un artista poliedrico

a star is born


Bradley Cooper si è rimboccato le maniche e con questo A star is born ha dimostrato il talento di un’artista a tutto tondo, dirigendo la pellicola come produttore, nonché alla regia, alla scrittura della sceneggiatura e dei testi cantati, recitando come attore protagonista ed anche in veste di musicista e cantante.

Il battesimo pluri-artistico dell’attore si traduce in un film che risulta nel suo insieme un prodotto più che discreto. Non è facile ridare linfa ad una trama tanto cara a cinefili e critica, soprattutto se inizialmentestava per ricadere su Clint Eastwood, uno dei grandi pilastri della storia del cinema mondiale, il quale a causa dei diversi impegni ha dovuto declinare l’offerta, allo stesso modo di Beyonce e Tom Cruise per le parti dei protagonisti.

Il neoregista contestualizza il tutto nell’odierna epoca social in cui viviamo, con un’ottica tutta sua come ricorda uno dei protagonisti del film: La musica è di 12 note per ogni ottava. La stessa storia raccontata ancora e ancora, per sempre. Ogni artista può offrire la sua visione di quelle 12 note.

Comunque non manca di citazionismo: da Lady Gaga che canticchia “Somewhere over the rainbow” per citare Judy Garland; o mostrando il suo profilo per mettere in evidenza il naso pronunciato, per ricordare una delle caratteristiche note di Barbra Streisand; o la scena dell’ultima canzone è un richiamo al finale di A Star Is Born del 1976.

Lady Gaga:  è nata una star … del cinema

a star is born La vera scoperta del nuovo A star is born è Lady Gaga. La star rinasce per la seconda volta con un look completamente diverso, spoglia del suo eccessivo trucco e dei suoi eccentrici abiti e costumi. La nota cantante pop sfoggia i suoi kg in più e i suoi lineamenti siculi e imperfetti, dinanzi alle inquadrature che Cooper le dedica. La protagonista riesce a parlare attraverso gli occhi valorizzati dai primi piani, ma il silenzio cala in sala quando sale sul palco, incantando il pubblico con la sua voce.

La nuova star del cinema si rivela una degna erede delle attrici che hanno in precedenza ricoperto questo ruolo; Janet Gaynor nel 1937, Judy Garland nel 1954, e la “rock” Barbra Streisand nel 1976, tutte e tre candidate all’Oscar per il film in questione. Chissà che anche Lady Germanotta (questo il suo cognome all’anagrafe) non riceva lo stesso destino con una nomination all’ambito premio.

A star is born non ha età

a star is born

Dopo 80 anni il topos narrativo di A Star Is Born riesce ancora ad affascinare e a commuovere il pubblico. Ha superato le epoche adattandosi come una creatura proteiforme agganciando il segreto del tempo nella sua mutevolezza.

Diversi artisti hanno sentito il bisogno di ravvivare questo prodotto, sfruttando a pieno ogni volta le nuove tecnologie, lo stile dell’epoca e il panorama musicale, senza mai trascurare la storia che viene raccontata. La coppia Cooper-Gaga è riuscita in questo intento, raccontandoci la nostra epoca attraverso le loro canzoni e tutto ciò che la vita gli ha dato e gli ha tolto.

Serena Pezone

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