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Soldado: una Gomorra di confine tra Messico e Stati Uniti

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Soldado

Dopo i successi nazionali ed esteri ottenuti dirigendo serie e film Stefano Sollima, sbarca oltreoceano e precisamente nel confine tra Stati Uniti e Messico. L’ultimo lavoro del regista capitolino raccontare la tormentata vita criminale del sicario Alejandro (Benicio Del Toro). Soldado verrà trasmesso nelle sale cinematografiche italiane a partire da giovedì 18 ottobre.

Oltre 120 minuti di pathos adrenalinico con dinamiche a tratti gomorriane catapultano lo spettatore dentro il sanguinoso mondo del narcotraffico. Disperazione e continuo susseguirsi di inganni condito da colpi di scena, mix ideale per i tanti amanti del genere action-movie made in U.S.A. A pensarla diversamente restano gli inossidabili puristi legati al Sollima cerebrale degli A.C.A.B e dei Suburra. La pellicola esordisce presso i botteghini statunitensi sul finire di giugno scorso ricevendo critiche ed incassi positivi. Soldado si discosta in buona parte dal precedente Sicario di Denis Villeneuve quanto allo stile narrativo adottato e ad una più dettagliata caratterizzazione dei personaggi.

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Il disperato grido del Soldado


Il film risulta intrigante e mai noioso grazie anche al feeling tra attori e regista, il finale aperto ne lascia presagire un terzo capitolo. Trattasi inoltre di opera dall’elevato tasso d’azione, e pertanto obbligata a rientrare in certi parametri hollywoodiani. Soldado considera delle volte il conflitto interiore emotivo vissuto dai personaggi un futile pretesto per spettacolari conflitti con armi da fuoco in stile Sicario

Il mondo criminale di Soldado appare spietato, intriso di morte e disperazione, talmente radicalizzato e circoscritto nel risicato confine Messico-Stati Uniti. Esso ricorda in parte l’ambientazione, tanto cara al regista romano, di Scampia e le sue caratteristiche vele. E’ un mondo impermeabilmente chiuso nel proprio grido di dolore, un grido sempre sull’orlo di tramutarsi nel più funereo silenzio.

 

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Il confine messicano come le vele di Scampia?

Sia chiaro, Soldado è pellicola cinematografica mentre Gomorra è serie televisiva, Alejandro non somiglia né a Ciruzzo né tanto meno a Genny. La caratterizzazione dei protagonisti principali, non raggiunge ma a tratti s’avvicina al livello di intensità presente nei personaggi gomorristici. Ciò nonostante appare visibile la mano di Stefano Sollima quanto allo stile narrativo nella sua capacità di raccontare gli eventi.

L’assassino Alejandro non racconta quasi nulla di sé o del suo misterioso trascorso. Il modo nel quale agisce parla per lui e ne rappresenta la sua storia personale così come accade in Gomorra e in Romanzo Criminale – La serie. Gli interpreti paradossalmente esprimono emozioni quasi sempre mascherandole. Luoghi del film diventano parte integrante dei personaggi, le parole non dette parlano più delle molte frasi di circostanza. Si ha così la costante sensazione che sempre qualcosa possa accadere o che la situazione apparente sia soltanto la facciata di una maschera. La scomoda realtà sta per essere infranta dal ruggito criminale di narcotrafficanti assassini.

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Sangue freddo da Sicario ma cuore da Soldado

Soldado pone in risalto svariate tematiche criminali legate al crudele mondo del narcotraffico di confine visto e vissuto attraverso gli spiritati occhi del carnefice Alejandro. Lo stesso viene interpretato da un Benicio Del Toro in grande spolvero che pare ormai avere fatto suo il personaggio. Altrettanto azzeccata risulta essere la scelta di Josh Brolin, anche noto come l’agente K del terzo Man in Black. L’attore dalle origini ispaniche conferma il suo phisique du role nei panni di un caparbio agente federale.

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La linea di confine che divide due stati viene ad assumere ruolo da terra di frontiera dominata dalla corruzione e da malvagi uomini senza scrupoli. Ciascun personaggio convive col proprio scheletro nell’armadio, sopravvive chi possiede le giuste capacità di adattamento al male necessario abbandonando ogni residuo di umana compassione. Alejandro rappresenta il perfetto soldato cinematografico, giusto mix tra Sicario e… Soldado.

Davide Gallo

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