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Vaccini: quali sono i rischi di non farli?

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Rischi presunti dei vaccini? Più noti dei rischi reali delle malattie

Chiunque in tempi recenti è venuto a contatto almeno una volta con articoli o dichiarazioni di esplicita diffidenza sui vaccini: dalle accuse di fare gli interessi di “Big Pharma”, passando per la presunta (e largamente confutata) associazione tra autismo e vaccini, fino ad arrivare ai temibili effetti dannosi che i vaccini avrebbero sui bambini. Molti invece non conoscono i rischi, reali e ben più frequenti e gravi, delle malattie per cui ci vacciniamo.

Non è interesse di questo articolo evidenziare oltremodo gli effetti avversi da vaccini o le controindicazioni (per le quali si rimanda a fonti rigorosamente istituzionali). Piuttosto invece sottolineare e illustrare i gravi rischi che le malattie successivamente descritte possano avere per la salute.

I vaccini sono uno dei tanti motivi per cui la popolazione umana continua ad aumentare senza subire gravi flessioni come avvenuto in passato in occasione di note epidemie/pandemie mortali (prima fra tutte l’influenza spagnola del 1918). Tali eventi sembrano lontani agli occhi del cittadino contemporaneo, che sottovaluta continuamente la gravità di certe infezioni.

Nuovo calendario dei vaccini

La nuova legge sui vaccini introduce l’obbligatorietà per 10 vaccini, che ricordiamo non essere somministrati tutti insieme. 

Questi sono il vaccino esavalente difterite-tetano-pertosse (DTP) + epatite B + polio + haemophilus tipo B va somministrato a 3, 5 e 11 mesi, con richiami per DTP e Polio; il vaccino MPRV (morbillo-parotite-rosolia-varicella) va invece somministrato a 15 mesi e a 6 anni.

Altri vaccini non obbligatori, ma fortemente raccomandati per determinate categorie di individui, sono quelle per influenza, papillomavirus, pneumococco e meningococco.

Morbillo

Un killer spaventoso

Il virus del morbillo è uno dei virus con la più alta contagiosità tra quelli conosciuti, motivo per cui la prevenzione mediante vaccini è fondamentale per impedire epidemie molto gravi soprattutto nell’età infantile.

morbillo
Esantema da morbillo

Il morbillo complisce in genere tra il 1° e il 3° anno d’età, ed è considerata comunemente la “prima malattia esantematica”, dato il tipico esantema cutaneo con febbre e macchie rosse che possono estendersi a tutto il corpo. Molti tuttavia non sanno che il morbillo è un’infezione dalle temibili complicanze, alcune delle quali difficilmente trattabili e fatali in circa un caso su 1000 malati di morbillo.

Tra le complicanze più frequenti annoveriamo la possibilità di sovrinfezioni batteriche soprattutto a carico dei polmoni (polmoniti batteriche infantili, 1 caso su 20 bambini malati di morbillo) e dell’orecchio (otite media batterica, 1 caso su 10 malati). Le otiti inoltre, se non trattate, possono estendersi all’encefalo e provocare meningiti purulente.

Cervello: vittima preferita del morbillo

Le complicanze più gravi del morbillo sono le encefaliti, infezioni del cervello che possono frequentemente provocare la morte o gravi danni permanenti a carico della deambulazione, del linguaggio e delle funzioni intellettive. Il rischio di encefalite acuta da morbillo è 1000 volte maggiore rispetto al rischio di complicanze neurologiche da vaccini. Infatti il rischio di encefalite primaria da morbillo è di circa 1-3 casi su 1000 malati (0,1-0,3% dei casi di morbillo si complica con encefalite), mentre si stima che il rischio di encefalite post vaccinale da MPR sia meno di un caso su un milione.

La mortalità delle encefaliti da morbillo è circa 10-15% (più di 1 paziente encefalitico su 10 muore) mentre in circa 1/4 dei casi permangono sequele neurologiche permanenti.

E’ possibile, sebbene rara (rischio assoluto è di circa 1/25000), l’insorgenza di una grave patologia neurologica ad insorgenza tardiva detta PESS (pan-encefalite subacuta sclerosante), una grave e inesorabile degenerazione del sistema nervoso centrale che porta a morte entro gli 8-10 anni d’età.

Rosolia

Il virus della rosolia rappresenta una delle cause più gravi e frequenti di malformazioni congenite nell’essere umano: infatti oltre alle eventuali complicanze che possono colpire il paziente infettato nell’infanzia o in età adulta (encefaliti, gravi emorragie, artriti ed epatiti), l’infezione di rosolia acquisisce gravissima entità quando contratta durante una gravidanza nei confronti del nascituro.

Rosolia

I rischi per chi contrae la rosolia in gravidanza dipendono dall’età gestazionale: infezioni contratte nel primo trimestre di gravidanza comportano una gravissima embriopatia (detta rubeolica) che si manifesta con malformazioni devastanti a carico del sistema nervoso (ritardo mentale, disturbi psichiatrici, sordità, microcefalia), del cuore (malformazioni cardiache) dell’occhio (cataratta, microftalmia, retinopatia), dello scheletro (ridotto sviluppo corporeo e deformazioni) e di altri apparati.

Infezioni contratte al secondo o terzo trimestre provocano anch’esse importanti danni al nascituro (fetopatia rubeolica): possiamo ritrovare polmoniti, epatiti, emorragie, encefaliti e nefriti neonatali che talvolta possono anche essere mortali.

Parotite

Il virus della parotite è altamente contagioso e responsabile dell’infiammazione e tumefazione delle parotidi, ghiandole salivari poste in prossimità delle orecchie (da cui il nome comune “orecchioni“). Il virus della parotite è potenzialmente in grado di provocare danni molto gravi a diversi organi: tra queste abbiamo encefaliti/meningiti (fino al 15% dei casi), pancreatiti acute (patologie potenzialmente fatali che insorgono 4% dei casi) e orchiepididimiti (infezioni del testicolo potenzialmente responsabili di sterilità).

Varicella

varicella
varicella

Il virus varicella-zoster è responsabile di due malattie, la varicella (malattia esantematica infantile) ed il fuoco di Sant’Antonio (che colpisce in età adulta). Questo virus è potenzialmente capace di provocare polmoniti, encefaliti del cervelletto, meningiti e sovrinfezioni batteriche cutanee, le quali possono essere particolarmente gravi.

Difterite

La difterite è un’infezione provocata dal Corynebacterium dyphteriae, batterio produttore di una tossina capace di provocare gravi danni in diversi organi del corpo umano. La difterite esordisce con mal di gola e febbre con delle caratteristiche “pseudomembrane” bianco-grigiastre su tonsille e palato. Questo quadro può essere seguito da manifestazioni a distanza provocate dalla tossina che ha un’azione necrotizzante: tra le complicanze ci sono soprattutto danni cardiaci (aritmie e scompenso cardiaco), renali e neurologici (paralisi periferica). Queste complicanze tossiche, associate alle complicanze respiratorie (possibile soffocamento) rendono conto della pericolosità della difterite.

Pertosse

La pertosse è causata dal batterio Bordetella pertussis anch’esso produttore di tossine. Tale tossina non ha un’azione necrotizzante ma comporta l’ipersecrezione mucosa e una tosse molto severa. La pertosse è particolarmente grave quando contratta da bambini al di sotto dell’anno di età, in cui questa malattia può essere mortale o può provocare sequele neurologiche permanenti a causa dell’insufficienza respiratoria. Anche in età più sviluppata tuttavia la pertosse può avere delle complicanze tra cui polmoniti, enfisemi, pneumotoraci, otiti ed emorragie.

I vaccini per la pertosse che per la difterite sono rivolti verso la tossina e non verso il batterio, motivo per cui i vaccinati sono protetti dalle complicanze fatali ma sono comunque suscettibili di infezione, che andrà trattata con antibiotici specifici.

Tetano

Il tetano è una malattia infettiva non contagiosa causata dalla tossina del Clostridium tetani, un batterio capace di sopravvivere nel terreno sotto forma di spore e di provocare, se inoculato del corpo umano (soprattutto attraverso ferite cutanee profonde), gravi manifestazioni cliniche: la tossina agisce sul sistema nervoso provocando contrazioni muscolari involontarie, che vanno da semplici fibrillazioni fino all’ipertono muscolare che comprende anche i muscoli respiratori, portando infine alla morte per asfissia. E’ inoltre possibile una reazione cardiovascolare molto grave in concomitanza con le manifestazioni muscolari.

tetano
opistotono tetanico

Epatite B

Il virus dell’epatite B (HBV) è responsabile di un gran numero di epatiti in tutto il mondo. Tale virus si trasmette per via parenterale (cioè con scambi di sangue) e per via sessuale; ma molto importante è anche la trasmissione verticale da madre a figlio durante la gravidanza o durante il parto.

L’epatite B acuta nell’1% dei casi può avere un decorso fulminante e portare rapidamente (a meno di trattamenti tempestivi) alla morte del paziente.

Inoltre quando l’epatite B è contratta durante l’infanzia o in utero, l’infezione guarisce solo nel 10% dei casi, mentre nel 90% dà un’epatite cronica che persiste anche per tutta la vita. Il tasso di guarigione spontaneo (ma anche sotto terapia antivirale) è molto basso, per cui  al momento l’epatite cronica B è l’unico tipo di epatite cronica per cui non si è ancora trovata una terapia che eradichi definitivamente il virus, al contrario invece di ciò che si è recentemente riusciti a fare con l’epatite C. L’epatite B cronica porta lentamente verso cirrosi epatica e cancro del fegato, malattie gravissime e con una letalità molto alta.

L’unico metodo largamente efficace per prevenire l’epatite B è quindi solo il vaccino. I vaccini contro HBV inoltre sono utili anche per prevenire un altro tipo di epatite che è l’epatite D, provocata da un temibile virus “difettivo” che per provocare malattie ha necessariamente bisogno della compresenza di HBV; una volta acquisita l’epatite D questa evolve rapidamente verso forme terminali di insufficienza epatica.

Poliomielite

poliomielite
bimba affetta da polio

Questa infezione virale resta attualmente assente nel nostro territorio, sebbene in Africa, Asia ed Europa dell’est si siano segnalati ancora diversi casi negli ultimi anni. Il crollo drastico dei casi di polio in tutto il mondo sono ascrivibili appunto ai vaccini di Salk e Sabin sviluppati verso gli anni ’50. Alcuni tra i pochi casi residui in Africa e Asia sono stati attribuiti al vaccini orali, tecnica che è stata molto utile nell’eradicare l’infezione ma che, a causa del rischio patologico non irrilevante, è stata abbandonata a favore dei vaccini iniettivi a virus ucciso, privi di tale rischio. La poliomielite (causata dal poliovirus) si manifesta con infiammazione del midollo spinale, colpendo le aree deputate al movimento. Infatti la complicanza più frequente di questa infezione era la paralisi flaccida, soprattutto agli arti inferiori.

Haemophilus

L’Haemophilus influenzae è un batterio responsabile di un ampio spettro di malattie, soprattutto nell’infanzia. Esso provoca infezioni purulente come polmoniti, otiti medie, meningiti ed epiglottiti, tutte infezioni potenzialmente fatali o menomanti. Attualmente l’unica vaccinazione disponibile protegge dal tipo b.

Pneumococco

Lo pneumococco (streptococcus pneumoniae) è un batterio che dà malattie simili all’haemophilus, ma colpisce soprattutto la popolazione adulta e anziana. Il vaccino contro lo pneumococco non è obbligatorio, ma fortemente raccomandato in bambini e adulti che presentano particolari condizioni di rischio. Queste sono: cardiopatie croniche, malattie polmonari croniche, diabete, insufficienza renale, asplenia, malattie del sangue, difetti delle difese immunitarie, neoplasie, trapianto, HIV, sordità con impianti cocleari, ecc. che aumentano la probabilità di gravi complicanze.

Influenza

Un virus storicamente letale

Il virus dell’influenza (orthomixovirus) è un microbo molto più pericoloso di quello che si pensa. Infatti nonostante si pensi all’influenza come un malanno banale da cui quasi tutti sono usciti indenni, va detto che ogni anno questa patologia continua a mietere vittime nonostante i progressi scientifici: nella stagione influenzale 2017-2018 in Italia sono morte 173 persone, mentre in tutto il mondo 650.000 persone muoiono ogni anno per malattie respiratorie collegate all’influenza.

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Resta nella storia la pandemia del 1918 (la “spagnola“) che fu l’ondata infettiva che fece più morti di tutte, più della peste nera (si contarono oltre 20 milioni di vittime, circa il 3% della popolazione mondiale dell’epoca morì a causa dell’influenza).

I rischi dell’influenza

La letalità dell’influenza si basa innanzitutto sulla sua alta contagiosità attraverso la via aerea e le goccioline di saliva; inoltre l’alto tasso di mutazioni permette di eludere continuamente le nostre difese immunitarie, impedendo la formazione di immunità definitiva come accade invece col morbillo. Le mutazioni minori (drift) sono responsabili delle epidemie annuali, mentre le mutazioni maggiori (shift) sono responsabili delle cicliche pandemie (infezioni in tutto il mondo).

Le complicanze dell’influenza consistono in polmoniti, infezioni purulente di diverse sedi (es. otiti), miocarditi, encefaliti e altre complicanze neurologiche (0,1% dei casi).

L’influenza predispone il malato verso sovrinfezioni batteriche e peggioramento dello stato di salute, soprattutto in soggetti malati di patologie croniche debilitanti.

I vaccini influenzali cambiano ogni anno e non sono obbligatori, tuttavia sono raccomandati ad alcune categorie di individui che sono più a rischio di complicanze:

  • persone > 65 anni
  • pazienti con fibrosi cistica e altre malattie respiratorie
  • malati oncologici
  • pazienti sieropositivi per HIV in stadio pre-AIDS
  • diabetici
  • familiari di persone a rischio
  • personale sanitario
  • persone a contatto con animali d’allevamento (pollame e suini)
  • donne al secondo-terzo trimestre di gravidanza.

La vaccinazione va effettuata preferibilmente 1-2 mesi prima rispetto al periodo con maggiore incidenza, che in Italia corrisponde al periodo di ottobre-febbraio.

Meningite meningococcica

I meningococchi (Neisseria meningitidis) sono i batteri globalmente più spesso responsabili di meningiti in bambini e adulti. Il loro ruolo epidemiologico è sottolineato dal fatto che circa il 10% della popolazione è portatore asintomatico di questi batteri nelle cavità nasali, capaci di trasmettere i batteri attraverso le secrezioni. I vaccini (non obbligatori) oggigiorno coprono quasi tutti i sierotipi principali (A, C, Y, W135 e da pochi anni anche il B) permettendo di prevenire una patologia estremamente grave, frequentemente causa di danni neurologici permanenti e potenzialmente fatali.

Inoltre i meningococchi possono dare sepsi aggressive che in tenera età provocano necrosi di organi e/o degli arti (come accaduto alla campionessa paralimpica Bebe Vio).

Papillomavirus

Il virus del papilloma umano (HPV) è responsabile di papillomi (verruche contagiose) su cute e mucose, e si trasmette tramite contatto diretto (anche e soprattutto sessuale). La complicanza più importante di tale infezione riguarda la displasia e il cancro del collo dell’utero (altresì chiamato cervice uterina): quest’ultimo è un tumore maligno che in epoca pre-vaccinale era responsabile di numerose vittime.

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Trend dell’incidenza del cancro cervicale secondo la Cancer Research UK

L’introduzione del vaccino contro HPV, associato al monitoraggio citologico del Pap-test, ha ridotto drasticamente l’incidenza e soprattutto la mortalità per cancro della cervice.

La vaccinazione non è obbligatoria ma fortemente raccomandata a tutte le ragazze all’inizio della pubertà, preferibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale. Si sta discutendo inoltre di introdurre del programma profilattico anche i maschi, nei quali HPV causa tumori squamosi del pene, dell’ano e della lingua.

Antonio Spiezia

Bibliografia

Borgia, Gaeta, Angarano, Concia, Contini, AAVV, Malattie Infettive – Per Studenti e Medici di Medicina Generale, Napoli, Idelson – Gnocchi, 2015

Aggazzotti G., Ferrante M., Triassi M., Igiene – medicina preventiva e del territorio (II edizione), Napoli, Idelson – Gnocchi, 2015

Sitografia

https://academic.oup.com/qjmed/article/108/3/177/1606747

http://www.who.int/vaccine_safety/initiative/tools/MMR_vaccine_rates_information_sheet.pdf

https://www.vaccinarsi.org/

https://www.cancerresearchuk.org/health-professional/cancer-statistics/statistics-by-cancer-type/cervical-cancer/incidence#heading-Two

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