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La musica nella letteratura tedesca da Jean Paul a Thomas Mann

Sull'evoluzione del ruolo della musica nella cultura occidentale e la presenza di essa nella modernità letteraria tedesca

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la musica nella letteratura tedesca
Gustav Klimt, La musica I

In un processo in cui hanno influito numerose variabili, il ruolo della musica nella cultura occidentale ha subito radicali cambiamenti nel corso del tempo. L’apice del successo culturale della musica europea si ha tra l’Ottocento e il Novecento. A dimostrazione di ciò – tra le altre cose – il rapporto e gli scambi tra la musica e le altre arti, una su tutte la letteratura. La musica nella letteratura tedesca ha un ruolo di primo piano a partire dalla fine del Settecento. Questo breve articolo vuole offrire degli spunti su alcuni tra i tanti autori della modernità letteraria tedesca, nelle cui opere si ritrova il tema della musica.

Semantica del suono: il ruolo della musica prima e dopo il Romanticismo

Almeno fino alla fine del Seicento, la musica e chi la faceva avevano un ruolo e una levatura minore rispetto alle altre arti. Ad esempio, la musica era subordinata alla poesia: le parole hanno un’immediatezza del linguaggio sicuramente superiore a quella dei suoni. Fatta eccezione per i grandi cantanti, attorno ai quali ruotava l’economia dell’impresa teatrale, molte delle maestranze che lavoravano nell’ambito dello spettacolo musicale, compreso lo stesso compositore, avevano un’importanza minore rispetto al librettista.

Già nel Settecento, però, l’élite intellettuale europea aveva cominciato un dibattito sulla funzione della musica nella cultura. In particolare, si discusse molto del valore artistico del teatro musicale e della direzione in cui esso stava andando. L’Accademia dell’Arcadia svolse una funzione importante all’interno del dibattito.

la musica nella letteratura tedesca
Tranquillo Cremona, Melodia

Nell’Ottocento, col nascere del movimento romantico, si passa da una tendenza ad assegnare alla musica il gradino più basso delle arti per la sua inferiorità nell’espressività semantica, all’elevazione di essa a linguaggio universale capace di suscitare, nell’animo di chi ascolta, sensazioni che addirittura trascendono le possibilità della parola o dell’immagine. Sono gli stessi letterati dell’area germanica a riconoscerle valore. Di lì in poi, la musica nella letteratura tedesca assume un ruolo di primo piano, essa diventa l’arte romantica ideale, quella che più delle altre è capace di traghettare l’anima verso l’infinito.

La musica nella letteratura tedesca

Flegeljahre di Jean Paul

La musica nella letteratura tedesca trova spazio costantemente. Si può dire che quasi non vi sia letterato romantico che non abbia subito il fascino di essa. Costante è il riferimento a essa nell’opera di Jean Paul[1], i cui romanzi fondono il realismo con la fantasia e il dramma con l’umorismo.

Soprattutto in Flegeljahre[2] (L’età della stupideria) la musica ha un ruolo essenziale. L’autore ci dice che la storia dell’uomo può apparire come null’altro che un lungo ballo in maschera. Proprio il penultimo capitolo di Flegeljahre, intitolato Larventanz (Ballo in maschera), vede i due protagonisti Walt e Vult – gemelli dai caratteri completamente opposti: il primo biondo e timido, il secondo bruno e sfacciato – prendere parte al ballo nel palazzo barocco di Zablotski. È una festa dalla cornice fantastica, in cui la musica fa da sfondo alla scena e tutto ciò che accade ha valore simbolico.

Tra l’altro, il lettore più importante di questo romanzo fu probabilmente Robert Schumann[3], compositore i cui dettagli biografici calzano a pennello con la tragicità della sua poetica. Egli trasse da Flegeljahre una delle sue opere pianistiche più commoventi: Papillons, in cui ogni brano è parafrasi sonora di un passo del testo.

Das merkwürdige musikalische Leben des Tonkünstlers Joseph Berglinger di Wackenroder

Raccontare la musica nella letteratura tedesca, per gli intellettuali dell’area germanica significava mettere in risalto come l’arte stava prendendo una piega interdisciplinare e la disposizione d’animo dell’artista nell’Ottocento.

Wackenroder[4] ha il merito di aver introdotto nella sua prosa il prototipo del musicista romantico che soffre di sé, della sua vita e della sua arte. Il racconto Das merkwürdige musikalische Leben des Tonkünstlers Joseph Berglinger (La memorabile vita musicale del compositore Joseph Berglinger) è la storia di un musicista immaginario che va incontro a ogni forma di frustrazione e, torturato dal dissidio tra vita e arte, finisce per isolarsi e non realizzare i suoi sogni. Si possono considerare discendenti di Berglinger molti personaggi della letteratura successiva.

Kreisleriana di Hoffmann

Hoffmann[5] diede un contributo fondamentale alla formulazione del concetto di Romanticismo in musica. A differenza di Wackenroder, che considerava la musica attraverso la dimensione puramente contemplativa dell’ascolto, con Hoffmann essa assume un valore concettualistico. Nei suoi racconti, egli spazia dal fantastico al grottesco e fa apparire la realtà come qualcosa di assurdo e artificioso, mentre il sogno è descritto come il luogo in cui indugiare.

la musica nella letteratura tedesca
Schizzi di Hoffmann

Egli scrive un racconto chiamato Kreisleriana, il cui protagonista è Johannes Kreisler, un immaginario Kapellmeister, che si sente assillato da vecchi maestri, soggetti a una dura satira da parte dell’autore. Kreisler percepisce la realtà in termini musicali, egli personifica l’artista a cui lo spirito della musica parla per misteriosi messaggi sonori, che solo lui avverte. Tuttavia, proprio questo potere cela la minaccia di una forza demoniaca che lo destinerà alla pazzia.

Anche questo testo non mancò di suggestionare Robert Schumann, che ne trasse l’opera omonima.

Doktor Faustus di Mann

Un ultimo esempio ci spinge alle soglie del Novecento. Mann[6], premio Nobel per la letteratura nel 1929 e probabilmente una delle figure più importanti della cultura europea, scrive il Doktor Faustus, storia del compositore immaginario Adrian Leverkühn, che stringe un patto col diavolo in cambio della creatività artistica. Il romanzo è una rivisitazione in chiave moderna del mito faustiano e mescola temi cari al genio di Lubecca come quello della malattia, anche perché Leverkühn contrae la sifilide, e il dualismo ragione-follia, di eredità nietzschiana, che bene si adatta a metafora politica della storia tedesca nel secolo breve.

 

Nicola De Rosa

 

Note

[1] Johann Paul Friedrich Richter (1763 – 1825).

[2] Flegeljahre di Jean Paul è disponibile in varie edizioni in tedesco e in inglese sulla biblioteca digitale non-profit Internet Archive, all’indirizzo https://archive.org/.

[3] Robert Alexander Schumann (1810 – 1856).

[4] Wilhelm Heinrich Wackenroder (1773 – 1798).

[5] Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1776 – 1822).

[6] Paul Thomas Mann (1875 – 1955).

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