Somma Vesuviana. Francisco Bosoletti riproduce il quadro rubato di Solimena, per iniziativa di Tramandars

Lo street artist argentino Francisco Bosoletti, di recente ha già fatto parlare di sé con la realizzazione della “Pudicizia” su una parete di un edificio in via Emanuele De Deo ai Quartieri Spagnoli di Napoli (alla quale ha attribuito il titolo di “Iside”). Lascia la sua impronta questa volta, nella città di Somma Vesuviana con “Alma memoria” un nuova creazione di street art.

Alma MemoriaCasamaleGiovedì 26 Luglio 2018

Gepostet von Tramandars am Montag, 23. Juli 2018

Si tratta ancora una volta della riproduzione di un’opera antica per la realizzazione di un murales, in questo caso di un dipinto che fu eseguito secondo alcuni, dalla scuola di Francesco Solimena.

Secondo altri invece, fu proprio la mano dell’ “Abate Ciccio” a dipingere l’incantevole opera. Tale lo pseudonimo del famoso pittore e architetto italiano secentesco che realizzò la tela trafugata dall’ antica chiesa medioevale collegiata di Santa Maria Maggiore. 

Asportato nella notte del 17 febbraio 1975 con un furto “a regola d’arte” , torna seppur idealmente nell’antico borgo.

Quel che resta della facies originale del quadro un tempo custodito nella cappella della nobile famiglia Nozzoli-Viola è un’immagine in bianco e nero, sin qui unica testimonianza di un crimine d’arte inferto al cuore della città di Somma Vesuviana.Francisco Bosolotti riporta riproduce Solimena

A tal proposito è nata l’idea da parte dei giovani dell’associazione Tramandars di Tani Russo di restituirne la memoria storica, con un’ iniziativa che avesse un impatto violento e durevole.

L’evento è stato organizzato con la presenza e la vicinanza dell’amministrazione del Sindaco Salvatore di Sarno.

In cosa consisteva la tela originaria della cappella?

Secondo la storiografia locale, come attesta un accurato articolo dello studioso Domenico Russo in Summana, la tela raffigurava l’immacolata concezione attorniata da angeli. Ai suoi piedi colui che è stato identificato come S. Nicola di Mira, vissuto nel IV secolo e considerato tra i santi più popolari della cristianità. Il culto di San Nicola si irradiò in occidente a partire da Bari, città nella quale furono trasportate le sue spoglia.

Cosa riporta alla figura di S. Nicola di Mira?

Secondo lo storico locale Domenico Russo, ciò è deducibile da alcune peculiarità iconografiche:

«Oltre alla logica unicità dei soggetti di una cappella dedicata ad un santo specifico, ci ha convinto la croce a doppia traversa che l’angelo gli porge […] inoltre presenta il libro degli evangeli tra le mani» (D.Russo:1987).

Nella versione contemporanea di Francisco Bosoletti, la vergine e san Nicola pare siano stati realizzati mediante delle immagini in negativo.

Alma memoria di Francisco Bosoletti: “una reinterpretazione profana” di SolimenaFrancisco Bosoletti, il nuovo murales

La vergine Maria sembra perdere la sua aura sacra. Si fa pagana acquisendo il volto di una donna contemporanea che incarna la dea della memoria. Il murales non a caso è intitolato “Alma memoria”.  “Alma” rappresenta l’epiteto universale della vergine madre, che in questo caso diviene attributo di Mnemosine.

Ma il colpo di scena è la sostituzione del santo con la rappresentazione di un personaggio in cui gli abitanti del borgo hanno riconosciuto il volto di “Salvatore e bagnata”. Molto popolare nel rione e membro dell’associazione degli anziani Santa Maria a Castello, pare essere proprio lui, tra i protagonisti del murales.

Francisco Bosoletti grazie all’impegno dei giovani di Tramandars, si ispira ancora una volta alle bellezze artistiche di Partenope con una nuova opera realizzata sulle mura dell’antico borgo Casamale di Somma Vesuviana.

Un’ isola d’arte dove la Vergine, il cui culto è caro alla città, sembra osservare gelida quei vicoli antichi oggi violentati dal degrado e dall’abusivismo, pietrificata dall’incuria verso le antiche pietre che neppure il suo sguardo riesce a salvare.

Rosa Auriemma

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