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La poetica di Senofane di Colofone: tra scienza e teologia

1941
Senofane di Colofone
La domanda dell'uomo dalla prospettiva antica

Senofane di Colofone, filosofo di origine ionica, ha introdotto un nuovo genere poetico, che spaziava dalla teologia all’etica, dalla politica alle scienze naturali.

Il filosofo ha aperto infatti la strada ai celebri “poemi sulla natura”, scritti soltanto un secolo dopo, quelli di Parmenide di Elea e di Empedocle di Agrigento. Il VI secolo a. C., dunque, vede nascere un nuovo genere di poesia, i cui contenuti inediti rappresentano un passaggio dai temi tipici della poesia tradizionale ad una poetica, che è stata definita propriamente “filosofica”.

La storiografia riporta che, all’età di venticinque anni, Senofane lasciò la sua città natale, probabilmente sotto il dominio di Arpago nel 540 a. C., vivendo ed errando per oltre 90 anni tra la Grecia e la Magna GreciaColofone (Κολοϕών) era un’antica città ionica della Lidia, situata su alcune alture non lontane dal villaggio di Degirmendere. La città fu chiamata così poiché era nota per la produzione di resina (o colofonia). Nel suo territorio era famoso l’oracolo di Apollo Clario, il dio più importante della città.

Senofane di Colofone
Mappa della Ionia, Asia Minore

La poesia filosofica di un “fisico”

Senofane di Colofone ha scritto alcune elegie, di cui resta qualche testimonianza utile ai fini interpretativi: minori frammenti restano dei Σίλλοι («Silli», ovvero dei componimenti satirico-polemici, riconducibili alle Παρῳδίαι «Parodie») e del Περὶ φύσεως («Sulla natura»), in cui traspare il suo pensiero filosofico. Di altri due suoi poemi, Fondazione di Colofone e Fondazione della colonia di Elea, non si ha che un accenno.

In generale la poesia ionica tentava di spiegare tutto ciò che riguardava i fenomeni naturali: dai venti all’arcobaleno. Lo studio in questione gli valse l’appellativo appropriato di “fisico”. Il pensiero scientifico sotteso alla poesia del filosofo ionico, riteneva ad esempio che il Sole fosse la risultante di un’enorme quantità di scintille, unite tra loro. Senofane di Colofone ha inoltre ipotizzato che queste brillavano a causa del loro movimento perpetuo.

Un’altra teoria di rilevante importanza è quella secondo cui la Luna brillerebbe di luce propria: un tentativo interessante di spiegare la natura del nostro satellite. Ma una tra le intuizioni più precoci è sicuramente la teoria riguardante il movimento terrestre: la Terra, infatti, sarebbe in movimento all’infinito e questo è il motivo per cui sembra essere in quiete.

Senofane di Colofone
Pianeta Terra

 

L’origine della Terra e la sua evoluzione

Sappiamo anche che Senofane di Colofone è stato il primo a descrivere una storia naturale, partendo dallo studio approfondito di resti fossili di animali. Nel frammento DK21A33 è accennata la sua teoria secondo cui vi sarebbe:

“una mescolanza della terra col mare e che la terra col tempo venga disciolta dall’elemento umido. Dice di avere queste prove, che nella terra ferma e nei monti si trovano delle impronte di pesci e di foche […]”.

e continua, affermando:

“La specie umana scompare quando la terra, sprofondatasi nel mare, diventa fango, che poi di nuovo la terra comincia a formarsi, e che tale è la trasformazione a cui tutti i mondi sono soggetti”.

Tracce antiche di una teologia

La concezione naturalistica di Senofane di Colofone si contrappone alla teogonia imperante, caratterizzata da un antropomorfismo sostanziale e dall’idea di una divinità ad immagine e somiglianza dell’uomo, sia nei vizi sia nelle virtù. Si fa spazio, potremmo dire, ad una teologia che concepisce la divinità diversa dall’uomo e dalle caratteristiche contingenti del corpo, infatti:

“Gli Etiopi dicono che i loro dèi sono camusi e neri, i Traci che sono cerulei di occhi e rossi di capelli”. (DK21B16)

Nella poesia filosofica e, per certi versi teologica, di Senofane è tracciato un profilo di un dio, che viene così descritto:

“Uno, dio, tra gli dèi e tra gli uomini il più grande, né per aspetto simile ai mortali, né per intelligenza”.(DK21B23)

Vi è dunque qualche accenno di quella teologia che nel tempo è stata definita “negativa”: partendo infatti dall’incapacità di rappresentare la divinità con aspetti della realtà, il filosofo può affermare ciò che il dio non sia.

Per un ulteriore approfondimento sull’idea della divinità di Senofane, si riportano i seguenti frammenti:

“tutto intero vede, tutto intero pensa, tutto intero ode” (DK21B24)

“senza fatica con la forza del pensiero tutto muove”. (DK21B25)

Come conosce l’uomo per Senofane di Colofone?

Senofane ammette una distinzione tra il sapere degli dei e la naturale facoltà di opinare degli uomini. Egli infatti ritiene che il sapere della divinità sia superiore rispetto a quello umano, mettendo in luce l’aspetto della responsabilità umana nel processo conoscitivo.

Senofane di Colofone
Uomo e Conoscenza

L’essere umano, contrariamente alla divinità, ha in sè, come già accennato, una facoltà conoscitiva basata sull’opinione.

La conoscenza umana, dunque, è essenzialmente opinione, la quale è instabile, nonché può essere logicamente vera o falsa.

“Mentre la certezza nessun uomo l’ha scorta né ci sarà qualcuno che sappia veramente intorno agli dèi e intorno a tutte le cose che dico: se anche infatti per caso avesse parlato quant’altri mai su di un oggetto ben definito, egli stesso tuttavia non ne avrebbe una profonda conoscenza; d’altra parte a tutti è dato solo l’opinare”. (DK21B34)

La speranza secondo Senofane è espressa nella possibilità per gli uomini di conoscere il “meglio”, ovvero ricercare opinioni migliori, poiché egli scrive:

“Non è che da principio gli dèi abbiano rivelato tutte le cose ai mortali, ma col tempo essi cercando ritrovano il meglio”. (DK21B18)

Carolina Montuori

 

Bibliografia

Giovanni Casertano, I Presocratici, Carocci editore, Roma 2009.

Hermann Diels Walter Kranz, I Presocratici. Testimonianze e frammenti, Biblioteca Universale Laterza, tomo I, Bari 1983.

Sitografia:

http://www.treccani.it/enciclopedia/

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