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Adolescenti e genitori: due attori sullo stesso palco

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Gli adolescenti vivono un periodo notoriamente inteso come di sturm und drung (S.Hall,1904) in cui i giovani sono in divenire e alle porte di uno snodo cruciale nel percorso di sviluppo, dato l’assetto di un nuovo funzionamento psichico e relazionale. In questa fase, i genitori hanno ruolo e significato nella misura in cui il processo evolutivo dei figli rappresenta un nuovo capitolo nel romanzo familiare. Quest’ultimo si inserisce nel sostrato preesistente delle dinamiche trans-generazionali della famiglia d’origine.

In questo senso, adolescenti e genitori, espressione di due generazioni a confronto, sono esposti ad una ricontrattazione di ruoli, valori e poteri.

Che cos’è l’adolescenza?

L’adolescenza è il momento in cui i giovani sono chiamati a risolvere e portare a termine compiti di sviluppo più o meno ricorrenti, che superano talvolta le specificità culturali. Ciò che contraddistingue la fase adolescenziale è, senza dubbio, il crogiolo di trasformazioni su più piani: biologico, sociale, fisico e relazionale. Questi si fondono con l’obiettivo di giungere all’acquisizione della dimensione identitaria.

Gli adolescenti e i compiti di sviluppo

L’adolescenza è definibile come la fase del ciclo di vita in cui si verifica, innanzitutto, la transizione dallo stato di bambino a quello di adulto. Inoltre, sebbene esistano dei fattori contesto-specifici e influenze culturali, gli adolescenti si muovono lungo tre traiettorie di sviluppo precise: soma, psiche ed ethos. Queste, intrecciandosi, rendono il percorso adolescenziale non lineare e, talvolta problematico.

Sul piano fisico-biologico, il corpo (soma) adolescenziale subisce modifiche drastiche e veloci, accompagnate dalla maturazione sessuale. In questa prima macro modifica, si individua anche la prima grande richiesta fatta agli adolescenti: rimaneggiare e ripensare la propria immagine corporea. Infatti, il corpo acquisisce centralità, grazie anche all’uso simbolico che i giovani ne fanno per esprimersi socialmente, elaborare la propria identità di genere e comunicare nuovi valori.

In quest’ottica, lo psichiatra G.P. Charmet afferma:

il corpo è il mezzo con cui l’adolescente esprime i contenuti profondi della propria mente. Aspirazioni e vocazioni personali possono essere raccontate agli altri più facilmente attraverso l’abbigliamento, i monili e la colorazione delle parti del corpo. L’uso sociale e comunicativo del corpo serve alla costruzione lenta e progressiva della propria immagine mentale, utilizzata da base di appoggio della propria identità di genere.

Sul piano cognitivo e sociale, i cambiamenti sono altrettanto significativi. Il pensiero si fa più articolato, rendendo l’adolescente capace di scoprire il mondo del reale attraverso il mondo del possibile. Si istituisce, così, un nuovo sistema valoriale e un rinnovato senso di moralità che prescinde dall’educazione avuta dai genitori. In questa senso, nel periodo adolescenziale le figure parentali vengono de-istituzionalizzate e private del ruolo centrale che fino a quel momento avevano avuto. Il tutto si pone a favore di nuove relazioni significative con il gruppo dei pari. I coetanei e gli amici divengono i nuovi punti di riferimento, con cui sperimentare e costruire nuovi legami emotivi.

L’identità prima di tutto

Ogni processo sopracitato lavora costantemente, seppur in modo implicito, alla costruzione dell’identità. Gli adolescenti, dunque, sono alla continua e spasmodica ricerca del sé, del loro intrinseco valore, dell’ individualità e della loro unicità. Si muovono, come specificato da Winnicott, in un secondo processo di separazione-individuazione dalle figure genitoriali, che ripete le fasi essenziali di quello infantile.

I genitori come co-protagonisti

I genitori hanno un impatto consistente anche nell’adolescenza dei propri figli. In particolare, i genitori hanno grande difficoltà  a ripensare al proprio processo di separazione-individuazione dalle famiglie d’origine riavvicinarsi al carico di segreti, omissioni, traumi, rinunce e desideri più o meno soddisfatti ed elaborati. L’adolescenza, inoltre, impone una riorganizzazione delle dinamiche di coppia come conseguenza delle nuove esigenze degli adolescenti. Non a caso, i repentini cambiamenti dei giovani richiedono alla coppia genitoriale un ricalcolo del modello educativo fino a quel momento utilizzato. Ormai, non è più sufficiente soddisfare i bisogni di calore, sicurezza, affetto, creando piccoli spazi di autonomia ai propri figli.  Questi elementi erano solo  preparatori e potenzialmente emancipativi alla fase adolescenziale. La psicologa Marone chiarisce meglio questo aspetto e scrive:

La simultaneità dei processi propri di questa tappa evolutiva della vita, possono essere letti all’interno di un arco almeno trigenerazionale. Il processo di adolescenti emancipazione del figlio sarà favorito o ostacolato dalla capacità dei genitori di ben tollerare questo progressivo distacco e dalla capacità della generazione più anziana di promuoverlo, oltre che accettare i cambiamenti di ruolo all’interno del sistema familiare.

Come logica conseguenza a queste nuove esigenze, le ricerche hanno indagato la questione degli stili genitoriali, cercando quelli più efficaci a soddisfare i bisogni dell’adolescente. Si è convenuto che lo stile che rende il genitore, come direbbe Winnicott, sufficientemente buono a favorire uno sviluppo funzionale alle acquisizioni adolescenziali sia quello che contempli comunicazione costante, negoziazione e scambio. È richiesta, poi, l’incentivazione sempre maggiore dell’autonomia e la verbalizzazione delle situazioni di disagio.

Evoluzione dei modelli familiari

I genitori, i loro ruoli e gli adolescenti non possono non essere contestualizzati nelle dimensioni socio-culturali in cui vivono o prescindere dalle modifiche recenti del sistema familiare. Una curiosa analisi di G.P. Charmet evidenzia come le famiglie, per esempio, hanno subito un graduale processo di trasformazione, passando da famiglie di regole a famiglie di affetti. Questo cambiamento è sintetizzabile nell’evoluzione del modello educativo genitoriale che, ora, è più aperto allo scambio. Il confronto è più permissivo, meno autoritario ma più autorevole, le regole sono diminuite e la libertà è aumentata. I ruoli non sono netti.

È possibile l’incontro fra le due generazioni?

Alla luce di quanto detto è possibile ribadire quanto l’adolescenza, il suo svolgersi e il concludersi dei compiti di sviluppo che essa impone vi siano momenti che vedono genitori e figli alle prese con infinite possibili complicanze e molteplici variabili. Queste possono inficiare i processi di sviluppo. L’incomunicabilità e le difficoltà fra le generazioni sono imputabili alle differenze e alle evoluzioni. Le certezze del passato sono state scaradolescentidinate e i nuovi orizzonti sono ancora indefiniti e in divenire. Le nuove opportunità dei giovani adolescenti, le differenti forme espressive, il modo di rapportarsi alla sessualità e la novità nella gestione della mente e del corpo non sono pienamente comprensibili dalle vecchie generazioni. Queste, infatti, accolgono il diverso con dissenso e, talvolta, con invidia.

Fra gli adolescenti e i genitori si apre così uno iato profondo e spesso incolmabile, fatto di contrasti e cambiamenti, desideri irrealizzati e libertà mancate. Winnicott sosteneva che un’infinita energia potenziale è il prezioso e fugace retaggio della giovinezza. Ciò genera invidia nell’adulto che scopre nella propria vita i limiti della realtà. L’autore, però, intravedeva una possibile risoluzione in questo guazzabuglio relazionale, sostenendo che ogni genitore dovrebbe provvedere a contenere, arginare e riconoscere. Si dovrebbero cioè contenere e arginare le tormentose vicissitudini adolescenziali, ma anche riconoscere l’indignazione morale che nasce dal sentimento di gelosia nei confronti della condizione giovanile. In questo modo, agli adolescenti non resta che essere tali, godendo dell’istituzionalizzazione della loro fase di transizione e dello sdoganamento dei processi di sperimentazione identitaria.

 

 Natalia Nieves Mordente

 

Bibliografa

Marone, Raccontare le famiglie, Pensa Multimedia, 2016.

Confalonieri, I.G.Gavazzi, Adolescenza e compiti di sviluppo, Edizioni Unicopli,2006.

Lancini, Cent’anni di adolescenza, Franco Angeli, 2010.

G.P.Charmet, Fragile e Spavaldo, Editori Laterza, 2010.

Fonti Media

L’immagine di copertina è tratta dal sito: www.terranuova.it

 

 

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