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Lacryma Christi: la leggenda del vino

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La leggenda del Lacryma Christi

L’affascinante e suggestivo patrimonio di leggende della Campania, quella che secoli fa era una tra le più verdeggianti regioni del Sud Italia, si confonde fin dalla notte dei tempi con il sapore di aromi, pietanze locali e bevande pregiate come uno dei vini più rinomati della zona, il “Lacryma Christi”. Nel filone folklorico prende vita la “leggenda del Lacryma Christi”, un ottimo vino che ancora oggi si ricava e produce da una particolare qualità di vite, pianta che prospera sulle pendici del Vesuvio, il vulcano addormentato.

Lacryma Christi
Le viti alle pendici del Vesuvio

Si narra di un’antichissima leggenda che accade nel territorio della mistica Campania, storia che avvenne al tempo in cui Gesù girava il mondo. Giunto nella regione della bella città del Sole, il Messia decide di salire sulla sommità del Monte Somma con l’intento di ammirare lo stupendo panorama del Golfo e della città di Napoli. Gesù si lasciò commuovere da tanta bellezza ed esclamò:

“Proprio un pezzetto di Paradiso questo: peccato che i suoi abitanti siano dei peccatori”.

A queste parole, secondo quanto racconta ancora la leggenda, gli occhi del Figlio di Dio si riempirono di profonde lacrime divine. Accadde poi che un giorno alcune donne pie della valle ai piedi del Vesuvio decisero di piantare diverse serie di tralci, proprio lì dove il terreno era stato bagnato dalle lacrime di Gesù. In poco tempo, i tralci germogliarono e prosperarono viti. Da qui ebbe vita l’uva di qualità eccellente, da cui si ricavò appunto il famoso vino “Lacryma Christi”.

Lacryma Christi
Il Vesuvio e il mare

Cenni storici del “vino divino”

Alle pendici del Vesuvio, i popoli campani vantavano la produzione di alcuni pregiatissimi vini, famosi già nell’antichità ai tempi dei Romani, apprezzati per sapore e aroma:

Haec iuga quam Nysae colles plus Bacchus amavit -Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa”

(Marziale).

Diversi e variegati sono i miti esistenti sul nome del vino:

Dio riconoscendo nel Golfo di Napoli un lembo di cielo strappato da Lucifero durante la caduta verso gl’inferi, pianse e laddove caddero le lacrime divine sorse la vite del Lacrima Christi”

Lacryma Christi
Lacryma Christi del Vesuvio

Un’altra versione, forse più antica, della leggenda racconta invece di come Cristo andò in ad un eremita redento. L’uomo prima di rivere il commiato vide che il Figlio trasformò la sua bevanda comune ed economica in un vino dalla qualità eccellente e pregiata. 

Versioni cristiane della stessa leggenda si basano su un sostrato di cultura e mitologia pagana, patrimonio di leggende ben radicato sin dai tempi dei popoli del mare, e forse ancor prima, come dimostra l’affresco di Bacco sul Vesuvio conservato nella Casa del Centenario a Pompei. Il quadro raffigura anche le presenze del dio del Vino nei resti romani sfuggiti all’eruzione del 79 d.C., la più distruttiva e antica esplosione vulcanica di cui abbiamo documentazioni scritte. 

In merito alla leggenda del Lacryma Christi scrisse anche Curzio Malaparte, che nella sua opera “La pelle” invita ed esorta a bere ed assaggiare“questo sacro, antico vino”.

Il Lacryma Christi veniva prodotto tantissimi secoli fa da un ordine di monaci, che abitavano in un convento nascosto sulle pendici del terrificante vulcano Vesuvio. Dopo qualche tempo, pare che altri uomini clericali, i Padri Gesuiti, padroni e proprietari di latifondi ed appezzamenti terrieri in quelle zone, fossero noti per essere esclusivi produttori e detentori di questo prezioso vino antico e sacro.

Per quanto siano antiche e radicate nel sostrato delle tradizioni campane le leggende del Lacryma Christi, l’istituzione della vinicoltura campana nel 1983 ha dichiarato il vino Lacryma Christi del Vesuvio come vino DOC della regione, inserendolo tra i vini più pregiati della nazionale italiana.

Valentina Labattaglia

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