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Fototerapia: l’importanza delle foto nella terapia psicologica

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fototerapia

fototerapiaFacebook, Instagram, Twitter, Snapchat. Cosa hanno in comune questi social network? Si trovano negli smartphone della nuova generazione, che si esprime fotografando. Le fotografie collegano le più importanti applicazioni social che si possono conoscere: la realtà si vive fotografando o fotografandosi – attraverso il famosissimo selfie – ed essa esiste solo attraverso gli scatti, altrimenti è il nulla. Ma quali significati nasconde il grande filo conduttore contemporaneo? Una tecnica psicologia recentissima, la fototerapia, mette al centro della propria analisi, proprio come i grandi social, le fotografie, conferendo loro un significato diverso.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio la tecnica e il rapporto dei social con la fotografia.

Fototerapia: origini e linee guida

La tecnica della fototerapia parte da un presupposto: esiste un bisogno da soddisfare dietro la pratica di immortalare, continuamente, ogni frammento di vita quotidiana. Alle spalle di un particolare scatto, di un momento impresso, di un paesaggio catturato ci sono una serie di emozioni che vanno oltre il semplice aspetto visivo.

La psicologa Judy Weiser, fondatrice e direttrice del Phototerapy Centre di Vancouver in Canada, ha mosso le sue tecniche proprio da quest’idea. Spiega la psicologa nel suo libro:

Quando decisi di cominciare ad usare gli scatti fotografici dei pazienti e i loro album fotografici di famiglia come scoprii ben presto che rispondendo alle mie domande sulle fotografie potevano realizzare connessioni con memorie, pensieri e sentimenti sepolti profondamente nel loro inconscio che le mie sole interviste verbali erano incapaci di portare alla luce.[1]

La Weiser scoprì, ben presto, che le fotografie riescono a toccare i luoghi dell’anima, là dove non arrivano le parole. Spesso il dialogo psicoterapeutico si ferma ai contenuti della ragione, oltre i quali non riesce o si rifiuta di andare: le immagini riescono a scatenare nel paziente un universo di emozioni utili all’analista – e, perché no, al paziente stesso. La metodologia della fototerapia, a partire dalla Weiser, si è poi diffusa in tutto il mondo giungendo in Italia grazie allo psicologo e psicoterapeuta Riccardo Musacchi, direttore di una scuola a Ferrara.

Quindi, volendo dare una definizione precisa, la fototerapia – da non confondere con l‘omonima pratica medica –  è un sistema articolato di tecniche di psicoterapia basato sull’utilizzo della fotografia – che genera importanti rivelazioni – da parte di professionisti con lo scopo di aiutare i loro pazienti nelle indagini coscienti su se stessi.

fototerapia La figura del foto-terapeuta

Entrando nel vivo della tecnica, è doveroso descrivere il profilo del foto-terapeuta. Contrariamente a come potrebbe sembrare, non è necessario essere fotografi esperti per poter eseguire con successo un intervento di Fototerapia; al contrario, una formazione di questo tipo potrebbe rivelarsi un handicap perché le preoccupazioni estetiche potrebbero sovrastare le interpretazioni spontanee alle fotografie. Quindi, anche i terapeuti che hanno poca dimestichezza con la fotografia possono incorporare questa tecnica nel loro repertorio professionale: il  compito effettivo è quello di mediatore tra il paziente e le sue fotografie, gli specchi della sua anima.

Tecniche e fotografie

Le foto prese in esame posso essere di varie tipologie, alle quali sono associate le diverse tecniche fototerapiche:

  • Foto che sono state scattate o create dal paziente: categoria comprendente quelle realizzate con una macchina fotografica, quelle raccolte ( da internet, riviste) e quelle manipolate digitalmente. Con la prima tecnica l’attenzione è posta esclusivamente sul paziente-fotografo, il quale porta con sé le sue fotografie. Al terapista spetta il compito di cercare gli schemi, i simboli, le metafore inconsapevoli che legano queste prime fotografie;
  • Foto scattate al paziente da altre persone (in posa o all’insaputa): in questa tecnica il paziente è privato del controllo della situazione, cosa che gli permette di capire come appare dall’esterno;
  • Autoritratti, ossia qualsiasi foto che i pazienti fanno a se stessi, sia letteralmente che metaforicamente: queste sono foto in cui i pazienti esercitano un controllo totale su tutti gli aspetti della creazione dell’immagine; grazie a questa tecnica si possono affrontare tematiche come fiducia in se stessi, autostima, accettazione;
  • Album di famiglia o altre collezioni di foto biografiche: queste foto rappresentano una sintesi dei tre tipi precedenti di fotografia individuale. Esse vengono utilizzate per mostrare i pazienti inseriti in contesti più ampi (famiglia, scuola, amici), creando delle situazioni narrative nella memoria;
  • Foto-proiezioni: questa è una parte integrante delle altre quattro piuttosto che una tecnica indipendente. Consiste nell’atto di guardare tutte le foto prese in esame, interrogarle, dialogare con le foto: in questo modo si  producono delle reazioni che vengono proiettate dal mondo interiore della persona sulla realtà.

Soggettività e profondità

Le tecniche della fototerapia, che si stanno man mano affiancando alle tecniche tradizionali, stanno stravolgendo il significato moderno di fotografia: non è un’arte esclusivamente oggettiva e non è sinonimo di superficie. È pur vero che si fotografano le persone, i paesaggi, le strade e si possono guardare i soggetti delle foto così come sono, oggettivamente.Tuttavia, spesso si dimentica che alle spalle dell’obiettivo si trova un uomo, con le sue idee, timori, pensieri; ed è proprio quell’uomo a decidere il soggetto di una foto.

Su un’altro versante, all’idea delle fotografie come espressione del presente – è l’idea che collega i maggiori social – la fototerapia contrappone l’idea di una foto non fine a se stessa, per puro piacere estetico, ma carica di storicità, profondità e valori che possono curare l’anima.

Alessandra Del Prete

Fonti

[1] Judy Weiser, FotoTerapia. Tecniche e strumenti per la clinica e gli interventi sul campo,Franco Angeli,Milano,2013

Per maggiori informazioni:

Sitografia: Tecniche di Fototerapia in Consueling e Psicoterapia(qui), Usare le foto comuni e le interazioni con le fotografie per aiutare i clienti a prendersi cura delle proprie vite (qui)

Fonte Immagini: Google.it

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