Matrimonio: il fulcro del teatro della Restaurazione inglese

In un precedente articolo abbiamo tratteggiato le caratteristiche fondamentali della drammaturgia inglese nel Seicento; in generale tutta la letteratura dell’epoca fu particolarmente impegnata a discutere un tema sempre attuale: il matrimonio. Vediamo dunque che approccio avessero gli autori della comedy of manners nei confronti del matrimonio e quali tratti di modernità presentino le loro opere.

Il matrimonio: perché tanto importante? Uno sguardo alla società

Perché uno stupido voto matrimoniale di tanto tempo fa dovrebbe obbligarci adesso, quando la passione è svanita? [1]

Nella seconda metà del Seicento l’aristocrazia deteneva ancora il potere politico, ma la classe borghese aveva iniziato la sua inarrestabile ascesa, processo che sarà portato a compimento nel secolo successivo. Si delinea dunque una situazione bipolare: aristocratici decaduti, proprietari terrieri squattrinati da un lato, borghesi privi di titoli nobiliari ma dalle grandi doti pratiche dall’altro, che avevano già accumulato grandi ricchezze. È la tipica situazione sociale in cui una classe, sull’orlo della decadenza, sta per cedere il posto a quella in ascesa: cosa fare allora per assicurarsi la sopravvivenza?

matrimonio Hogarth
Il pittore e incisore Hogarth racconta gli effetti disastrosi del matrimonio di interesse nella serie “Marriage à la mode”

La soluzione più ovvia e immediata era ovviamente il matrimonio, cosicché denaro e titolo convergessero in un’unica famiglia. Nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di matrimoni di convenienza. Niente di nuovo sotto il sole, direte voi, ma il fatto nuovo in realtà stava nella maggior libertà di stampa e, dunque, nella possibilità di mostrare come stessero realmente le cose. Più che opere di denuncia, però, le commedie della Restaurazione inglese affrontano il tema del matrimonio da una prospettiva estremamente pragmatica e straordinariamente moderna: al centro della scena c’è sempre il rapporto tra unione coniugale e denaro.

Matrimonio per scelta o per interesse?

matrimonio Hogarth
Nel primo dipinto della sequenza, lo squattrinato Lord Squanderfield contratta il matrimonio del figlio, mentre i due futuri coniugi sono completamente disinteressati

Passiamo dunque al rapporto tra testi e matrimonio: qual era l’opinione degli autori? Tutti, senza esclusione, condannavano il matrimonio d’interesse, considerato unicamente come causa di insoddisfazione e fonte di infelicità. Detto ciò, comunque, non si deve pensare che Dryden, Etherege, Wycherley, Congreve (solo per citare i più noti) fossero degli idealisti. Chi più chi meno, erano tutti convinti della natura fondamentalmente contrattuale del matrimonio: consapevoli che la passione non possa durare per sempre, i protagonisti delle loro opere scelgono spesso di rimanere insieme  per la profonda conoscenza che hanno l’uno dell’altra e per il legame di comprensione e di amicizia che li unisce. Il matrimonio, dunque, non si fa soltanto per denaro né soltanto per passione, e non si tiene in piedi in virtù della sacralità del vincolo, ma è una scelta consapevole, un accordo di due attrazioni reciproche suggellato dalla comprensione razionale delle proprie esigenze e debolezze.

Il capolavoro della comedy of manners: “The way of the world”

Opera composta nell’ultimo anno del secolo e rappresentata sulle scene per la prima volta nel 1700, “Così va il mondo” (questa la traduzione italiana) è la summa della commedia della restaurazione.

Matrimonio the way of the world
Mirabell e Millamant interpretati da Christopher Innvar e Veanne Cox

C’è il wit, Mirabell, ossia l’affascinante giovane in grado di vincere qualsiasi schermaglia linguistica, e c’è la protagonista, Millamant, che gli dà del filo da torcere, perché in quanto ad abilità oratorie è ancora più capace di lui; c’è l’ostacolo alle nozze, che consiste nella difficoltà di sposarsi e conservare il patrimonio di Millamant al tempo stesso, elemento intorno al quale ruota l’opera. Esso dimostra quanto sia importante l’aspetto economico anche in un matrimonio d’amore, in cui i futuri coniugi si sono scelti vicendevolmente; è presente, infine, tutto un contorno di vita mondana e convenzioni sociali, immancabile in una commedia dell’epoca.

L’aspetto più accattivante dell’opera è la vivacità dei dialoghi: in una girandola sempre più stringente di botte e risposte, Mirabell e Millamant si corteggiano a parole, non hanno peli sulla lingua, tirano fuori tutte ciò che uomo e donna avrebbero sempre voluto dirsi e, al tempo stesso, si nascondono dietro alle parole per non mostrare le proprie debolezze. Ciò  che interessa maggiormente a entrambi è che la loro unione non significhi una perdita di libertà e possa, invece, rimanere solida nel tempo.

Millamant: non mi sposerò mai, a meno che non sia prima sicura del mio volere e del mio piacere.

Mirabell: li vorresti entrambi prima del matrimonio? O preferisci accontentarti adesso della prima cosa e aspettare la grazia per la seconda?

Queste battute sono tratte dalle celebre “proviso scene“, nella quale i due protagonisti stipulano letteralmente le clausole della loro vita coniugale, tra cui non essere costretti a fare amicizia con le conoscenze dell’altro, evitare di darsi stupidi nomignoli e bussare sempre alla porta prima di aprirla.

La comedy of manners, per concludere, non solo rappresenta un’acuta satira dei costumi dell’epoca, ma contiene riflessioni estremamente attuali dalle quali avremmo ancora tanto da imparare, che riguardano il modo di gestire il difficilissimo rapporto di due persone che decidono di condividere la vita, senza essere inutilmente venali né abbandonarsi ad inutili idealizzazioni.

Maria Fiorella Suozzo

Fonti

Storia della letteratura inglese, a cura di Paolo Bertinetti

The Norton Anthology of English Literature

immagini: google

Citazioni

[1] Marriage à la Mode, John Dryden