Il catalogo di Angela Di Maso al teatro Elicantropo

Un catalogo di emozioni al teatro Elicantropo

Una stanza spoglia e disarreda, come l’animo dei tre protagonisti, che, ognuno a modo proprio, rappresenta una versione dell’ aridità umana, chi come conseguenza, chi come causa, effetto, castigo. Il soggetto in questione è la scenografia dello spettacolo scritto e diretto da Angela di Maso, in scena questa settimana al teatro Elicantropo. Il Catalogo, questo il titolo dell’opera, non è solo un oggetto, ma una scelta, l’accettazione di un modo di essere e di vivere freddo e cinico che si distanzia dai caratteri di umanità e tenerezza per toccare la venalità della vita al suo nascere.

il catalogo
i tre attori del “catalogo” in scena

Infatti, per catalogo, l’autrice intende una vera e propria “lista” di bambini, di diverse età, origini e tratti somatici, addirittura di diverse ambizioni e passioni, hobby e propensioni future, come se fosse possibile conoscere le inclinazioni dell’essere umano sin dal primo vagito, o ancor meglio, come se fosse possibile direzionare un carattere umano durante il suo percorso di crescita, tralasciando che un bambino è un essere pensante e un futuro adulto indipendente, fatto di sensibilità e bisogno d’amore, e non un lussuoso gioiellino da esibire, accessoriato di quanti più talenti si possono pagare.  È questa invece la versione del concetto di adozione del signor Law (caratterialmente antitetico al suo cognome), addetto alle vendite di bambini e allo spietato recupero crediti in casi di mancato pagamento, fino a trascendere nel lurido traffico di organi. Questa la realtà della grande azienda in questione alla quale molte facoltose coppie impossibilitate al naturale concepimento di prole si rivolgono. Il riferimento ad un’azienda che lucra sull’essere umano e le sue disgrazie e ad una pratica che nasce come  compassionevole e benevola e finisce come ormai inumana, ovvero quella dell’adozione di bambini sfortunati che diventa invece vendita e guadagno, e tutt’altro che casuale quanto invece molto intuitivo.

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Optano per questa strada anche la coppia dei Portman, Eric, (interpretato da Giuseppe Cerrone) dall’aspetto come dal carattere all’apparenza smilzo, pacato, inoffensivo, e Rose, (l’attrice Patrizia Eger) dalla parvenza di una dolcezza innocua dietro la quale cela la sua repressione emotiva, pronta ad esplodere in discreti quanto taglienti moti di collera durante la piecè.  Il nocciolo della questione non si rivela solo del disumano processo di acquisto di un essere umano tramite un freddo catalogo, quasi si trattasse di un utilitaria nuova, quasi gli esseri umani avessero un prezzo quantificabile in denaro e quasi l’uno potesse valere più dell’altro a seconda del colore degli occhi o della lunghezza dei capelli. Sotto questo primo e più visibile aspetto, conseguenza della sterilità procreativa di una donna, si cela il segreto di una sterilità di coppia, di affetti, di sentimenti, di espressioni, in un girotondo di vuoti emotivi dove ognuno insegue il proprio scopo e solo quello senza particolare interesse per l’equilibrio altrui, nascondendo nel cuore  il buio, la solitudine; una misera stanza con due scatoloni a ‘mo di sedia, per l’appunto, e null’altro.

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I due protagonisti in una scena del “catalogo”

 

Non trascurabile è il ruolo del quasi sadico, nel suo cinismo, addetto alle vendite (interpretato da Massimo Finelli), che ricopre una mansione ben più profonda da quella di un’apparente cattiveria fine a se stessa: il signor Law, nella sua stramberia, sembra nascondere qualcosa di losco, forse un trauma personale che lo allontana così tanto dall’umanità dei fatti delle coppie con cui ha a che fare, eppure, nel suo essere tale, scaraventa bruscamente i protagonisti verso le motivazioni meramente egoistiche di quel tanto anelato desiderio genitoriale fino a rendere consapevoli loro e il pubblico stesso che dietro quella sterilità fisica se ne nasconde un’altra puramente affettiva. Fondamentale il disegno luci di Cesare Accetta, in questo spettacolo dalla volutamente scarna scenografia curata da Armando Alovisi, mentre costumi e make-up vengono firmati da Alessandro Varriale.

Letizia Laezza

Il catalogo di Angela Di Maso- Teatro Elicantropo (sito ufficiale) 

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