Naso che brucia: l’ira nella Bibbia

Il termine dell’ebraico biblico per il naso è  אַף (’aք). Esso ricorre 410 volte nell’intera Bibbia, presentandosi nell’ 1,69% dei versetti totali. Se una parola così semplice ed apparentemente insignificante merita di essere considerata è per via del suo utilizzo figurato nei testi delle Sacre Scritture.

naso

Un respiro infuocato

L’ebraico biblico, come tutte le antiche lingue semitiche del Vicino Oriente Antico, è una lingua povera di vocaboli. Per ovviare alla mancanza di una terminologia adeguata, moltissime parole, al di là del loro significato letterale, assunsero gradualmente un significato figurato. La parola naso diventa un ottimo esempio per illustrare questo concetto, in quanto nella Bibbia ebraica costituisce ‘l’organo della rabbia’.

Il fondamento empirico di questo uso linguistico figurato è il seguente. Provare della rabbia induce all’aumento del battito cardiaco e del ritmo respiratorio.  Inoltre, aumenta l’irrorazione sanguigna dei vasi del viso con la comparsa del rossore e la percezione di un calore. Anche la respirazione diventa più serrata e frequente. Sicuramente gli antichi abitanti del Vicino Oriente Antico non potevano conoscere la complessità dei cambiamenti fisiologici che scaturiscono dal provare della rabbia, ma loro attenzione si focalizzò sul naso.

naso
Ricorrenze della parola naso אַף (’aք) per ogni libro della Bibbia ebraica sul totale delle parole utilizzate.

Naso e rabbia nella Bibbia

Osserviamo la concezione semitica della rabbia a partire dall’analisi di alcuni versetti biblici. Nel libro di Geremia 4,4 troviamo:

…Perché la mia ira non divampi come fuoco e non bruci senza che alcuno la possa spegnere…

La parola tradotta giustamente in italiano come ‘ira’, cioè ‘ēmāh, significa allo stesso tempo anche calore. L’idea è quindi che l’ira sia qualcosa di caldo e questo venne naturalmente dedotto dall’esperienza del corpo che prova della rabbia. Il passo successivo è l’associazione della rabbia vista come calore al naso.

In Deuteronomio 32,22 troviamo:

Un fuoco si è acceso nella mia collera…

Questa volta la parola utilizzata per l’ira, che la versione CEI 2008 rende come collera, è proprio ’aք nel suo significato figurato e cioè naso. Il termine ’aք indica anche la sua intera area, cioè il viso, e la rabbia stessa. L’idea è che il calore della rabbia, ovvero le sue fiamme, attraversino il naso. Il testo, facendo regredire l’accezione figurata della collera a quella iniziale, direbbe: ‘Un fuoco si è acceso nel mio naso’, ovvero quest’ultimo è attraversato dal ritmo incalzante del respiro, che insieme alla maggiore vascolarizzazione lo riscalda.

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L’ultimo passaggio, dalla rabbia come calore, al calore che attraversa il naso, è quello che descrive quest’ultimo come surriscaldato dall’ira. Prendiamo ad esempio 2 Samuele 12,5 in varie traduzioni italiane:

Davide si adirò contro quell’uomo… (CEI 2008).

 Davide arse d’ira contro quell’uomo… (IEP).

Allora l’ira di Davide si accese grandemente contro quell’uomo…(LND).

L’espressione ‘adirarsi’ nasconde nel testo ebraico il termine naso, che come detto, significa anche ira in senso figurato. Il testo ebraico di 2Sam 12,5 reso in vari modi dalle traduzioni italiane, parla dell’infiammarsi dell’ira, o ancor più letteralmente del surriscaldarsi del naso.
‘Il naso di Davide divenne caldo contro quell’uomo’ è una traduzione sbagliata perché impedisce al lettore odierno di capire il senso del testo, ma efficace per comprendere il termine ebraico ’aք cioè naso, il suo utilizzo figurato come ira ed il legame tra collera e calore nella Bibbia.

Christian Sabbatini

Fonti

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Bibliografia

L. Koehler-W. Baumgartner, The Hebrew and Aramaic Lexicon of the Old Testament, Brill, Boston 2001, 76s.

 

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