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Túatha Dé Danann: i semidivini

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Quando siamo davanti alla lettura del mito dobbiamo essere consapevoli che si tratta di una costruzione mista di vero e falso. Nell’Antichità, laddove la ragione non riusciva a raggiungere la logica della comprensione, lasciava spazio al mito: l’inspiegabile (i fenomeni atmosferici, le fasi lunari, la stessa riproduzione) acquistava un senso grazie al divino.

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Il vigore degli uomini in battaglia

Uomini dalle straordinarie capacità erano visti come figli degli Dei, chiamati ad agire nel Mondo per il compimento di un destino voluto dall’alto. Con il passare dei secoli, soprattutto durante il processo di cristianizzazione, molte divinità sono state “umanizzate”, mantenute, cioè, nel repertorio culturale con il tentativo di abolire il loro lato divino.

Il mito delle Tútha Dé Danann, le «tribù degli dèi di Danann», ha subito questo percorso di storicizzazione o nella mente degli uomini resta intatta la matrice mitica di questo popolo?

Túatha Dè Danann: l’origine del mito

Sull’identità e l’origine del mito delle Túatha Dè Danann si leggono diverse controversie, in quanto le fonti si diversificano da epoca ad epoca. Ritenuto uno dei popoli preistorici (il quarto) che invasero l’Irlanda prima dell’arrivo dei Gaeli, secondo la leggenda le Túatha sono paragonabili agli dèi, per la capacità di eccellere in qualsiasi arte.

Scrive il poeta W. Butler Yeats (Irish Fairy and Folk Tales):

Chi sono costoro? «Angeli caduti che non erano abbastanza buoni da essere salvati, né abbastanza cattivi da essere cancellati» dicono i contadini. «Gli dèi della terra» dice il Libro di Armagh. «Gli dèi dell’Irlanda pagana» dicono alcuni studiosi di storia, «gli dèi delle Túatha Dé Danann, che, quando non furono più venerati e nutriti con le offerte, si rimpicciolirono secondo l’immaginazione popolare, e ora sono alti solo poche spanne». […].

Di discendenza nemediana e in parte fomoriana, le Túatha Dé Danann combatterono due cruente battaglie a Mág Tuired, sconfiggendo prima i Fir Bólg e poi gli stessi Fomoriani. Secondo la leggenda, dopo essere stati sconfitti dai Milesi, le tribù non abbandonarono l’Irlanda, ma si nascosero nei sotterranei di palazzi incantati, emergendo solo di rado e sotto varie forme, per nuocere o giovare agli uomini. Insomma, l’ambiguità di queste figure si riversa anche nella loro natura, a tratti malvagia.

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I semidivini

La soprannaturalità di questo popolo era legata alle inesauribili capacità dei suoi uomini: da formidabili guerrieri, ad artigiani, a conoscitori della sapienza dei druidi. Inoltre, la leggenda riporta che le Túatha Dé Danann giunsero direttamente dal cielo in Mag Rein, su nuvole di fumo. In effetti, quando sbarcarono a Corco Belgatan, il lunedì di Beltaine, bruciarono le imbarcazioni e il fumo si diffuse nell’aria tanto da oscurare il sole per tre giorni e tre notti. Il fumo che circondava le loro figure mentre toccavano terra li rese ancora più misteriosi.

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Il Calderone di Dagda

Le Túatha Dé Danann portarono quattro talismani, i tesori delle Túatha Dé Danann, che ricompaiono frequentemente nella tradizione mitologica dei Celti:

  • La Pietra di Fâl, o Pietra dell’Incoronamento;
  • La lancia fiammeggiante di Lug;
  • La spada di Nuada (un corrispettivo di Excalibur);
  • Il calderone di Dagda (collegato al Graal).

Queste tribù sono esperte in religione, magia, ma anche in scienza. Scrive Markale (Il Druidismo):

Le divinità dei Túatha Dé Danann apparivano non soltanto come brillanti guerrieri, ma soprattutto come specialisti di tutte le tecniche, medicina, carpenteria, metallurgia, ecc… E il più grande tra di essi, il dio Lug, si presenta come colui che «sa fare tutto». […]

L’origine oscura di questa tribù coinvolge anche il significato dell’etnonimo Túatha Dé Danann. Dal Lebor Gabála Érenn (Il libro della presa dell’Irlanda) apprendiamo che i primi detentori di questo titolo furono tre giovani, Brian, Iuchar e Iucharba, figli di Danann, nati da una relazione incestuosa con il padre. Tradizionalmente, la traduzione di Túatha Dé Danann è proprio «Tribù della dea Danu». In questa traduzione sorge una problematica: non è il genitivo di “dea”, ma del sostantivo maschile “dio”, dato che in irlandese dea = bandia.

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Danu

La gente scambiò i tre figli di Danann per divinità, in quanto abili nelle arti della guerra e conoscitori del druidismo, tanto che l’intero popolo a cui essi appartenevano cominciò a farsi chiamare Túatha Dé Danann, le «tribù degli dèi di Danann».

Geoffrey Keating (autore di Storia d’Irlanda) scompone l’etnonimo in tre termini, ognuno dei quali risale ad una categoria: túatha, i nobili condottieri che guidavano le tribù; , i druidi, esperti nelle arti pagane, la classe sacerdotale; dana, gli artigiani.

Dunque, una società ideale basata su uno schema “divino”, che determina un sistema di riferimento assoluto per gli uomini. Infatti, le relazioni tra gli individui si basavano su un codice di fratellanza e di uguaglianza tra i sessi. Il mito ha fatto il suo lavoro…

Un mito storicizzato?

I primi monaci cristiani ebbero un ruolo fondamentale nella determinazione della letteratura irlandese: essi si preoccuparono di trascrivere le antiche leggende e i racconti della tradizione orale, in una forma adatta alla nuova religione. I monaci medievali preferirono inserire le leggende delle divinità dell’antica religione in un’ottica cristiana, invece di classificarle come favole. Ciò portò ad una conseguente “umanizzazione” delle antiche divinità.

túatha L’idea di uomini straordinari, semidivini, dalle doti sovrannaturali, non poteva essere accettata di buon grado dalla Chiesa. Così, questi uomini dalle fattezze divine vennero trasformati in barbari a caccia di nuove terre. Lo stesso destino toccò alle Túatha Dé Danann?

Il testo più antico che citi le Túatha Dé Danann è lo Scéal Tuáin meic Cairill (“Storia difiglio di Cairell”, IX secolo), che riporta questo popolo già nel contesto delle invasioni irlandesi. Ad informarci sull’arrivo delle tribù in Irlanda, sui personaggi più noti e sulla battaglia contro i Fomor, è il famoso Cath Maige Tuired (“La battaglia di Mag Tuired, XI secolo).  La genealogia delle Túatha Dé Danann è ampiamente trattata nel Lebor Gabála Érenn (“Libro delle invasioni d’Irlanda”, XII secolo), una narrazione in medio irlandese dell’origine del popolo dei Gaeli e del loro arrivo in Irlanda, con la trattazione di vicende delle popolazioni preistoriche che li precedettero. Anche la toponomastica dell’Irlanda è legata ad eventi che hanno come protagonisti alcuni membri di queste tribù.

Dunque, siamo difronte ad un mito storicizzato, o parliamo di popolazioni realmente esistite? Sembra non ci siano delle tracce storiche accreditate sulla reale esistenza delle Túatha Dé Danann. Questo popolo possedeva conoscenze che andavano al di sopra della natura umana. Le gesta dei personaggi di queste tribù ricordano quelle delle divinità di altre mitologie indoeuropee. Inoltre, molti nomi dei membri delle Túatha Dé Danann li ritroviamo nella tradizione gallese.

Nonostante lo sforzo di ridurre l’aurea sacrale di queste antiche popolazioni, la loro natura divina permane, tanto che da questo mito traggono origine molte altre figure della mitologia celtica: i Sidhe – Elfi, abitanti di un paradiso terrestre chiamato Faerie; è il luogo magico dove si ritirarono i combattenti delle Túatha Dé Danann in seguito alla sconfitta contro i Milesi.

Giovannina Molaro

Bibliografia:

J. Marakale, Il druidismo, Volume 57 di Orizzonti dello spirito, trad. Carmine Fiorillo, Editore Edizioni Mediterranee, 1990

Sitografia:

http://bifrost.it/

http://www.progettoatlanticus.net/2015/11/le-popolazioni-mitologiche-dirlanda-dai.html

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