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Venom: le vere origini del personaggio

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Venom

Venom: un viaggio a ritroso negli anni

Le recenti rivelazioni e il nuovo design di Venom hanno lasciato letteralmente spiazzati quasi tutti i lettori Marvel.

Una vicenda che si è trasformata nell’ennesima “J’accuse” nei confronti della conduzione di Bendis, che di certo non si è risparmiato bruschi cambi di direzione all’interno della testata dei Guardiani della Galassia, in cui l’ex nemesi di Spidey si è aggiunto ai cinque comprimari.

Delle scelte insomma che hanno cambiato notevolmente il punto di vista nei confronti delle origini del simbionte alieno più celebre della storia dei fumetti, mettendo in dubbio quasi trent’anni di storie e sceneggiature.

Non ci si soffermerà sulla questione, tuttavia va fatto un passo indietro, all’incirca verso la seconda metà degli anni ’80.

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Il nuovo look futuristico di Venom (Flash Thompson) apparso in “Guardians Of Galaxy #23” (USA)

È in seguito al celebre maxievento “Secret Wars” (da non confondersi con “Secret War” di Bendis/Dell’Otto) che facciamo la conoscenza del simbionte,  grazie al “nostro amichevole Spider Man di quartiere” che, dopo gli avvenimenti del crossover, torna sulla terra con un nuovo costume bianco e nero, in sostituzione del classico rossoblu andato quasi distrutto.

Tale costume, di origine aliena, gli conferiva una forza superiore, un fluido ragnatela pressochè infinito e la capacità di mutare forma e dimensione.

La controindicazione? Il costume si scopre essere, grazie all’aiuto di Reed Richards dei Fantastici Quattro, un simbionte alieno che altera e cerca di entrare sempre più in stretto contatto con la mente dell’ “ospite”.

Peter riuscirà a liberarsene solo grazie alle campane di una chiesa, rivelando l’unica apparente debolezza del simbionte: gli ultrasuoni.

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Il primo incontro di Spidey con il costume alieno

Venom: dal simbionte a Eddie Brock

Il giorno che Parker decise di liberarsi definitivamente del simbionte alieno, fa il suo ingresso in scena Eddie Brock.

Personalità che cammina sul sottile confine tra disperazione e odio, orgoglio e vendetta, risoluzione e violenza; dopo un’infanzia drammatica, il giovane Brock scopre la sua passione per il giornalismo e cerca in tutti i modi di mettersi in mostra e scalare il successo con il “Globe”.

Una soffiata errata gli sarà fatale: il criminale sul quale indagava viene infine catturato da Spider Man, e in seguito ad un articolo di cronaca falso, la carriera di Brock e il suo matrimonio con Anne Weying potranno dirsi conclusi.

E nella chiesa dove Eddie va a cercare conforto, il simbionte trova l’ospite ideale: l’odio e il nichilismo di Brock nei confronti di Spider Man e degli uomini, unito al costume nero, danno origine ad una delle più acclamate e celebri nemesi di Spider Man: Venom

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Un’illustrazione a cura dell’italiano Gabriele dell’Otto.

La direzione McFarlane/Michelinie

La paternità di Venom (come molti altri personaggi di fumetti) è molto discussa e tutt’ora contesa da due maestri del fumetto: l’imprenditore e illustratore canadese Todd McFarlane e David Michelinie, uno sceneggiatore particolarmente prolifico a partire dagli anni ’70.

La nascita del personaggio sembra dunque avvolta nel mistero: si suppone che Venom fosse addirittura nato da un’idea di un fan all’interno di una lettera indirizzata a Jim Shooter, tuttavia in pochi si sono soffermati sul fatto che il suo esordio faccia parte di un ben noto (e lungo) processo di maturazione del fumetto Marvel.

Il canadese McFarlane mette in scena un arsenale di colori e linee degne di un film horror, con personaggi grotteschi, cattivi e senza scrupoli. La “violenza” delle illustrazioni di McFarlane (che lo avrebbero portato al successo planetario con “Spawn”) mette in chiaro la volontà di portare nelle vignette un fumetto adulto, duro, che farà discutere i lettori della vecchia guardia.

Solo in seguito si aprirà una disputa tra i due artisti, con la formazioni di veri e propri “schieramenti” riguardo l’accredito delle origini del villain, nonostante tra McFarlane e Michelinie ancora oggi corra buon sangue e stima reciproca.

La leggendaria copertina di "Spider Man #316" ad opera di Todd McFarlane. L'illustratore canadese è stato il fondatore della Image Comics ed un imprenditore di successo nel campo dell'animazione e dei giocattoli. Attualmente è tra i fumettisti più ricchi del mondo.
La leggendaria copertina di “Spider Man #316” ad opera di Todd McFarlane.
L’illustratore canadese è stato il fondatore della Image Comics ed un imprenditore di successo nel campo dell’animazione, delle action figures e dei giocattoli.
Attualmente è tra i fumettisti più ricchi del mondo.

La fortuna di Venom: altri personaggi e il film di Raimi

Il personaggio di Venom è sicuramente tra quelli che hanno subito più cambiamenti all’interno delle storie Marvel.

In seguito al passaggio di testimone (da Mac Gargan fino a Flash Thompson), il personaggio farà anche parte della formazione dei Thunderbolts e degli Oscuri Vendicatori.

Si scontrerà inoltre con una nuova forma di Eddie Brock (l’Anti-Venom) ormai piegato dalla depressione e dal cancro.

Recentemente il personaggio è entrato a tutti gli effetti tra i Guardiani della Galassia, sugellando quindi un brusco passaggio dalle cupe storie di carattere “urban” alle odierne vicende in salsa fantascientifica.

Tra le altre apparizioni è impossibile non ricordare l’esordio cinematografico avvenuto  nell’ultimo capitolo della trilogia di Sam Raimi dedicata a Spiderman.

Parecchio differente dalla versione a fumetti, il simbionte giunge sulla Terra grazie ad un meteorite e la vicenda ruota maggiormente sul personaggio di Parker/Maguire piuttosto che sull’ “incarnazione” di Eddie Brock.

E per chi se lo stesse chiedendo: no, il simbionte non conferiva la capacità di scatenarsi in un ballo con movenze degne di Michael Jackson.

E nemmeno il ciuffo corvino.

Gioacchino D’Antò

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