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Ognissanti: le origini medievali e le tradizioni della festa

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ognissanti

Il 1° novembre è la festa di Ognissanti. Qual è l’origine di questa festa e le tradizioni ad essa legate? Scopriamolo insieme.

La festa di Ognissanti

Ognissanti
Commemorazione dei defunti

La festa di Ognissanti è stata istituita dalla Chiesa per onorare i meriti e la gloria di tutti i Santi della Chiesa, anche quelli di cui non si conosce il nome. Secondo la religione cattolica, i fedeli nel dì d’Ognissanti devono onorare con la debita devozione i Santi tutti del cielo e invocarne il patrocinio.

Questa festa, nota anche come “Tutti i Santi” (in latino: Festabant Omnium Sanctorum) cade il 1° novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei defunti.

13 maggio o 1 novembre ?

La stessa festa di Ognissanti però ha una sua storia “mobile”. Le commemorazioni dei martiri, infatti, cominciarono ad essere celebrate già nel IV secolo. Anche Efrem Siro (373) parla di tale festa, e la colloca il 13 maggio. Una conferma di questa data potrebbe essere la festa romana della dedicatio Sanctae Mariae ad Martyres, ovvero l’anniversario della trasformazione del Pantheon in chiesa dedicata alla Beata Vergine e a tutti i martiri, avvenuta il 13 maggio del 609 o 610 da parte di Papa Bonifacio IV.

In seguito Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1° novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori”. Il 1° novembre venne decretato festa di precetto da parte del re franco Luigi il Pio nell’835. Il decreto fu emesso su richiesta di papa Gregorio IV.

Ci vollero tuttavia ancora diversi secoli affinché la festività di Ognissanti fosse obbligatoria in tutta la Chiesa Universale, il che avvenne grazie al pontefice Sisto IV nel 1475.

Ognissanti: tra Halloween e Commemorazione dei defunti

Ben presto si decise di legare alla festa dei Santi anche la commemorazione di tutti i Defunti.

Zucche di Halloween
Zucche di Halloween

La stretta associazione con la Commemorazione dei defunti, celebrata il giorno successivo, fu istituita solo nel 998 dopo Cristo. Fu infatti Odilone di Cluny a darne l’avvio. Il giorno dei morti fu ufficialmente collocato alla data del 2 novembre nel X secolo.

Sappiamo, invece, che il giorno prima di Ognissanti, ovvero il 31 Ottobre, è Halloween. Ma cosa vuol dire “Halloween” ? Il nome Halloween è indiscutibilmente termine di origine cristiana, composto da “hallow” (“santificare”) ed “eve”, abbreviazione di “evening” (“sera”). Halloween insomma deriva da “All Hallow’s Eve” e vuol dire “Vigilia della festa dei Santi”. Perché questa coincidenza ? Halloween è una festa pagana o cristiana ? Sappiamo che il 1° novembre era il giorno della festa celtica di Samhain ed alcune delle tradizioni dell’odierna Halloween vi rimandano.

L’antropologo James Frazer (1854-1941) ha pensato che la Chiesa avesse scelto di creare una continuità cristiana con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno (secondo le teorie dello storico Rhŷs), a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Altri studiosi sostennero che, secondo le credenze celtiche, durante la festa del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e che quel giorno celebrazioni gioiose venissero tenute in loro onore.

Questo aspetto della festa non sarebbe mai stato eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti. Questa corrente quindi spiega lo slittamento della data: le feste pagane erano difficili da estirpare e pertanto dovevano essere convertite o sovrapposte con feste cristiane.

1 e 2 novembre: tradizioni popolari

Ognissanti
Le tradizioni popolari nel giorno di Ognissanti

La tradizione popolare vuole che, nella notte fra il 1° e il 2 novembre, i morti ritornino sulla terra ciascuno alla propria casa e stanchi del viaggio, quindi bisogna alzarsi prestissimo per lasciare il letto ai morti, con un lume acceso, un secchio d’acqua e un po’ di pane. In questa festa, le fave sono il cibo tipico e, in clima cristiano, esprimono devozione e carità in suffragio delle anime dei trapassati. In Sicilia, sono le anime dei morti che il 2 novembre portano ai bimbi dei doni, chiamati “cosi di morti”: perciò la sera i bambini appendono alla finestra o al letto una scarpetta o un cestello, recitando una preghiera alle “anime sante”.

In Calabria, nelle comunità italo-albanesi, ci si avviava nei cimiteri e si approntavano banchetti direttamente sulle tombe dei defunti, dopo una serie di benedizioni e preghiere. In Emilia Romagna, in passato, i poveri andavano di casa in casa, a chiedere “la carità di murt”. In Puglia, la sera precedente il 2 novembre, si usa ancora imbandire la tavola per la cena, con pane, acqua e vino per i morti che “tornano” a visitare i parenti e restano, secondo la tradizione, fino all’Epifania.

Probabilmente le anime non ritornano sulla Terra, ma esistono ancora assistendoci dal Cielo.

Raffaela De Vivo

Sitografia:

http://www.partecipiamo.it/halloween/morti.htm

http://www.gliscritti.it/approf/2007/saggi/lonardo140907.htm

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