Home Musica del Novecento Storia della musica italiana Alice: l’altra metà del pop

Alice: l’altra metà del pop

1569
Alice

Questa settimana su Pop Gems parleremo di un’interprete sofisticata che da tempo non vede le luci della ribalta. Per questo motivo spesso è considerata erroneamente una meteora, quando invece è tuttora attiva discograficamente, parliamo di… Alice!

Premessa

Alice

Alice, vero nome Carla Bissi, nasce professionalmente nel 1971, anno in cui vince il Festival di Castrocaro, cosa che le permette di prendere parte all’edizione del Festival di Sanremo successiva, dove però non accede alla fase finale. Continua a essere professionalmente proficua per tutta la durata degli anni ’70 pur non riuscendo a ottenere grossi riscontri commerciali. Nonostante ciò la Bissi comincia a farsi notare dalla critica specializzata che le attribuisce il soprannome di “cerbiatta di Forlì”.

Le prime soddisfazioni arrivano nel 1980 in seguito all’incontro con Franco Battiato, uno dei collaboratori alla stesura de “Il Vento Caldo Dell’Estate“. Il pezzo, dalle sonorità atipiche ed elaborate che ricalcano un certo tipo di Progressive Rock in voga in quel periodo (Electric Light Orchestra su tutti), riesce inaspettatamente ad affacciarsi timidamente in classifica e anticipa l’uscita del disco Capo Nord, lavoro che gode del considerevole apporto di Battiato. Ma la consacrazione definitiva avverrà soltanto l’anno seguente…

Alice – “Per Elisa” (1981)

Calzante e affascinante brano pop dalle venature barocche che omaggia neanche troppo velatamente l’omonima aria di Beethoven. Una storia d’amore finita male a causa di una femme fatale che fagocita implacabilmente l’energia di un povero uomo divenuto ormai schiavo inconsapevole della propria morbosa bramosia. Unica testimone dell’ignominioso inganno, Alice tenta di scuotere la coscienza dell’ormai ex amato con schiettezza e gustoso cinismo (… e poi non è nemmeno bella), tradendo però un velo di risentimento.

Il brano riesce ad aggiudicarsi la vittoria al Festival di Sanremo del 1981, scalzando la favorita Loretta Goggi, e ottenendo un ottimo successo di pubblico e critica. Leggenda vuole, inoltre, che la Elisa del brano non sia altro che la personificazione dell’eroina, ipotesi avvalorata dall’inserimento del pezzo nella colonna sonora del film cult Amore Tossico, che trattava con efferatezza il tema della tossicodipendenza. Al di là della correttezza di questa interpretazione, essa ha contribuito ancor di più al successo della canzone.

Alice e Franco Battiato – I Treni Di Tozeur (1984)

Dopo un triennio costellato di successi, tra i quali “Messaggio” (1982) e “Chanson Egocentrique” (1983), Alice diventa una star in Germania duettando col cantautore Stefan Waggerhausen. Tale incremento di popolarità in Europa la porta a partecipare all’edizione dell’Eurofestival di quell’anno, in coppia col suo mentore, Franco Battiato. Il pezzo, pur godendo di un’impalcatura evidentemente pomposa, non si rifugia nel pacchiano ma dimostra un’intima ed evocativa eleganza, risultato di scelte stilistiche azzeccate, che sfruttano sapientemente le sonorità del proprio tempo senza per questo abusarne. Il brano verrà considerato da molti il migliore della manifestazione, ottenendo un meritato quinto posto.

Conclusione

Successivamente Alice diventa un’interprete sempre più ricercata, rinunciando alla melodia facile per abbracciare un percorso discografico magari difficile da comprendere ma senza dubbio coerente. Da segnalare un effimero ritorno alla popolarità alla fine degli anni ’90 grazie alla collaborazione con Skye, all’epoca leader dei Morcheeba, con la quale realizza “Open Your Eyes“, successo dalle atmosfere Trip Hop e Lounge e la partecipazione al Festival di Sanremo del 2000 con “Il Giorno dell’Indipendenza“.

Per questa settimana è tutto, alla prossima con Pop Gems!

Alfredo Gabriele Galassi

http://www.alice-officialwebsite.com/

http://www.sorrisi.com/musica/sanremo-story-1981

http://www.eurovision.tv/page/history/by-year/contest?event=300

Commenti

Commenti

CONDIVIDI