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Il Profumo, romanzo di Patrick Süskind

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Patrick Süskind

Patrick Süskind (Ambach, 26 marzo 1949) è uno scrittore tedesco schivo e sfuggente ai riflettori. Eppure, negli anni ’80, scrisse e pubblicò un libro sorprendente che gli guadagnò la fama a livello mondiale.

Chi l’ha detto che un libro si può solo leggere? Un libro si può toccare, naturalmente. Vedere, e ciò sembra ancora più ovvio. Ma un libro si può anche odorare – con la dovuta lentezza, è chiaro. E sentire, sentirne il suono silenzioso e forte. Di un libro puoi gustare i saporiti segreti e le frasi sottintese. Un libro è un’esperienza sensoriale a tutto tondo.

Patrick Süskind
Profumo, Luigi Russolo, 1910.

Patrick Süskind, il geniale maestro dell’olfatto

Patrick Süskind
Una edizione de Il Profumo.

Visse prima nella fantasia di Patrick Süskind e subito dopo nella Francia del XVIII secolo Jean-Baptiste Grenouille, inquietante protagonista de Il Profumo.

Quando nel 1985 fu pubblicato questo sorprendente romanzo, la critica gli riconobbe istantaneamente un valore incredibile; il pubblico ne rimase stregato; ben presto divenne un bestseller mondiale, tradotto in più di venti lingue. Ma cosa ha dunque di tanto speciale questo Profumo, per quale motivo da quasi trent’anni cattura l’attenzione di milioni di lettori in tutto il mondo?

L’incantesimo di Süskind è complicato da attuare quanto semplice da capire: la forza de Il Profumo sta nella sua unicità.

Patrick Süskind
Lo scrittore tedesco Patrick Süskind.

La trama e la forza de Il Profumo

L’olfatto è sovrano assoluto e incontrastato dell’intero romanzo. Il protagonista, dotato in maniera straordinaria e assurda di questo senso, non solo avverte il lezzo terribile della Parigi del XVIII secolo, dotata di scarse condizioni igieniche, non solo riesce a sentire e discernere i mille, soavi profumi della profumeria di Giuseppe Baldini nella quale lavora come apprendista per qualche anno, non solo avverte l’inconfondibile odore delle giovani vergini dai capelli rossi che segneranno la sua vita in gesti di perversione e infinita crudeltà; Jean-Baptiste, genio sregolato e terribile assassino, riesce a sentire l’odore del vetro, della pietra, del denaro, dell’aria. Anche quando approccia ad odori universalmente conosciuti, come ad esempio quello del legno, si rende conto che

[…] la lingua corrente ben presto non sarebbe più bastata a definire tutto ciò che aveva immagazzinato sotto forma di concetti olfattori. Presto riconobbe all’odore non soltanto il legno, bensì le diverse specie di legno, legno d’acero, legno di quercia, legno di pino, legno d’olmo, legno di pero, legno vecchio, giovane, putrido, marcio, muscoso, persino singoli ceppi di legno, frammenti e schegge di legno: e all’odore ne percepiva la diversità con una chiarezza che gli altri non sarebbero mai riusciti ad avere con gli occhi.

Jean-Baptiste non è un essere umano normale, vive odiato dagli uomini e odiando gli uomini, lasciando dietro di sé, nel corso delle sue angoscianti, incredibili, fiabesche avventure una scia di sangue, in un modo o nell’altro. Chiunque avrà la sfortuna di incrociarlo nel proprio destino, infatti, finirà in tragedia la propria esistenza – proprio un secondo prima di tagliare il traguardo del sogno di una vita, proprio a un passo dalla felicità.

Patrick Süskind
Ben Whishaw in una scena di “Profumo. Storia di un assassino”, film del 2006 tratto dal romanzo, regia di Tom Tykwer.

Eppure questo “scellerato” personaggio conoscerà una terribile evoluzione, da abietto misantropo a ambizioso senza scrupoli. Estenderà i suoi confini mentali, fisici e olfattivi; arriverà strisciante e inosservato laddove nessuno lo avrebbe immaginato mai.

In un punto terribile e fondamentale del romanzo, infatti, Grenouille si renderà conto, con immenso turbamento, che il suo essere ignorato o maltrattato dal mondo intero dipende da un singolo fatto: egli, dotato di un olfatto così incredibile, non ha alcun odore.

Qui si comprende quanto la percezione olfattiva delle persone normali sia inconscia: la nostra vita dipende dagli odori perché l’odore è “fratello del respiro” che ci fa sopravvivere.

Non ce ne accorgiamo, eppure valutiamo il mondo e le persone dal loro odore. Distrutto da questa perfida ironia del destino, Grenouille prenderà una decisione fatale, altrettanto terrificante. Dovrà trovare il modo di creare un profumo che gli permetta di essere amato, apprezzato, idolatrato.

Inutile ingannarsi, qualsiasi lettore attento a questo punto del romanzo avrà conosciuto abbastanza Grenouille da sapere che egli ci riuscirà. Il punto è come, con quali mezzi, con quali intense, stupefacenti, sorprendenti conseguenze.

A chi vorrà intraprendere questa lettura la possibilità di scoprirlo.

Beatrice Morra

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