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Dieta alcalina: rivoluzione o presa in giro?

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La stragrande maggioranza delle persone è convinta che mettersi a dieta voglia dire semplicemente mangiare poco, o comunque di meno di quanto non si faccia secondo le proprie abitudini, quando il reale significato della parola stessa rimanda ad un quadro decisamente più complesso e vasto.

La parole dieta viene dal greco δίαιτα, “modo di vivere”, perché essa consiste nell’osservare diversi parametri e principi, modellando il proprio modus vivendi sulla base di questi, in modo da conseguire uno stato di miglioramento della salute, che spesso può passare per un miglioramento anche della composizione corporea.

Tra i tantissimi piani alimentari che gli studiosi di scienze dell’alimentazione si sono inventati quella pare avere maggior credito, in special modo negli ambienti della medicina alternativa, è la dieta alcalina. Questa, tra i vari parametri da tenere sotto controllo per conseguire uno stato di salute stabile e duraturo, sostiene l’importanza del PH, proponendosi di portare il corpo in uno stato di alcalosi, considerato vantaggioso e preventivo (e secondo alcuni perfino curativo) di malattie terribili come il cancro.

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Il pH e la dieta

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Robert Young

L’idea del dott. Robert Young pone le sue basi sul presupposto che il nostro sangue ha un pH, parametro che permette di misurare l’acidità di una sostanza, leggermente alcalino (7.4). Misuriamo questo parametro servendoci di una scala logaritmica in base 10, che va da 1 nelle soluzioni fortemente acide, a 14, nelle soluzioni più basiche, molto alcaline (idealmente i valori possono anche valicare quest’intervallo, ma per comodità esso è ristretto a questi numeri). Nel mezzo abbiamo le soluzioni neutre, che si avvicinano a 7, come l’acqua pura.

Assumendo quindi cibo dal PH basico, quale frutta e legumi, e soprattutto evitando alimenti acidificanti, come carne e frittura, si conseguirebbe uno stato di alcalinità, che secondo Young sarebbe eccezionale per nostra salute.

Niente di più falso: il libro, oltre a presentare diverse lacune in materia di chimica e di medicina, passa sopra a diversi meccanismi fondamentali grazie ai quali il nostro corpo funziona, come l’omeostasi ed il feedback negativo .

Gli organismi cercano di mantenere una relativa stabilità interna (detta appunto omeostasi). Le variazioni ambientali che infieriscono dall’esterno avrebbero un impatto disastroso per tutte le funzioni vitali, se non fossero presenti preziosi i sistemi di controllo che hanno il compito di mantenere una condizione di equilibrio per gli organismi stessi. Questi dipendono da meccanismi di retroazione, denominati feedback. L’equilibrio dei parametri vitali richiede un continuo monitoraggio delle variabili ed una conseguente azione correttiva.

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Quando una perturbazione esterna colpisce un individuo, i suoi sensori periferici raccolgono immediatamente informazioni a riguardo, destinandole poi al centro di controllo, che elabora una risposta amplificata ed opposta allo stimolo esterno destabilizzante. La risposta è poi inviata ad organi effettori, che si occupano di correggere i parametri disturbati, permettendo all’organismo di mantenere l’equilibrio interno.

Una variazione del pH, col conseguente stato di alcalosi, sarebbe quindi una condizione disastrosa. Il nostro corpo utilizza questi meccanismi per mantenere il suddetto parametro sempre su un range ottimale, con brevissime fluttuazioni tollerabili, grazie soprattutto ad un lavoro compiuto da reni e polmoni. Il nostra sangue è inoltre una soluzione tampone, la cui miscela risulta resistente a variazioni del pH, nel caso vi si aggiungano sostanze acide o basiche.

Nutrirsi prevalentemente di alimenti alcalini non porta assolutamente a nulla. Un alimento, dopo l’ingerimento, viene a contatto con i succhi gastrici, fortemente acidi. L’alcalinità di un cibo è quindi neutralizzata dallo stomaco stesso. Nell’eventualità che un pasto riesca a mantenersi basico, si metterebbero in moto i meccanismi su descritti di feedback negativo, per correggere un’eventuale fluttuazione del pH sanguigno, come suddetto particolarmente restio, per natura, a variazioni di questo genere, e riportarlo all’omeostasi. Qualora esistesse una pietanza capace di superare tutti questi ostacoli escogitati dal corpo per mantenere il suo equilibrio interno, questa avrebbe un effetto del tutto simile ad un veleno, portando ad una condizione di alcalosi metabolica, e mangiarlo porterebbe rapidamente alla morte.

Dieta alcalina: una bufala da web

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Young agli arresti

È in base a questi concetti che la maggior parte della comunità scientifica classifica questa dieta come “bufala”. Non ci si deve allora sorprendere del fatto che Robert Young , il presunto dottore, il quale ha conseguito la laurea on-line presso un’università non riconosciuta, chiusa di recente perché colpevole di truffe a danno degli allievi, sia stato arrestato con l’accusa di esercizio abusivo della medicina.

Neanche gli studi scientifici che tentano di dimostrare l’efficacia di questa dieta  paiono convincenti: se adottare una dieta ricca di frutta e verdura, che sono alimenti alcalini, si dimostra una strategia vincente per il benessere del corpo, ciò non avviene a causa del pH basico, ma bensì grazie alla presenza di micronutrienti essenziali ed importantissimi per il nostro organismo, come magnesio, potassio e tanti sali minerali.

Bisogna quindi diffidare delle tante bizzarre teorie che si possono diffondere, anche grazie alla facile propaganda che si può attuare grazie al web, classificabili più come pseudoscienza che come verità. Il corpo umano tende naturalmente all’equilibrio. La strada per la salute è fatta di alimentazione corretta (per quantità e qualità dei cibi), attività fisica e giusto riposo, cercando di evitare lo stress.

Lorenzo Di Meglio

Bibliografia

David Randall, Warren Burggren, Kathleen French – Fisiologia Animale meccanismi e adattamenti – Zanichelli

John Kotz, Paul Treichel, John Townsend – Chimica – Edises

Sitografia

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3195546/?tool=pubmed

 

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