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Nidiacei: regole di primo soccorso

Con la chiusura della stagione riproduttiva dei volatili nostrani, non è difficile trovare al suolo uccellini stremati dal primo volo o nidiacei caduti per svariate cause. Ma come comportarsi se ne si incontra uno?

Nidiacei: hanno davvero necessità di aiuto?

nidiacei
I merli tendono ad abbandonare il nido ancor prima di aver imparato a volare

I nidiacei della stragrande maggioranza degli uccelli nostrani (in particolar modo gli insettivori) abbandonano il nido una volta impumati ma non ancora capaci di volare, sfruttando la bassa vegetazione per il riposo mentre i loro attenti genitori li nutrono e attuano strategie per allontanare eventuali pericoli.

Per quanto riguarda altre tipologie di nidiacei, è sempre preferibile lasciar che la natura faccia il suo corso ma nel caso ci si trovi davanti pulli (termine usato in ambito ornitologico per indicare nidiacei di uccelli nidicoli) caduti in ambienti innaturali quali strade urbane, sono necessarie particolari attenzioni per non  peggiorare la situazione dei già malcapitati uccellini.

Primo intervento: contattare la LIPU

Una volta trovato il piccolo uccello è necessario contattare la LIPU, ovvero Lega Italiana Protezione Uccelli, in quanto detenere un animale appartenente alla fauna locale è reato secondo la Legge dell’11 Febbraio 1992, n 157.

Difatti tutti gli animali appartenenti alla fauna autoctona sono nidiaceiproprietà dello Stato italiano. Pertanto l’animale, una volta rinvenuto, va catturato (se effettivamente ferito o in pericolo) con metodi che non stressano privi di stress, come un telo affinchè il buio calmi l’animale, e consegnato al più vicino centro Lipu nella propria regione per la riabilitazione e la reimmisione in natura.

Riconoscere la specie è fondamentale

Nel caso non fosse possibile l’immediata consegna dei nidiacei al centro Lipu più vicino, è necessario riconoscerne la tipologia e la specie. Tale identikit può essere osservato tramite l’osservazione del becco:

  • Insettivori: i nidiacei presentano un becco allungato e sono tipici abbandonare il nido prima di

    nidiacei
    Piccolo Tordo appena involato

    imparare a volare. Fra gli insettivori più comuni troviamo il Merlo (Turdus merula), il Tordo(Turdus philomelos) e la Cinciallegra(Parus major). Tali pulcini vanno alimentati con omogenizzato proteico mescolato ad acqua calda(non bollente al fine di non scottare il gozzo delicato dei pulli) e inserito delicatamente nel becco con una siringa priva di ago. Potranno essere somministrati anche piccoli vermi, esclusi i bigattini, e se l’animale è abbastanza grande anche palline di carne macinata.

  • Granivori: i pulli presentano un becco conico, corto e tozzo. In Italia osserviamo il Passero( nelle sue varie sottospecie quali Mattugio, Europeo,Italiano e Sardo), il Verdone (Chloris chloris) e il Cardellino(Carduelis carduelis). Per essi sarà necessario un pastone composto da farina di semi mista ad acqua calda.
  • Rondini, Rondoni e Balestrucci: nel caso siano pulcini, un’alimentazione simile a quella degli insettivori sarà ottimale, ma se si trovassero esemplari adulti, sarà necessario loro concedere un periodo breve di riposo e cercare di far riconquistare loro il cielo. Infatti rondini e rondoni, ad eccezione dei balestrucci, non riesco a darsi la spinta con le loro corte zampe una volta toccato il suolo e necessitano pertanto di una spinta verso l’alto.
  • Corvi, Gazze e Cornacchie:  i nidiacei di questa specie andranno alimentati con palline di carne

    nidiacei
    La Gazza (Pica Pica) è soggetta all’Imprinting con l’uomo.

    macinata, vermi e qualsiasi alimento proteico, aggiungendo acqua con poche goccie ai lati del becco. Come ci insegna Konrad Lorenz, l’imprinting per queste specie è quasi immediato, pertanto sarà necessario consegnarle in maniera repentina alla Lipu.

  • Rapaci: il ritrovamento di questi animali, che si tratti di giovani appena involati o adulti in difficoltà, dovrà essere segnalato alla Lipu e alla Forestale perchè tali animali possono essere pericolosi per l’uomo e per sè stessi, nei tentativi di difesa per la cattura da parte di persone non competenti.
  • Piccioni e Tortore: i pulcini di tale specie vanno alimentati come i granivori, ma usando miscele più liquide, nel caso di pulli implumi, perchè i colombi nutrono i loro piccoli con una sostanza chiamata “latte di piccione“. Se il pulcino è gia impiumato sarà utile un misto di semi per pappagalli o per piccioni, associato a legumi e una ciotolina d’acqua per permettergli di prendere forze e spiccare il volo.

Metodologia adatta per l’imbecco dei piccioni:

LE TIPOLOGIE DI ALIMENTAZIONE E CURE SUGGERITE IN QUESTO ARTICOLO SONO CONSIGLIATE SOLO SE NON È POSSIBILE CONSEGNARE IL NIDIACEO AL CENTRO LIPU PIU’ VICINO, NON SI IMPROVVISINO SALVATAGGI CHE POTREBBERO SOLO PEGGIORARE LA SITUAZIONE.

Stefano Capodanno

Webgrafia

http://www.soccorsofauna.com/alimentazione_uccelli.html#

http://www.lipu.it/

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