Home Cultura pop Musica italiana Pietro Festa: due chiacchiere con “l’uomo-sega”

Pietro Festa: due chiacchiere con “l’uomo-sega”

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Io e Pietro Festa

Pietro Festa, un artigiano della musica

Un’antica locuzione latina, attribuita ad Appio Claudio Cieco, recitava che “homo faber fortunae suae“, volendo indicare che l’uomo fosse come un fabbro, come un artigiano, il quale costruisse la propria sorte come se lavorasse ad un manufatto.

Un fabbro, per così dire, potrebbe essere considerato anche Pietro Festa, venticinquenne artista di strada napoletano, che proprio partendo da un utensile tipico del mestiere, la sega, ha saputo costruire la sua fortuna nonché sconvolgere e rivoluzionare gli orizzonti musicali canonici.

La sega musicale, una scoperta illuminante

Figlio e nipote d’arte (padre chitarrista, zii e nonno fisarmonicisti), si avvicina alla musica fin dalle scuole medie, ai tempi delle quali studia violoncello e flauto, per poi avvicinarsi, in adolescenza, alla chitarra acustica.

La sega musicale (suonata con l’archetto di un violino) la scopre, invece, a fine 2013 per un purissimo caso attraverso Youtube, mentre cercava dei video che gli illustrassero come coltivare la terra.

Era quello, per lui, un periodo di ricerca interiore, in cui desiderava osservare nuovi orizzonti e in cui meditava di andare in campagna per cambiare drasticamente la sua vita, finché poi, a farlo per davvero, non ci ha pensato la sega!

Henry Dagg e gli strumenti atipici

E così è nato, tra le vie del centro storico di Napoli, il mito dell’uomo-sega, come in tanti sono soliti definirlo. Lui si definisce, piuttosto, un escursionista musicale, ossia un esploratore che ami addentrarsi nei suoi sentieri meno battuti, con l’obiettivo di trovare un approccio alla musica che non rientri in canoni e metodi consueti, ma che privilegi, al contrario, la totale sperimentazione, tesa alla libertà creativa.

Ama particolarmente, infatti, gli inventori di strumenti e tutti coloro che riescano a ricavare musica da ogni cosa, anche dagli oggetti in apparenza meno adatti, come, appunto, quelli di uso quotidiano. Tra queste personalità Henry Dagg, un ingegnere del suono della BBC, creatore, al contempo, dello sharpsichord, un’arpa acustica che sfrutta l’energia solare e del synthetic cat organ, un pianoforte a gatti sintetici, le cui code, premute, fanno si che i gatti miagolino, producendo “note” differenti.

I progetti passati e futuri di Pietro

Obiettivo primario di Pietro è quello di diffondere il suo strumento in tutta Italia o, comunque, di estenderne la conoscenza e la diffusione, affinché esso non resti un fenomeno di nicchia. Per compiere al meglio quest’operazione, spesso e volentieri è apparso in trasmissioni radiofoniche, al cinema (Le leggi del desiderio di Silvio Muccino), al teatro e in televisione (La Posteggia a Napoli, trasmesso dall’emittente locale Napolitivù), oltre che in internet. Ha collaborato, inoltre, con artisti napoletani come il jazzista Daniele Sepe e con la band Tartaglia&Aneuro. Al momento non ha ancora prodotto un album da solista

Altro obiettivo fondamentale è quello di portare la sega musicale al ventunesimo secolo, adeguando cioè il suo strumento alle esigenze musicali attuali, al passo con la tecnologia. Tra i risultati da raggiungere vi sono la possibilità, per la sega, di ricevere distorsione ed amplificazione.

Sta lavorando, inoltre, a dei libri di musicologia in cui intende fornire dei consigli pratici per chi voglia avvicinarsi alla musica in modo inconsueto.

Qualche altro artista di sega musicale…

 

Per le fotografie e per il primo video di Pietro Festa, si ringrazia Danilo De Luca per la gentile concessione del loro utilizzo.  

 

Pietro Festa, sito ufficiale: www.segamusicale.org

 

Roberto Guardi

 

 

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