La Festa dei Gigli: Nola ringrazia San Paolino

La Festa dei Gigli è un evento folkloristico tra i più importanti del Mezzogiorno napoletano. Entrata ufficialmente nel 2013 nel patrimonio dell’umanità UNESCO, la Festa dei Gigli è il cuore di una tradizione che da secoli riempie di orgoglio gli abitanti della città di Nola.

Si tratta di un evento religioso popolare tenuto ogni anno a Nola il 22 Giugno, se cade di domenica, altrimenti viene celebrato la domenica successiva. La festa è incentrata su una particolare sfilata di giganti e colorati obelischi, che danzano in un mare di persone sorridenti intente a vivere il giorno lieto in compagnia, cantando, ballando e pregando il Santo per il quale la festa è nata.

La leggenda di San Paolino e della festa dei Gigli

Festa dei Gigli
Gigli esposti a Piazza Duomo

La Festa dei Gigli, tradizionalmente, trae origine da una storia che i nolani sono soliti raccontare e che nel VI secolo fecero conoscere anche a Papa Gregorio Magno, il quale decise di trascriverla nel terzo libro dei “Dialoghi”.

La storia narra di Ponzio Anicio Meropio Paolino, discendente di una famiglia senatoriale, che nel 378 scelse Nola come paese in cui esercitare il suo potere.Durante quegli, anni si convertì al cristianesimo, mostrando sincera devozione al santo protettore di Nola, San Felice.

Quando i Visigoti, nel 410, dopo aver conquistato Roma, giunsero alle porte della città di Nola, il vescovo Paolo era morto da qualche giorno. Paolino, quindi, rivestì la carica di vescovo, su grande richiesta del popolo.

Paolino fu una guida illuminante e confortante per i nolani, ed infatti, quando i barbari saccheggiarono la città e ridussero in schiavitù gran parte dei cittadini, decise di cedere tutti i suoi averi in cambio della libertà dei suoi fedeli.Quando poi non ebbe più nulla da offrire, cedette se stesso per garantire la libertà dell’unico figlio di una vedova. Un grande atto di amore e sacrificio per la sua cittadina.

Fu portato in Africa e venduto come schiavo. Anni dopo, divenne giardiniere del proprio padrone, al quale, un giorno, predisse l’imminente morte del re dei Visigoti. Fu portato, quindi, al cospetto del re, che con grande sgomento lo riconobbe come il protagonista di un suo sogno in cui veniva giudicato da un tribunale presieduto proprio da Paolino. Questo accadimento gli garantì il privilegio di chiedere ciò che più desiderava: scelse la sua libertà e quella di tutti i nolani resi schiavi. Il suo desiderio fu esaudito e Paolino fu condotto su una barca verso la sua patria. Giunse sulla spiaggia di Torre Annunziata, dove fu accolto dal popolo, che in mano portava dei gigli e sulla testa i gonfaloni delle corporazioni dei mestieri.

Da quel giorno, la festa dell’accoglienza, signoreggiata dai gigli, divenne tradizione. Ancora oggi viene celebrata per ricordare la grande impresa di Paolino, morto il 22 giugno 431 d.C e diventato il Santo Patrono di Nola. Con il passare degli anni, tuttavia, i gigli sono diventati maestose strutture in legno, intese sempre come simbolo di amore e fede per il Santo.

Come si celebra la Festa dei Gigli

La festa è incentrata sulla processione di otto Gigli, caricati sulle spalle di uomini che, animati dalla gioia e dalla frenesia, straordinariamente, nonostante il gran peso della struttura, si muovono seguendo il ritmo della tradizionale musica napoletana. Per tal ragione, vengono chiamati cullatori. Oltre a queste strutture, ad essere protagonista della scena è una Barca che simboleggia il ritorno in patria di San Paolino.

Festa dei Gigli
La Barca, che riproduce il ritorno di San Paolino dall’Africa

 Ogni obelisco rappresenta una precisa corporazione delle arti e dei mestieri e tutti insieme sfilano per le strade della parte più antica della città, seguendo un ordine ben preciso e sempre uguale. I primi della processione sono gli ortolani, a seguire i salumieri, i bettolieri, i panettieri, la barca, i beccai, i calzolai, i fabbri ed infine i sarti.

La festa inizia al mattino, quando i gigli vengono portati in piazza Duomo e ricevono la benedizione del vescovo. Dal primo pomeriggio fino all’alba del giorno dopo, si vive la festa, guardando con occhi pieni di stupore le giganti strutture, i colori e gli uomini che affrontano spettacolari prove di abilità e forza.

Come sono fatti i Gigli

I Gigli sono delle strutture di legno, la cui costruzione comincia circa un anno prima della festa. Il primo elemento che viene costruito è la borda, ovvero la spina dorsale del Giglio, che può raggiungere anche i 30 metri di altezza. Si procede poi con la realizzazione della base, di circa  25 quintali. A seguire, la fondamentale fase del rivestimento, per il quale viene scelto un preciso materiale: la cartapesta, materiale elastico e flessibile che facilmente si adatta alla struttura lignea del Giglio.

Festa dei Gigli
Un Giglio decorato con motivi religiosi

Per rivestire il Giglio, si segue un precisa tecnica: in uno stampo di argilla si colloca della carta tritata che viene impastata insieme alla colla e al gesso. Il tutto viene cotto in acqua calda, si lascia raffreddare e si estrae dallo stampo, pronto per essere fissato sullo scheletro di legno. Successivamente, si procede con la realizzazione in stucco di motivi storici, di attualità e religiosi, e con l’immagine di San Paolino. La colorazione avviene con colori ad acqua o a tempera.

Il gruppo di uomini che solleva la struttura è definito paranza, si tratta di circa duecento persone che, a rotazione, caricano il Giglio a spalla, disponendosi sui quattro lati in file parallele.

Festa dei Gigli
La Paranza che sorregge il peso del Giglio

Alcuni giorni dopo la festa, avviene il cosiddetto colpo ‘e core, perché i Gigli vengono spogliati dai rivestimenti e smontati. Non c’è tempo per il dispiacere, perché già sono assegnati i lavori per il nuovo anno al Maestro di Festa, incaricato anche di scegliere i capi delle otto paranze.

Una festa che dura tutto l’anno

La Festa dei Gigli è una tradizione che richiede un impegno intenso e costante da parte dei cittadini di Nola. La preparazione del Giglio prevede:

‘A Cacciata : Il nuovo Maestro di Festa sfila per le strade della città.

‘A Caparra : E’ la fase in cui vengono elargite somme di denaro ai costruttori ed ai musicanti.

Festa dei Gigli
I musicanti

Lo Scambio : Il Maestro di Festa passa la bandiera al successore.

‘A Tavuliata : Si crea un comitato che provvederà a gestire le spese di costruzione del Giglio.

‘A Canzone : Scelta ed esibizione del motivo musicale che verrà eseguito durante la sfilata del Giglio.

Aizata d’ ‘a borda : Fase dell’effettiva costruzione del Giglio .

‘O juorno ca’ se provano ‘e spalle : Il Giglio viene portato dal luogo di costruzione alla casa del Maestro di Festa, in modo da testare la resistenza e la forza degli uomini delle paranze.

‘A vesta nova : In questa fase vengono realizzate le decorazioni in cartapesta.

‘O sante pe’ vie : Processione in cui viene fatto sfilare il busto in argento che ritrae San Paolino.

Festa dei Gigli
Processione con il busto in argento di San Paolino

 ‘A serata magica : È il sabato che precede il giorno della “ballata dei gigli”, i festeggiamenti cominciano con una prima sfilata per le strade.

E poi si giunge al giorno più bello: la festa!

 Il fascino dello spettacolo

La Festa dei Gigli affascina tutti quelli che la vivono, in molti si spostano anche da varie parti d’Italia per prendervi parte.

Anche lo storico tedesco Ferdinand Gregorovius, giunto nel napoletano nel 1853, assaporò la viva cultura popolare di Nola, e nella sua opera Passeggiate in Campania e in Puglia scrisse:

«Mi si era parlato a Napoli della festa di San Paolino a Nola e mi si era anche assicurato che meritava di essere veduta. Ero appena entrato a Nola che mi colpì la vista una strana cosa, della quale non avevo ombra d’idea e che mi fece dubitare di trovarmi piuttosto nelle Indie, od al Giappone, che in Italia, nella Campania. Vidi una specie di torre, alta, sottile, tutta ornata di carta rossa, di dorature, di fregi d’argento, portata sulle spalle da uomini. Era divisa in cinque ordini, a piani, a colonne, decorata di frontespizi, di archi, di cornici, di nicchie, di figure e coperta ai due lati di numerose bandiere. Giunta poi ogni torre davanti alla cattedrale, incominciava uno strano spettacolo, imperocché ognuna di quelle moli grandiose si dava a ballare a suon di musica. Precedeva i portatori un uomo con un bastone, il quale batteva il tempo, e le torri seguivano quello. Il colosso oscillava e sembrava ad ogni istante che volesse perdere l’equilibrio e cadere; tutte le figure si muovevano, le bandiere sventolavano; era un colpo d’occhio fantastico.»

Caterina Castaldo 

Webgrafia:

http://www.napoletanita.it/nola1.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_dei_Gigli

http://www.diocesinola.it/web/content/festa-dei-gigli-la-tradizione

Tradizione