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Lezioni di Sociologia di Adorno e Horkheimer

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Adorno

Con il sociologo e filosofo Norbert Elias abbiamo visto che non si può parlare di Individuo senza comprendere in esso ciò che lo circonda. Individuo e Società si comprendono nella loro essenza solo tramite la riconduzione dell’uno all’altro perché sono concetti ed entità assolutamente compenetrantesi. Possiamo ora passare alle tesi del filosofo e musicologo tedesco Theodor Ludwig Wiesengrund-Adorno, che con Max Horkheimer scrisse le Lezioni di Sociologia.

Adorno, Minima moralia

Adorno Horkheimer
Adorno appena diciottenne

La visione di Adorno, oltre a contenere questo particolare aspetto, la cui presenza abbiamo constatato in Elias, di negazione della visione dualistica, puntualizza una severa critica alla società capitalistica e al suo soggetto fondante: l’individualità borghese.

La forte critica adorniana si può leggere, in maniera piuttosto esplicita, in alcuni passi di uno dei suoi aforismi che compongono il testo Minima moralia:

L’individuo riflette, proprio nella sua individuazione, la legge sociale prestabilita dello sfruttamento sia pure iper-mediato. Ma ciò significa che anche la sua decadenza nella fase attuale non va spiegata individualisticamente, ma dedotta dalla tendenza sociale, nella misura in cui questa si impone attraverso l’individuazione e non solo contro di essa.

Lo stato di cose in cui l’individuo sparisce, è insieme a quello dell’individualismo scatenato, in cui <<tutto è possibile>>: <<ora si celebrano individui a posto degli dèi>>¹. La liberazione dell’individuo della polis svuotata dall’interno, non rafforza, ma elimina la resistenza, e, con la resistenza, l’individualità: questo processo, che trova il suo compimento negli stati dittatoriali, è il modello di una delle contraddizioni fondamentali che, dal secolo decimonono, ci hanno spinto verso il fascismo.

Possiamo leggere, in queste parole, la critica a quella che potremmo definire cattiva individuazione che porta alla sparizione, disintegrazione, dell’individuo “che è ancora per sé, ma non è più in sé“, citando lo stesso Adorno nell’Introduzione al suo testo; e possiamo leggere, inoltre, la critica alla società dello sfruttamento, la cui legge è riflessa in questa decadenza individuale. La polis e l’uomo politico non sono direttamente eliminati ma, in maniera più subdola, svuotati dall’interno per rendere inutile alla vita comunitaria la loro funzione. Lo svuotamento dell’individualità come resistenza conduce, in ultima analisi, all’affermazione degli stati dittatoriali.

Adorno e Horkheimer, Lezioni di sociologia

Nello scritto Lezioni di sociologia – curato appunto da Adorno e dal suo collega e amico Max Horkheimer  c’è l’espressione più esplicita dell’illusorietà del concetto di Interiore.

Adorno
T. W. Adorno

La massa è un prodotto sociale – non un’invariante naturale; un amalgama ottenuto sfruttando razionalmente fattori psicologici irrazionali – non una comunità posta in originaria prossimità all’individuo. Essa dà agli individui un illusorio senso di  prossimità e unione: ma proprio questa illusione presuppone l’atomizzazione, alienazione e impotenza dei singoli. La debolezza obiettiva di tutti nella moderna società […] predispone ciascuno alla debolezza soggettiva, alla capitolazione nella massa dei seguaci. L’identificazione, sia con il collettivo, sia con la figura strapotente del capo, offre all’individuo un surrogato psicologico per quel che gli manca nella realtà.

La Massa, lungi dall’essere mera rappresentazione quantitativa di una somma di individui, è primariamente un prodotto sociale, ovvero qualcosa di non identificabile semplicemente con un insieme di singoli, ma è il prodotto dalle relazioni societarie che tra essi si stabiliscono e che generano qualcosa di diverso dagli individui stessi che compongono tale società; quindi Massa non è un’invariante naturale, cioè un prodotto naturale dell’evoluzione umana, ma è un prodotto culturale.

Altro punto interessante è che nella massa si riversano e vengono sfruttati – da chi? – fattori psicologici irrazionali presenti già naturalmente nel singolo individuo ma che di norma non trovano sfogo. Inoltre questo processo sociale che prende il nome di Massa porta, con la sua illusione d’esser tutti prossimi e vicini all’altro, all’atomizzazione: formazione di un Io-monade isolato dagli altri, alienato ed impotente.

Allora nell’illusione della potenza della massa ci si ritrova doppiamente inermi e si conclude nella capitolazione nella massa dei seguaci, ovvero la massa che segue un unico capo, un leader, che sostituisce con la propria figura le mancanze dei singoli individui; e si ritorna, con la questione della capitolazione e dell’identificazione con un capo, al pericolo sempre imminente, se non già in atto, di uno stato dittatoriale.

In conclusione

Possiamo parlare di Individuo, Soggetto, Io, Interiorità, prescindendo dalle condizioni materiali che generano questa figura? O meglio, è giustificata la sensazione di contrapposizione che caratterizza l’essere umano nei confronti della società? Sembrerebbe di star perdendo tempo a parlare ancora di Io contrapposto a non-Io eppure ogni giorno sperimentiamo le conseguenze dell’alienazione e dell’estraniamento del Soggetto da ciò che lo circonda. Come risolvere la questione?

Nessuno meglio di Adorno ha saputo tematizzare in senso filosofico le angosce costitutive dell’uomo della seconda metà del ‘900, quindi dell’uomo non più uomo-massa ma del tutto massificato. Nell’epoca contemporanea, anziché percepire la costituzione dei processi di massa da parte dell’uomo, sentiamo che è la Massa – quest’entità impersonale  – a produrre l’uomo stesso, a plasmare la sua coscienza e la sua percezione e a codificare, con un’inclinazione verso il processo capitalistico e la vita mondana, tutto ciò che d’umano, di naturale, vi è in esso. Non c’è speranza alcuna di sfuggire?

Adorno
René Magritte – Le chateau des Pyrénées (Il castello dei Pirenei)

Concludiamo, dunque, lasciando la questione aperta e dando degli spunti di riflessione attraverso le parole e l’opera stessa dell’intellettuale René MagritteLe chateau des Pyrénées: “dal cupo oceano sorge la roccia-speranza.

Nunzia Rescigno

Fonti

Fonte immagine in evidenza: boatogiuseppe.blogspot.com

Fonte immagini media: www.lagiostra.biz; publishing.cdlib.org; leventseleve.seesaa.net

Fonte citazioni: T. W. Adorno, Minima moralia (aforisma 97); M. Horkheimer, T. W. Adorno, a c. di, Lezioni di sociologia; Max Horkheimer, Eclisse della ragione; ¹ citazione di Jakob Burckhardt.

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