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Yarn Bombing: il Vomero a colori

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Chilometri di filato ed uncinetto, lavori a maglia e punto croce tutti aventi la stessa caratteristica, il colore. Questo è lo Yarn Bombing, un nuovo stile di street-art, simpatico, vivace che accende l’animo di chi l’osserva. Nella maggior parte dei casi il soggetto artistico in questione sono gli alberi e le piante, i cui tronchi e rami vengono ricoperti da enormi colonne colorate di materiali lanugginosi. Purtroppo questo tipo di espressione artistica in Italia è minimamente diffusa, diversamente da molte altre nazioni d’Europa, ma fortunatamente Napoli può vantare il primato espositivo in questo caso, insieme alle città di Pistoia e Genova.

yarn-bombing-9Durante tutto il mese di dicembre e gennaio è stato possibile, passeggiando per le strade principali del Vomero fino a piazza Vanvitelli, trovarsi ad assistere ad una irreale esposizione d’arte simbolica. Le molteplici varietà di colori accostate tra di essi hanno spesso generato una vera e propria carezza per la vista dei molti cittadini e turisti che passeggiavano tra le vie del quartiere partenopeo. Lo Yarn Bombing è in progressiva evoluzione e sta generando in maniera giornaliera sempre più appassionati, considerando anche la peculiarità ecologista della stessa.

Quando si parla di street-art  immediatamente si pensa al graffitismo ed ai writer, i quali purtroppo hanno spesso a che fare con materiali altamente tossici, in questo caso l’unica intossicazione che può derivare dalla visione di queste opere è sentimentale. L’intento di queste istallazioni è quello di coprire le oscenità di chi imbratta la città.  Nel novero degli artisti affini a questo genere, Yarn Bombing,  si concentrano soprattutto donne, di qualsiasi età che danno sfogo alla loro capacità creativa senza ledere alla natura.BN_YarnBombing1.jpg

La caratteristica di queste opere è che possono definirsi nomadi, in quanto possono essere asportate e collocate in altri luoghi dell’ambiente cittadino. I soggetti rappresentati sono per lo più figure astratte, non aventi un particolare significato di denuncia ma unicamente una finalità di decoro. La pratica si crede abbia avuto origine negli Stati Uniti con knitters Texas, cercando di riciclare degli avanzi di lavori a maglia.

L’inizio di questo movimento è stato attribuito a Magda Sayeg che creò una piacevole copertura in tessuto per la maniglia della sua boutique. L’evento organizzato a Napoli è da attribuire alla figura di Tiziana Capasso. Lo Yarn Bombing nonostante la popolarità del movimento, è illegale quasi dovunque nel mondo, come tutte le forme di street-art gli artisti spesso rischiano anche la reclusione. Fortunatamente l’esposizione di Napoli non ha avuto questo tipo di conseguenze.

http://blog.patternbank.com/magda-sayeg-yarn-bombing/

Vincenzo Morrone

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