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Edipo, re e martire, tra mito e psicanalisi

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Edipo

Edipo ed una nuova – ed ennesima – maledizione sconvolgono nuovamente la città dei labdacidi (seconda generazione prima dei cadmidi).

Edipo a Tebe: gli antefatti

Edipo era il nome dell’eroe che aveva liberato Tebe dalla Sfinge. Egli era entrato nelle mura della città e era divenuto in poco tempo l’idolo del popolo.

EdipoCreonte, sovrano reggente a Tebe per due volte, prima e dopo la morte di Laio, diede in sposa la sorella Giocasta al liberatore, nonché vedova dello stesso Laio. Dalla loro unione nacquero quattro figli: due maschi Eteocle e Polinice, e due femmine Antigone ed Ismene.

La peste a Tebe: l’inchiesta di Edipo

Passano alcuni anni ed improvvisamente si verifica un caso anomalo di pestilenza che decima la popolazione. Edipo così incarica Creonte di consultare l’oracolo della pitonessa a Delfi.

Al suo ritorno, Creonte riferisce di punire il reo della morte di Laio: l’assassino è ancora a Tebe e la peste non cesserà sino a quando non sarà identificato ed esiliato o ucciso.

La premonizione di sventura

Edipo così chiede al veggente Tiresia di riferirgli il nome dell’assassino di Laio; l’indovino gli risponde che era lui il reo che cercava. Il re s’arrabbia temendo una cospirazione tra lui e Creonte e lo allontana in malo modo. Tiresia replica dicendogli che entro la serata il nome dell’assassino di Laio sarebbe venuto fuori, e lui, cieco, sarebbe stato esiliato.

La discussione poi continua con Creonte: Edipo lo accusa apertamente di ambire di nuovo al trono di Tebe, ma Giocasta interviene nella diatriba affermando di non credere ad alcuna parola perché, per Laio, era stata vaticinata la morte per mano di suo figlio, ma non era stato così perché egli morì per mano di alcuni banditi sulla via d’andata per Delfi nello stretto con la Daulide.

Il discorso di Edipo: lo svelamento della verità

A sentir il racconto della moglie, Edipo ricorda vari avvenimenti avvenuti prima del suo scontro con un uomo proprio in quel punto:

Mio padre è Polibo, mia madre Merope, una dorica. A Corinto ero considerato il cittadino più ragguardevole, finché mi capitò un incidente. Durante un banchetto, un tale ubriaco, fra una bevuta e l’altra mi chiamò bastardo. Mi trattenni, ma all’indomani, andai ad interrogare i miei genitori che si sdegnarono contro questa persona; se non ché quella parola continuava a perseguitarmi, così mi recai a Delfi per consultare l’oracolo.

Apollo si rifiutò di rispondermi e disse che ucciderò mio padre e sposerò mia madre. Affranto dal dolore, decisi di non ritornare più a Corinto e mi ritrovai nel luogo del misfatto, dove si dice fu ucciso Laio, in quanto m’indignai nel vedermi negare l’ingresso in un sentiero per colpa di un carro che trasportava un vecchio re. Ci fu una disputa che portò alla morte sia del re che del suo auriga. Che ci sia qualche legame tra Laio e la persona che ho ucciso?

La tragica fine di una famiglia

Giocasta così capisce il terribile avvenimento di aver sposato suo figlio, mentre Edipo resta ancora all’oscuro di tutto; in quell’attimo un messo giunge da Corinto per comunicare la morte di Polibo, suo padre.

Edipo si sente così sollevato all’idea di non aver commesso il parricidio, però il messo, di nome Euforbio, dichiara che in realtà il ragazzo era stato adottato dai sovrani corinzi in quanto abbandonato sul monte Citerone: Polibo ricevette il bambino “dai piedi forati” da un servo della casata reale di Laio.

A questo punto, Edipo intuisce i suoi misfatti: fa chiamare quel servo che purtroppo conferma il triste sospetto. Giocasta si suicida per la vergogna; scoperto il cadavere della sposa-madre, il re si fora gli occhi e viene esiliato.

Edipo a Colono

Edipo

Edipo a Colono” è l’ultimo dramma di Sofocle prima della sua morte ed è il proseguo di Edipo re. La tragedia narra gli ultimi istanti della vita di Edipo dopo il suo esilio.

Nel suo girovagare, Edipo accompagnato dalla figlia Antigone arriva a Colono, un borgo alla periferia nord-ovest di Atene dove viene accolto dal re Teseo. Un oracolo gli aveva detto di recarsi lì come ultima tappa del suo viaggio terreno, presso il “boschetto degli Eumenidi” dove avrebbe trovato la pace.

I personaggi negativi del dramma

Ora arrivano una serie di personaggi che lo aggiornano sugli ultimi avvenimenti a Tebe. Dapprima sopraggiunge Ismene che gli comunica non solo la guerra tra Eteocle e Polinice per la successione al trono di Tebe, ma anche che un oracolo ha predetto che chiunque avesse offerto ospitalità ad Edipo avrebbe garantito alla propria città l’inviolabilità.

Dopo lei, arriva dapprima Creonte e poi Polinice con la speranza di condurre il vecchio re almeno nei confini della città onde assicurarsi la protezione necessaria per la causa tebana.

La risoluzione di Edipo fino alla morte

Risoluto, Edipo rifiuta ambo le proposte e vani sono i tentativi di Creonte di rapire  Antigone ed Ismene per indurlo a cambiare idea.

Teseo interviene in suo favore liberando ambo le figlie dalle brame del cognato. Per quanto riguarda invece Eteocle e Polinice, il padre/fratello maledice entrambi a morte reciproca.

Poco dopo, Edipo sente un tuono: è il segnale degli dei che è giunta la sua ora. L’eroe tragico si perde così tra gli arbusti del boschetto e scompare assicurando quindi l’inespugnabilità e la protezione alla città di Atene.

Vani poi sono i tentativi di Antigone ed Ismene nelle vesti di paciere tra i due germani. Una terribile e grande guerra incomberà sulla città, così come stabilito dagli dei.

Il complesso di Edipo

Edipo

Il mito di Edipo ha dato origine ad uno degli studi più importanti della storia della psicanalisi freudiana, e poi di quella di Jung, ovvero “il complesso di Edipo”.

Che cos’è? Esso è una forma che si verifica nel bambino tra i due anni e mezzo e i sette anni consistente nel rifiuto incosciente del genitore del proprio sesso, dovuto a una proiezione amorosa nei confronti del genitore di sesso opposto.

In questa fase il bambino diventa possessivo nei confronti della madre, chiede più coccole e tenerezze, e può anche cercare di intromettersi nell’intimità sessuale dei genitori. Per quanto concerne le bambine, questa fase corrisponde al momento in cui cercano di conquistare il papà e di attirare continuamente la sua attenzione (di contro complesso di Elettra), mentre la madre diventa, al tempo stesso, una rivale ed un modello.

Freud la chiama fase fallica, poiché il bambino, in piena fase di scoperta del proprio corpo, capisce che il fallo è un elemento importante nell’intimità dei suoi genitori, dalla quale lui però è escluso.

Il complesso di Edipo è una fase normale, che però richiede un’attenzione particolare da parte dei genitori. Occorre infatti spiegare al bambino che può diventare aggressivo, che non potrà mai sposarsi né con suo padre, né con sua madre, ma che troverà un’altra persona con la quale potrà fare ciò che fanno i genitori. Il genitore verso il quale si rivolge temporaneamente l’aggressività del bambino deve continuare come se niente fosse, mentre il genitore preferito deve cogliere ogni occasione per valorizzare l’altro così da portarlo progressivamente in una situazione di chiarezza concettuale e serenità emotiva, fondamentale per la sua vita psicologica futura e di relazione.

Il complesso di Edipo non superato: le conseguenze sull’adulto irrisolto

Secondo Freud, nella crescita di un bambino, un complesso di Edipo irrisolto sarebbe all’origine della maggior parte dei disordini psichici. Spesso infatti, nell’età adulta, la ricerca difficoltosa di un partner, e una conseguente relazione problematica, nasce proprio da un rapporto non risolto con il genitore del sesso opposto. In questo caso si parla appunto di complesso di Edipo non superato. Idealizzazione, rabbia repressa, incapacità di comunicare e tensioni nascoste accumulate nel tempo possono determinare una difficoltà di approccio con il sesso opposto che nasce da un rapporto tutt’altro che risolto con la madre o, nel caso del complesso di Elettra, con il padre.

Tuttavia, questo complesso sembra poter esistere solo in una famiglia nucleare (padre, madre e bambini che vivono sotto lo stesso tetto): l’emergere di nuove forme di famiglia (monoparentali, omoparentali) conduce la psicanalisi moderna a considerare altri casi, in cui la figura paterna o materna è assente, o divisa tra due uomini o due donne. Casi come questi mostrano l’urgenza di rivedere lo schema psicoanalitico del complesso di Edipo, che la critica scientifica sta mettendo in discussione ormai da molti anni, anche per quanto riguarda le famiglie con padre, madre e bambino.

Marco Parisi

Bibliografia:

  • Giuseppe Zanetto, I miti greci, BUR Rizzoli
  • Sofocle, Edipo re, grandi tascabili economici Newton
  • Sofocle, Edipo a Colono, grandi tascabili economici Newton

Sitografia:

  • http://www.treccani.it/enciclopedia/complesso-di-edipo_%28Dizionario-di-Medicina%29/

 

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