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Merlino: tra il mito, la storia e l’amore

Merlino: tra il mito, la storia e l’amore

Merlino è una delle figure più affascinanti della Mitologia Bretone, uno dei personaggi centrali e focali del ciclo Arturiano. Definito da qualcuno come “l’architetto di Camelot”.

Il mago chiaroveggente, noto a grandi e piccini sia per l’ampia letteratura che lo vede protagonista insieme a re Artù, sia grazie a filmografia e cinematografia inerenti il periodo medievale intriso di storie e racconti, vicende romantiche ambientate nella Bretagna post-dominazione Romana.

Siamo intorno al V secolo, un’epoca pregna di mistero che vede gli Anglo-Sassoni della Germania e Danimarca invadere le terre del Re e Merlino difendere con ogni sortilegio e magia il regno finito nel caos.

Questa figura mistica, avvolta nel mondo dell’esoterismo, velata ed accompagnata da aneddoti fantastici che ci conduce in atmosfere quasi surreali, è comunque storicamente riconducibile ad un personaggio realmente esistito, così come attestano vari studiosi.

Senza dimenticare che Merlino è anche il guardiano del santo Graal, la coppa che guarisce da ogni male. Fu egli, infatti, a pianificare l’impresa quando Artù si ammalò e i suoi cavalieri erano in combutta tra loro sull’orlo di una guerra civile. Il saggio stregone, anzi che consentire al re di bere direttamente dal sacro calice per salvarlo, decise di mandare i cavalieri a scoprire dove la reliquia fosse nascosta e, dopo aver trovato il Graal, nominò Parsifal guardiano del prezioso oggetto.

Merlino, uomo realmente esistito prima della leggenda

Merlino, secondo vari storici, sarebbe realmente esistito ed il primo a parlarne è il sacerdote Geoffrey of Monmouth, nel 1130, presentandocelo in un manoscritto come un giovane dalle grandi doti che sarebbe stato scelto dal re Vortigern come vittima sacrificale. Stando al racconto, questo sovrano stava edificando un castello su una montagna a nord del Galles per difendersi dai nemici anglo-sassoni ma, ogni qualvolta la roccaforte era sul punto di essere ultimata, misteriosamente crollava.

I consiglieri del re stabilirono che andava sacrificato un ragazzo e, fu così scelto Merlino, il quale, sul punto di morire, confidò a Vortigern che la causa del crollo era costituita da due dragoni presenti in una pozza sotto le fondamenta del maniero. Verificata l’intuizione del giovane mago, il re lo liberò e impressionato dalle doti soprannaturali di Merlino, lo nominò consigliere capo donandogli il forte.

Per quanto questa narrazione risulti anch’essa romanzata, un manoscritto medievale custodisce una storia simile e vera riconducibile ad un certo Ambrosius Aurelius che sarebbe il nome dietro cui si cela l’immagine di Merlino.

La spiegazione logica risiederebbe nel fatto che “Merlino”, o meglio “Myrddin”, ai tempi fosse un titolo cavalleresco, il cui significato tradotto è quello di “aquila”, un’usanza molto comune tra i guerrieri bretoni, quella di darsi un nome di animale.

   Merlino, le origini del mito tra male e bene

Merlino

La nascita di Merlino

Riguardo la nascita e le origini del mitologico Merlino, la leggenda narra che il Diavolo, spiazzato dall’opera di redenzione del Cristo fatto Uomo, avesse deciso di farsi carne anch’egli attraverso la nascita di un essere umano diabolico, al fine di portare il mondo alla perdizione.

Fu così mandato sulla terra un demone per unirsi ad un’ingenua fanciulla che potesse generare il figlio del male.

Inizialmente, tutto andò secondo i piani stabiliti dal signore delle tenebre: una ragazza inglese che viveva da sola fu resa gravida e abbandonata dal demone non appena nato il bambino che sarebbe dovuto essere l’incarnazione del Diavolo. Tuttavia, essendo la mamma del bimbo una donna buona e pia, vi fu il colpo di scena poiché il piccolo si dimostrò di indole pacifica anche se, a soli pochi giorni dalla nascita già parlava.

Questo ultimo dettaglio lasciò sbigottita la madre che, su consiglio del suo confessore, fece battezzare il figlio con il nome di Merlino e, insieme, si ritirarono in un convento dove vissero umilmente, pregando.

Crescendo, in Merlino andavano sempre più delineandosi doti magiche e capacità di preveggenza, per cui, in quanto figlio di un demonio, aveva sviluppato questi poteri di indovino ammaliatore in grado di fare incantesimi e, d’altro canto, invece, aveva ereditato da sua madre la bontà e le virtù migliori che un uomo potesse avere. Un ibrido andato oltre i disegni machiavellici del demone. Un essere dal cuore buono con i poteri di un incantatore. Uno stregone del bene, di quella che chiameremmo “magia bianca”.

  Merlino e Viviana, un amore magico

Merlino

Merlino e Viviana

Merlino oltre che grande personaggio-chiave di tante vicende legate alla Tavola Rotonda e alla famosa Spada nella roccia, fu anche “mago innamorato” della bella Viviana, incontrata nella foresta di Brocèliande, un luogo affascinante, sacro ai Celti, il bosco delle fate e dei miraggi che corrisponde alla reale foresta di Paimpont.

Il mito racconta che Merlino si trovasse a Benoico su mandato del re e, al rientro, attraversando la foresta su citata, incontrò presso la sorgente delle Fate, la meravigliosa dodicenne dama del lago Viviana di cui si innamorò.

Tra i due sbocciò un fortissimo sentimento ed il mago, in segno di devozione, promise alla fanciulla di svelarle tutti i suoi segreti, tranne uno, e per sedurla le diede prova di alcune sue malie che la conquistarono.

Viviana, innamorata a sua volta, diede al mago il dono della giovinezza.

Quando oramai il regno di Artù sembrò perso per sempre, Merlino decise di rivelare anche il solo segreto che teneva gelosamente nascosto e fu a quel punto che lei, tracciando dei cerchi magici intorno allo stregone buono, lo rese suo prigioniero, e lei con lui, legati da questo Amore eterno ed indissolubile.

Oggi, si dice che l’acqua miracolosa della sorgente delle Fate, dove risiede l’amore forte di Viviana e Merlino, ribolle al passaggio del visitatore come in segno di saluto ed augurio, e sarebbe una buona cura per i mali dell’animo e della mente turbata dai dispiaceri.

Merlino, dunque, diviene in definitiva emblema di guarigione e simbolo di Amore assoluto.

Una sorta di deus ex machina, attraverso cui si attua la risoluzione degli eventi problematici ma, anche l’imprevisto che scuote le coscienze e porta il Bene a vincere sempre contro il Male.

E’ la vittoria della luce che sconfigge inesorabilmente le tenebre!

L’incarnazione della saggezza e la capacità creativa, la sensibilità e l’intuizione: doti presenti – anche se talvolta nascoste- nell’Uomo di ogni tempo.

Pasqualina Giusto

Sitografia:

  • http://www.altrogiornale.org/la-vera-storia-di-mago-merlino/
  • http://www.unknown.it/mago-merlino-uomo-e-mito/

 

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