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Giro di vite: Henry James tra luci ed ombre

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giro di vite
immagine che rappresenta Miss Diggens e la piccola Flora

 

Giro di vite: la trama

È d’obbligo affermare che il romanzo “Giro di vite” di Henry James sia tra i più discussi e amati di sempre, ancora oggi le congetture sull’effettiva finalità dell’opera non hanno trovato risoluzione e spetta dunque al lettore ricavare una propria interpretazione.
La prima scena descritta da James è quella di un gruppo di appassionati di storie dell’orrore in un momento di condivisione; uno dei membri, Mr Douglas, afferma di poter raccontare una storia che ha dell’incredibile, la lettura di un diario di un’istruttrice contenente una vicenda capitatale anni addietro.
Miss Diggens è un’istruttrice che, incuriosita da un annuncio, accetta l’incarico di un uomo d’affari residente a Londra: la donna dovrà occuparsi dei suoi nipoti residenti nella località di Bly. Lo zio di Miles, dieci anni, e Flora, otto anni, ripone in Miss Diggens ogni speranza e affida alla stessa la responsabilità dei due nipotini, perché incapace di prendersene cura. L’istruttrice è ben felice di occuparsi delle due giovani creature avendo avuto modo di comprendere che si tratta di due bambini intelligenti e bene educati. Una volta giunta nella tenuta di Bly, Miss Diggens, conoscerà Flora e la signora Grove – governante della tenuta- e resterà impressionata dalla bellezza della piccola e dalla disponibilità della governante. Inizialmente Miles è in collegio, e Flora invece risulta essere agli occhi di Miss Diggens una bambina educata ma molto riservata, indi per cui la giovane istruttrice instaurerà un rapporto confidenziale con la governate alla quale rivolgerà molte domande sulla scomparsa della precedente istruttrice, ricevendo risposte ambigue e mai risolutive; la signora Grove è una donna di buon cuore che vuole bene ai due bambini, ma non lascia trapelare nulla sul passato della tenuta, se non informazioni di poco conto. In seguito Miles verrà espulso dal collegio perché ritenuto un pericolo per gli altri suscitando così lo sdegno della signora Grove e l’apprensione dell’istruttrice; entrambe risultano essere sicure della bontà d’animo dei bambini e trovano assurdo che Miles possa aver fatto qualcosa di tremendo.

Una volta rientrato il piccolo dal collegio, Miss Diggens troverà il suo impiego più gratificante del previsto, i due bambini risulteranno essere meravigliosi e intelligenti al di sopra della media; tuttavia la sua quiete verrà turbata da delle singolari apparizioni. Infatti, la giovane donna si ritroverà in più di un’occasione faccia a faccia con le sinistre apparizioni di un uomo con i baffi e i capelli rossi e una donna dal viso smunto sempre vestita a lutto. Miss Diggens riferirà l’accaduto alla signora Grove venendo così a sapere che quelle due figure corrispondano rispettivamente a Peter Quint, maggiordomo defunto e all’istruttrice che è andata a sostituire, Miss Jessel. La donna è turbata e cerca in tutti i modi di proteggere i due fanciulli, ma ben presto si renderà conto che non sono loro i bersagli delle apparizioni e che non esista una spiegazione apparente per loro presenza. Miss Diggens inizierà a vivere in un mondo di paranoie e dolori, coinvolgendo anche gli altri abitanti della casa. L’istruttrice non può rivolgersi allo zio dei bambini data la promessa fattagli prima di accettare il lavoro, ossia quella di non disturbarlo per alcuna ragione. La situazione evolve in peggio, sino a quando il piccolo Miles perde la vita perché trascinato nel vortice di paranoie e apprensioni della giovane istruttrice.

Il romanzo sospeso


Henry James è uno dei più importanti scrittori contemporanei. I suoi romanzi sono insigniti di gloria proprio perché unici nel proprio genere. “Giro di vite” è un romanzo dai tratti gotici, un romanzo che gioca con il paranormale, ma che si ammanta di una realtà viva che il lettore sente sulla propria pelle. La storia è un continuo divenire di frasi lasciate in sospeso e di pensieri in evoluzione ma sempre incompiuti; la trama rapisce, ma lascia l’amaro in bocca perché al lettore non vengono fornite risposte essenziali. Molte tematiche, decisamente rilevanti, non vengono sviluppate: l’espulsione di Miles dal collegio, ad esempio. Non verrà mai spiegato da James quale sia il reale motivo della sua espulsione. Così come non verranno mai rese note le cause delle morti del maggiordomo e di Miss Jessel. I fantasmi che Miss Diggens incontra risultano essere visibili solo a lei, il lettore è costretto a domandarsi se le apparizioni siano soltanto frutto dell’immaginazione della donna o se risultino essere reali. Molteplici sono le chiavi di lettura del romanzo e in molti hanno provato a ricostruirne l’essenza, ma non è semplice. Tra le maggiori interpretazioni vi è quella di un giallo psicologico che vuole indurre il lettore ad un’analisi attenta e meticolosa, lasciare in sospeso i pensieri dei personaggi, disegnare le personalità dei protagonisti solo a metà non fa che alimentare la curiosità, una curiosità lasciata a bocca asciutta. Forse lo scopo di James era quello di lasciar vagare l’immaginazione dei lettori e quindi di fare posto alla loro fantasia concedendogli il lusso di terminare i pensieri incompiuti e di dare una spiegazione valida ai concetti lasciati sospesi.

Un’insolita narrazione

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immagine che rappresenta Miss Diggens e i due bambini

“Giro di vite” è senza dubbio un romanzo innovativo e non solo per il contenuto del testo, ma anche per la struttura; a raccontare di conoscere una storia straordinaria è Mr Douglas, un uomo avvezzo alle narrazioni di stampo horror che cattura l’attenzione dei suoi amici ergendosi a conoscitore di storie mai sentite prima e camminando lentamente dinanzi alla luce calda e rassicurante della legna che arde

“è la storia messa per iscritto, è chiusa a chiave in un cassetto che non è stato più aperto da anni…La mano che ha vergato il manoscritto è quella di una donna che è morta da vent’anni. Mi ha inviato il manoscritto prima di morire”

Mr Douglas dunque racconta di una donna che ha udito una storia e l’ha trascritta e che lui sia giunto in possesso di tale manoscritto, senza mai specificare in che modo. Anche per questa ragione il romanzo non trova un compimento effettivo; non vi è nulla che possa far pensare che esista anche solo un granello di verità, ma al contempo, non esiste nulla che faccia pensare il contrario.

Viviana Gaudino

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