Lo Shintoismo: la religione più influente in Giappone

Quando si utilizza il termine “religione” si potrebbe immaginare un culto fondato sul messaggio di un possibile messia che comunica direttamente o non con una divinità. Una definizione del genere, non è condivisa per varie religioni e tra queste, lo shintoismo.

Cos’è lo shintoismo?

Lo scintoismo o shintoismo 神道, letteralmente “via degli dei”, è una religione nativa del Giappone. Lo iamatologo Marco Milone in “Lo Shintoismo” definisce la religione come “non fondata” dunque priva di “insegnamento del fondatore, né tantomeno una rivelazione divina”. Nello shintoismo le idee di base sono credenze popolari, trasmesse da tesi sacri, sviluppate lungo il corso della storia.

entrata tempio shintoista purificazione
Fontana purificatrice all’entrata di un santuario shintoista in Fukoka. Fotografo: Akane Zen.

Shintoismo e la natura

La religione shintoista ha un forte legame con il mondo naturale. L’uomo stesso è definito come entità convivente con il flusso sinergetico della natura. Un individuo non può esistere senza l’ambiente attorno a sé e la sua presenza non è determinante. Il principio della non-principalità dell’essere umano è chiara, ad esempio, nel rito della purificazione, poiché allude al concetto che non esistano peccati. Le azioni che l’essere umano compie non sono al centro del creato. Se si uccidesse un essere vivente, l’atto sarebbe sicuramente considerato “impuro”, ma se si agisce con riverenza nei confronti dell’animale e praticato solo se strettamente necessario, non sarebbe un male.

E’ importante però non credere che non esiste alcunché tipo di etica: nello shintoismo è essenziale la disponibilità verso gli altri, dunque è conseguente l’incitazione all’umiltà e al contenimento dell’egocentrismo.

monte fuji
Fujikawaguchiko, Giappone. Fotografo: Liger Pham.

I luoghi di culto shintoisti

Coerentemente alla venerazione della natura, i luoghi paesaggistici sono anche luoghi di venerazione. La natura è “eterna simmetria ed equilibrio” e uno dei più importanti insegnamenti è proprio “vivere in armonia con la natura e le persone”.

Il luogo di venerazione più famoso nell’immaginario shintoista è proprio il Monte Fuji 富士山, l’omonimo vulcano giapponese, venerato come “montagna sacra” e Kami 神様 (divinità). Nel particolare, il Fuji-san è simbolo dell’immortalità, come racconta la leggenda di Kaguya-hime かぐや姫 ovvero La principessa splendente del bambù flessibile. La principessa, scoperta come una creatura extraterrestre, decise di donare all’imperatore infatuato una lettera ed un elisir dell’immortalità, quest’ultimo ordinò ai suoi uomini di lanciare i doni (dunque anche l’elisir) nelle fiamme del Fuji-san, donando così questo potere alla montagna.

Ci sono anche i templi Jinja 神社 considerati tradizionalmente come luoghi di culto che ogni anno accolgono migliaia di fedeli e turisti. Il santuario di Ise, Ise-jingu 伊勢神宮, è considerato tra i più importanti.

Le divinità shintoiste

Lo shintoismo è una religione politeista. Esistono quasi più di 8 milioni di Kami 神様 (divinità) che sono suddivisi in kami della natura (ulteriormente divisi in kami celesti e terrestri) e kami della comunità (più simili agli uomini). I kami della natura trovano la loro espressione divina nei fenomeni naturali o elementi come piante, animali, montagne, fiumi e rocce. I kami sono adorati attraverso offerte ai templi, pellegrinaggi, rituali e Matsuri 祭り (festival).

Il mito della creazione shintoista: Il Kojiki, Izanagi e Izanami

Ogni religione ha un mito della creazione. Il mito della nascita del Giappone è raccolto nel Kojiki 古事記, ovvero la più antica cronaca esistente e primo testo pervenuto di letteratura nipponica. La sua stesura fu cominciata nel VIII (circa 711-712 d.C.) secolo su richiesta dell’imperatore Jinmu Tenmu 神武天皇 e completato quasi 26 anni dopo. Il Kojiki narra delle origini del Giappone e i suoi kami.

Secondo il Kojiki, le prime divinità esistenti furono Izanagi イザナギ, l’essenza maschile e Izanami イザナミ, l’essenza femminile. I due kami avevano il compito di creare la Terra, dunque si diressero sull’Amenouhashi ovvero il ponte che collega il cielo con la terra e crearono un’isola, conosciuta come Isola di Onogoro. Soggiornando su questa isola, decisero di concepire attraverso una danza attorno a dei pilastri sacri, Hiruko ヒルコAwashima アワシマ. Tuttavia, i figli nacquero deformi poiché nel momento della danza, Izanami aprì le danza salutando per prima Izanagi, corrompendo così il concepimento. Izanami e Izanagi decisero così di abbandonare i figli su una barca, sperando di ricevere perdono per questo sbaglio. La danza fu ripetuta, ma fu Izanagi a salutar per primo Izanami e dalla cerimonia nacquero le Oyashima 王八洲 ovvero le otto isole del Giappone. In seguito, furono concepite altre divinità e l’ultima tra queste fu Kagutsuchi カグツチ, il kami del fuoco.

Il mito della creazione shintoista: Amaterasu, Tsukiyomi e Susanou

Alla morte di Izanami, Izanagi decise di riportare la sua sposa nella terra dei vivi, visitando il mondo dei morti ossia lo Yomi 黄泉. Il tentativo fu fallimentare e al suo ritorno, nel mentre si purificò il viso con dell’acqua, dalle gocce nacquero altre divinità, considerate tra le più importanti, Amaterasu 天照大神 “il kami del sole”, Tsukiyomi ツキヨミ “il kami della luna” e Susanoo スサノオ “il kami del vento della tempesta”.

Susanou, tra i due fratelli, era il più ribelle, così Izanagi decise di bandirlo nello Yomi. Tuttavia, Susanou chiese come ultimo desiderio di poter salutare la sorella Amaterasu per un’ultima volta. La dea Amaterasu non convinta della genuinità della richiesta di Susanou decise di sfidarlo ad una competizione di chi riesce a procreare più divinità. Amaterasu generò tre donne dalla sua spada e Susanou cinque uomini da un monile. La sfida sembrava non trovar un vincitore, inoltre Susanou decise di offendere una delle figlie di Amaterasu, causando la rabbia della sorella che decise di nascondersi in una grotta.

Dato che la divinità del sole si è rinchiusa, il mondo fu abbracciato dalle tenebre per molto tempo. Le divinità per convincerla ad uscire fuori, posizionarono uno specchio davanti la caverna e cercarono di incentivarla ad uscire organizzando una stramba danza. Amaterasu, incuriosita da tal baccano, sbriciò fuori, creando così “l’alba”. Divertita, decise di tornare a regnare nei cieli.

Il mito della creazione shintoista: Susanou sulla Terra e il primo imperatore

Susanou, ormai esiliato dal Cielo, si recò sulla Terra nella provincia di Izumo 出雲市. Lì, incontrò una famiglia disperata, poiché la figlia era minacciata da un drago. Susanou si offrì per salvarla in cambio della sua mano in matrimonio. Dalla vincente battaglia, Susanou generò con la donna dei figli. Tra questi nacque Onamuji オナムジ che portò a completamento la nascita del Giappone.

Il primo imperatore, Tennou 天皇, fu Ninji ニンジ, nipote di Amaterasu (da qui la discendenza divina dell’imperatore), il quale ebbe tra i suoi discendenti l’imperatore che commissionò il Kojiki, Jinmu Tenmu.

tori porta shintoista
Tori, porta che affaccia ad un santuario shintoista. Hiroshima, Giappone. Fotografo: Jeremy Depuis.

I rituali shintoisti

Oltre ai rituali di stato, ci sono vari rituali che possono essere celebrati anche nel quotidiano per rendere omaggio alle divinità. Ad esempio, il primo Gennaio, Ganjitsu 元日, è bene pulire e sistemare la casa (quasi al pari delle “pulizie di primavera”), affinché la divinità del nuovo anno, Toshigami 年神, possa entrare nell’abitazione e trovare un posto accogliente per dare la sua benedizione. In genere si preparano anche dei mochi “speciali” conosciuti come Kagamimochi 鏡餠 che consistono in due tortine di riso (i mochi) messi l’un sopra l’altro simulando una torre con a capo un mandarino, come offerta alla divinità visitatrice. Sono utilizzate anche decorazioni da esibire in giro per la casa per augurare prosperità e felicità alla famiglia. Non manca, inoltre, la prima visita dell’anno al Jinja e la creazione di biglietti d’augurio, Nengajo 年賀状, da spedire a parenti e amici.

I rituali shintoisti: il matrimonio

Il matrimonio, ovvero il Shizen Kekkon 自然結婚, è una forma di culto in onore di Izanagi e Izanami. Tuttavia, lo stile contemporaneo lo si deve all’influenza ricevuta durante il periodo Meiji 明治時代 (1868-1912) dalle celebrazioni cristiane. Si comincia con un rito di purificazione, poi si raccoglie il Sake 酒 (bevanda alcolica a base di fermentazione del riso) e cibo per venerare i kami, fino alla litania di venerazione e concludendo con la bevuta del sake benedetto. Vengono successivamente offerti dei rami sempreverdi, Tamagushi 玉串, sia alla coppia che al sacerdote, mentre le famiglie si promettono reciproco impegno. Si termina la celebrazione con la condivisione del sake e l’inchino verso l’officiante. L’uso del colore bianco per il vestito della sposa non è canonico, tuttavia, è recentemente diventato popolare vista l’influenza del matrimonio occidentale.

matrimonio shintoista
Coppia che avanza verso il tempio per celebrare il matrimonio.

I rituali shintoisti: il funerale

Il funerale, ovvero il Shinsousai 神葬祭, è una mescolanza di usanze buddiste e shintoiste. In genere, il funerale è pianificato dal figlio maggiore e consiste in venti step da seguire affinché lo spirito sia purificato e sia pronto per entrare nell’aldilà. Una volta conclusi gli step, il corpo viene cremato e le ossa, lasciate intatte, vengono disposte su un ripiano, così che la famiglia possa riunirsi intorno e disporre meticolosamente le ossa con le bacchette, Hashi 箸, nell’urna. Si crea anche un piccolo altare all’interno dell’abitazione con al centro una foto del defunto e offerte votive, per mantenerne viva la memoria. Il cimitero in cui il corpo verrà disposta l’urna successivamente non si trova mai nei pressi dei templi, poiché la morte è considerata un elemento impuro.

Shintoismo e altre religioni

Buona parte delle usanze shintoiste vengono dalle credenze buddiste e parzialmente confuciane. A causa della grande influenza culturale della Cina sul Giappone, inizialmente era difficile riconoscere le differenze tra i culti. Durante lo Shogunato Tokugawa 徳川幕府 (1603-1868) furono emesse delle leggi che limitarono il Buddismo e successivamente bandirono il Cristianesimo, così che lo Shintoismo fu riconosciuto come unica religione ufficiale del Giappone (comunque avendo reverenza delle usanze confuciane). Tale decisione faceva parte sia di un progetto di identificazione della nazione come entità indipendente e autonoma dalla Cina, sia di presa di distanza dalla crescente influenza dell’Occidente europeo.

Francesca Calabrese

Fonti

Buona parte delle informazioni menzionate nell’articolo sono state studiate da: Lo Scintoismo di Marco Milone, Guida Editori, Napoli, edizione 2021.

https://www.tsunagujapan.com/japanese-new-year-traditions-how-the-new-year-is-celebrated-in-japan/

https://www.econdolence.com/learning-center/religion-and-culture/shinto/shinto-funeral–burial-customs/

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