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COVID-19 nei bambini: cos’è questa sindrome misteriosa

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Foto di: https://www.vperemen.com

Il coronavirus SARS-CoV-2, responsabile della COVID-19, può provocare nei bambini una misteriosa sindrome che sta preoccupando le autorità sanitarie.

Nelle ultime settimane del 2020 diversi quotidiani italiani hanno diffuso notizie riguardanti decine di ricoveri di bambini in cui è stata riscontrata positività al tampone o al sierologico per coronavirus.

Cos’è questa misteriosa sindrome? È grave? Come si cura? Rispondiamo a queste e altre domande addentrandoci nella letteratura scientifica più aggiornata.

COVID-19: coronavirus nei bambini

Si è visto come, per fortuna, bambini e giovani sotto i 20 anni abbiano una suscettibilità all’infezione da coronavirus pari a circa la metà rispetto a chi ha più di 20 anni; inoltre sono anche molto spesso asintomatici.

In più, nei pazienti pediatrici l’infezione causata da coronavirus si manifesta con un andamento clinico più favorevole rispetto all’adulto. La letalità della COVID-19 è decisamente inferiore nei bambini rispetto agli adulti, e si aggira intorno allo 0,06% nella fascia di età 0-15 anni. Finora, i dati pubblicati nel bollettino dell’ISS riportano 4 decessi sotto i 9 anni e nessuno tra i 10 e i 19 anni in Italia.

Tuttavia l’infezione in alcuni casi può comportare lo sviluppo di complicanze o sindromi cliniche particolari. Tra queste troviamo un insieme di malattie che sembrano essere causate da una risposta infiammatoria post-COVID.

La sindrome infiammatoria post-COVID nei bambini

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Coronavirus, 1 Febbraio 2020, La Repubblica

Come avviene in seguito a molte altre infezioni virali, il coronavirus può stimolare nel paziente una risposta infiammatoria che, a distanza di qualche settimana dalla guarigione dall’infezione, può provocare malattie auto-immuni più o meno gravi.

Nel caso specifico del COVID nei bambini, si è notato l’incremento di casi di due malattie in particolare: la malattia di Kawasaki e la Sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica (PIMS).

Mentre la malattia di Kawasaki è già stata abbondantemente studiata dai medici, con una terapia già delineata, la Sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica è ancora un’entità misteriosa.

Questa sindrome sembrerebbe condividere alcune caratteristiche con la malattia di Kawasaki. Rispetto a questa però, la PIMS colpirebbe soggetti di età maggiore (> 5 anni) e un prevalente interessamento cardiaco e/o gastrointestinale. Infine, la PIMS avrebbe un maggiore interessamento multisistemico grave, con shock e coagulopatia. Andiamo quindi a descriverla più nel dettaglio.

Sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica

La Sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica (PIMS, o MIS-C) è una patologia verosimilmente auto-immune che colpisce bambini di età in media di 7-8 anni e fino ai 16 anni. Sembra plausibile una correlazione fra infezione da coronavirus e insorgenza della sindrome, nonostante evidenze limitate del nesso causa-effetto.

Diversi report sia europei che americani dimostrano che lo sviluppo di questa sindrome segue di 2-4 settimane il picco di casi di COVID, per cui si ipotizza una patogenesi immunitaria e non legata ad un’infezione diretta del virus.

Sintomi

Questa sindrome si caratterizza per l’associazione tra febbre alta, segni di shock e interessamento cardiaco e/o gastrointestinale.

Secondo uno studio effettuato su 186 casi negli USA, i sintomi più frequenti sono: febbre ≥38°C per più di 4 giorni (90% dei pazienti); sintomi gastrointestinali (92%), cardiovascolari (80%), ematologici (76%), mucocutanei (74%) e respiratori (70%).

Non sembra essere presente la polmonite interstiziale tipica invece della COVID negli adulti. Il 50% dei pazienti ha avuto bisogno di supporto circolatorio, mentre il 71% ha avuto il coinvolgimento di 4 o più organi/sistemi.

Le più comuni complicanze cardiovascolari sono shock, aritmie, versamenti pericardici e aneurismi coronarici. Nella grande maggioranza dei casi è stato evidenziato un aumento delle troponine cardiache.

Gli esami di laboratorio indicano aumento degli indici flogistici (VES e PCR), aumento dei neutrofili, riduzione di linfociti e piastrine, anemia, nonché aumento di D-dimero, e peptide natriuretico tipo B (BNP).

Prognosi

In data 15 maggio 2020, l’ECDC ha pubblicato un Rapid Risk Assessement sulla sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica e l’infezione da coronavirus, in cui vengono riportati 230 casi sospetti in Unione Europea e Regno Unito, con due decessi. Questi pazienti hanno presentato interessamento multisistemico grave, a volte necessità di ricovero in terapia intensiva.

Un’altra casistica, stavolta ottenuta dalla CDC americana, risalente al 29 luglio 2020 raccoglie i dati di 570 pazienti con sospetta PIMS. La durata mediana di ricovero è stata di 6 giorni; 364 pazienti (il 63.9% del totale) ha avuto necessità di terapia intensiva; infine 10 pazienti (1.8%) purtroppo sono deceduti.

ACE-inibitori

Come si cura la Sindrome infiammatoria multisistemica pediatrica?

Per quanto riguarda gli aspetti terapeutici, non si conosce ad oggi quale sia il trattamento migliore. Sono state usate immunoglobuline endovena, cortisonici (desametasone), e farmaci biologici anti-citochine come l’Anakinra.

Nonostante l’aggressività del quadro, tutti i 10 bambini trattati nella casistica italiana dell’Ospedale di Bergamo hanno risposto prontamente a tale terapia, sono guariti e sono stati dimessi senza esiti dimostrabili.

Malattia di Kawasaki

La Malattia di Kawasaki è invece una vasculite che colpisce i bambini da 1 a 5 anni. I dati epidemiologici suggeriscono un’origine infettiva, sebbene l’agente causale non sia ancora stato identificato. Non è stabilita, al momento, un’associazione causale con l’infezione da coronavirus. In particolare, l’incidenza della Malattia di Kawasaki negli ultimi mesi in Italia non è ancora stata stabilita, e non è possibile al momento attuale verificare se il numero dei soggetti affetti sia aumentata quest’anno, in concomitanza con l’epidemia da COVID-19.

La Malattia di Kawasaki esordisce con febbre, eruzione cutanea, ingrossamento dei linfonodi, congiuntivite e arrossamento della lingua; dopodiché si ha risoluzione della febbre e degli altri segni iniziali, ma inizia la desquamazione cutanea delle dita di mani e piedi e il possibile sviluppo di aneurismi coronarici.

L’eventuale interessamento cardiaco rappresenta la complicanza più grave della malattia. Questa grave evenienza avviene in massimo 5% dei casi trattati, e fino al 15-25% nei pazienti non trattati. L’interessamento coronarico può in rari casi evolvere verso la comparsa di aneurismi coronarici. Il 65-70% degli aneurismi va incontro a risoluzione 1-2 anni dopo l’esordio, con maggiore probabilità nel caso di aneurismi di piccole dimensioni.

Come si cura la malattia di Kawasaki

Il trattamento precoce con immunoglobuline endovena ad alte dosi è stato associato a una riduzione del rischio di interessamento coronarico al <5%. A questo si associa un trattamento anti-infiammatorio con aspirina (uno dei pochi casi in cui è consentita nei bambini!). Nei casi resistenti (fino al 15%) si possono usare cortisonici, o farmaci biologici.

Conclusioni

Il coronavirus nei bambini è in generale più lieve, ma in rari casi può trasformarsi in una patologia molto ostica. Tuttavia, nonostante alcune dolorosissime perdite, il supporto medico riesce nella maggioranza dei casi a salvare anche i piccoli pazienti che si ammalano di questa misteriosa sindrome.

È perciò fondamentale istruire anche i più piccoli all’uso della mascherina e al rispetto del distanziamento sociale nonché delle norme igieniche.

Antonio Spiezia

Fonti

  • http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5413&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto
  • World Health Organization (WHO). Multisystem inflammatory syndrome in children and adolescents temporally related to COVID-19. Geneva: WHO: 15 May 2020.
  • Gruppo di lavoro ISS Malattie Rare COVID-19. Indicazioni ad interim su malattia di Kawasaki e sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale nell’attuale scenario emergenziale da infezione da SARS-CoV-2. Versione 21 maggio 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19, n. 29/2020).
  • http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5373_14_file.pdf
  • Jiang, L., Tang, K., Levin, M., Irfan, O., Morris, S. K., Wilson, K., … & Bhutta, Z. A. (2020). COVID-19 and multisystem inflammatory syndrome in children and adolescents. The Lancet Infectious Diseases.
  • Kabeerdoss, J., Pilania, R. K., Karkhele, R., Kumar, T. S., Danda, D., & Singh, S. (2020). Severe COVID-19, multisystem inflammatory syndrome in children, and Kawasaki disease: immunological mechanisms, clinical manifestations and management. Rheumatology international, 1-14.
  • Godfred-Cato, S., Bryant, B., Leung, J., Oster, M. E., Conklin, L., Abrams, J., … & Team, C. M. C. R. (2020). COVID-19–associated multisystem inflammatory syndrome in children—United States, March–July 2020. Morbidity and Mortality Weekly Report69(32), 1074.
  • Valverde, I., Singh, Y., Sanchez-de-Toledo, J., Theocharis, P., Chikermane, A., Di Filippo, S., … & Miller, O. (2020). Acute cardiovascular manifestations in 286 children with multisystem inflammatory syndrome associated with COVID-19 infection in europe. Circulation.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute in questo sito hanno puramente scopo informativo e divulgativo. Questi articoli non sono sufficienti a porre diagnosi e decisioni di trattamento e non sostituiscono mai il parere del medico. Per ulteriori informazioni contattare il proprio medico generico o specialista.

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