Verme Wolverine: una scoperta per il futuro

verme wolverineWolverine è un supereroe dell’universo Marvel, un mutante dotato del gene X, grazie al quale possiede capacità straordinarie, come una forza sovrumana, sensi super sviluppati e artigli ossei che può far uscire dalle mani.

Il Macrostomum lignano è un minuscolo invertebrato, un verme piatto e dalla grande bocca, che vive nelle zone di laguna della costa di Lignano Sabbiadoro, nota località balneare italiana.

verme wolverineGli scienziati che hanno studiato quest’organismo hanno osservato una curiosa ed interessante caratteristica che accomuna il piccolo verme al supereroe, tale che questo è divenuto noto nell’ambiente come “verme Wolverine“. Ma qual è questa caratteristica?

Macrostomum lignano: il verme Wolverine

Il Macrostomum lignano è un piccolo organismo, lungo circa 1/1,5 mm, appartenente al taxon dei platelminti, i cosiddetti “vermi piatti”. Il suo habitat è la laguna (ha infatti colonizzato la zona costiera di Lignano Sabbiadoro, come suggerisce il nome dell’animale stesso).

Le sue caratteristiche più evidenti risiedono nel suo apparato boccale, tra i più cospicui in termini di dimensioni tra i vermi piatti (Macrostomum vuol dire appunto “grande bocca), e nel suo epitelio, completamente trasparente, il che facilita non poco i test in laboratorio.

Questo animale possiede però anche una straordinaria capacità, che lo accomuna al succitato supereroe Marvel, tale da avergli fatto guadagnare la fama di verme Wolverine: esattamente come il mutante possiede il fattore rigenerante, anche il platelminta può ricostituire praticamente qualunque parte del suo corpo e anche ognuno dei suo organi interni, ad eccezione del cervello.

Il verme Wolverine deve il suo “superpotere” a particolari cellule staminali, chiamate neoblasti, che rappresentano da sole circa il 6,5% dell’intero peso corporeo dell’animale, e sono in grado di replicare ogni suo tessuto in seguito ad un’amputazione. Queste sono cellule indifferenziate, che possono all’occorrenza andare incontro a specializzazione ed assumere qualunque compito all’interno dell’organismo.

verme wolverineGregory Hannon, il coordinatore del team di ricerca, un equipe di scienziati francesi che si è occupata di studiare il verme in questione, non ha dubbi: studiare il complesso genoma del Macrostomum e di altri organismi ad esso affini ci permetterà di conoscere in maniera molto più approfondita le cellule staminali e le grandi potenzialità che possono offrirci nel campo della medicina e dell’ingegneria genetica.

Il verme Wolverine, un platelminta unico

Il Macrostomum lignano appartiene al phylum Platyhelmintes, il taxon in cui sono catalogati, tra forme libere e alcuni parassiti, circa 20000 specie diverse di vermi piatti (platy= piatti, helminth= vermi).

I platelminti sono dotati di simmetria bilaterale (un piano di simmetria divide l’animale in due parti speculari), e sono triblastici (tutti e tre i foglietti embrionali si sono sviluppati durante l’ontogenesi). Non presentano invece cavità corporee celomatiche, essendo ripieni di mesenchima parenchimatoso, cosa che garantisce al loro corpo ovale ed appiattito dorso-ventralmente una certa compattezza.

verme wolverine

Tra i platelminti troviamo alcune forme di vita adattate a condizioni estreme, come i Cestodi, endoparassiti e tra i pochi ermafroditi sufficienti nel regno animale, e i Trematodi, del complessi cicli vitali. Il verme Wolverine appartiene invece alla classe dei Turbellari, vermi piatti a vita libera, solitamente legati all’ambiente acquatico.

Lo studio sulle cellule staminali di questa forma di vita, apparentemente così semplice, può mettere al servizio della scienza importantissime conoscenze, ed in futuro rivelarsi fondamentale.

Lorenzo Di Meglio

Bibliografia

Richard C. Brusca , Gary J. Brusca – Invertebrati – Zanichelli

Sitografia

http://link.springer.com/chapter/10.1007%2F978-1-4020-8274-0_5#page-1

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17043794