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Smoky Mountains: mistero o fenomeno chimico?

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Maestosamente sinistre spiccano nel panorama del Tennesse le Smoky Mountains, vette altissime e spettacolari, estendendosi per migliaia di ettari di vegetazione incontaminata e fauna selvaggia. Le loro sono cime tinte di esoterismo e mistero, avvolte come sono da un sottile e vaporoso manto di foschia azzurra.

Smoky Mountains, le grandi montagne fumose

Gli antichi Romani avevano un proverbio molto semplice, ma ficcante. Un’allitterazione telefonata, ma calzante. “Nomen, omen“. Un nome, un presagio. Un biglietto da visita che permette una previsione, anticipa un accenno di quelle che sono le caratteristiche del soggetto con cui abbiamo a che fare.

E quindi – messe da parte cartoline e fotografie varie – consultando una cartina geografica degli Appalachi noteremo ben preso una regione boschiva della toponomastica particolare – curiosa, ma assolutamente azzeccata: The Great Smoky Mountains.


Le Smokies sono infatti delle cime cianotiche, dal tramonto tinto spettralmente di blu, e devono il loro nome a questa specifica caratteristica climatico-cromatica: una nebbia azzurra circonda questa vette, conferendo loro un alone di sintomatico mistero.

Tra il fumo e le nubi i visitatori trovano però una perfetta ed equilibrata rappresentazione dell’ecosistema Canadese, sparpagliato su numerose montagne di mirabile altitudine, 16 delle quali superano i 1800m.

La biodiversità all’interno del Parco nazionale è notevole: estendendosi su più livelli di altezza, è in grado di ospitare flora e fauna adattatesi a diversi range climatici. Passando dalle decidue alla conifere gli esploratori più curiosi possono andare alla ricerca dei cervi wapiti; i più coraggiosi, degli orsi neri.

Ma tra i tanti che hanno trovato qualcosa, ce ne sono altrettanti che hanno perso altro…

Il mistero della nebbia di Smoky Mountains

Un luogo così suggestivo, eppure sinistro, tanto affascinante quanto misterioso, non poteva che far innamorare schiere di ufologi e criptozoologi da ogni parte del mondo.

Fitti boschi di abeti e faggi, dipanati su monti avvolti da una nebbia dalle tinte fredde, sono l’ambientazione perfetta per racconti del paranormale.

Ad alimentare le credenze legate al paronormale sono i numerosi casi di sparizione registrati all’interno del Parco. Emblematica la storia di Dennis Martin, il bambino svanito nella nebbia.

Smoky Mountains
Il piccolo Dennis Martin

Era il 1969 quando la famiglia Martin si recò alle Smokies per festeggiare la Festa del Papà campeggiando all’aperto. Nel pomeriggio del secondo giorno si persero le tracce di Dennis. Violenti acquazzoni resero difficili le ricerche durante il primo giorno; poi si alzò la nebbia fitta. Sebbene nei mesi seguenti siano state trovate impronte riconducibili al bambino, oltre ad una scarpa e un calzino, nessuno ha più visto Dennis.

Sebbene il Parco fosse pieno di pericoli, quali dirupi e animali selvaggi, molti spiegano la sparizione con il rapimento – e non si perde occasione per chiamare in causa i veri U.F.O. e Bigfoot, la cui dietrologia stessa è alimentata e alimenta il mistero della nebbia che avvolge le Smoky Mountains.

E Dennis non è l’unica persona ad essersi smarrita nella foschia: la lista è lunga.

Terpeni: spiegato il mistero della nebbia

Rettiliani, Grigi, Sasquatch o fantasmi: chiunque attribuisca alla nebbia che attornia le Smokies una spiegazione fondata su fenomeni paranormali di questo tipo non ha mai evidentemente avuto a che fare con un testo di botanica, oppure di semplice chimica.

L’opaco vapore che avvolge queste vette (e non solo) – e che sembrerebbe una cupa e misteriosa foschia a guardia dell’antro dove si nascono chissà quale creatura – è nient’altro che un meccanismo difensivo messo in atto dalla vegetazione boschiva che costituisce la fauna del Parco stesso.

Alcune piante, evolutesi in luoghi dove le temperature si fanno particolarmente calde, rilasciano una miscela di isoprene e idrocarburi. Queste sono sostanze, per effetto dei raggi solari si ossidano fino a diventare gassose – un aerosol fortemente apolare, che riflette il sole disperdendolo in radiazioni di una lunghezza percepita come blu dall’occhio umano.

Isoprene: una barriera a difesa dei fotosistemi

L’isoprene è una molecola assimilabile agli idrocarburi, composti formati da soli carbonio e idrogeno, fortemente insolubili in acqua e dalla carica elettrica praticamente nulla (la differenza di elettronegatività tra carbonio e idrogeno è praticamente nulla – 2.5 contro 2.1 – cosicché non si viene a formare nessun tipo di polo elettromagnetico).  L’isoprene in particolare è classificabile come alchene, a causa della presenza di legami doppi carbonio-carbonio, che determinano a loro volta una geometria planare in questo tipo di molecola. Gli isopreni si combinano in lunghe catene, come pezzi in un puzzle, costituendo lo scheletro carbonioso di molecole più complesse, note come terpeni.

Smoky Mountains
Isoprene

Gli scienziati stimano che l’emissione annuale di isoprene da parte delle piante sia altissima, tanto da rappresentare circa il 2% di tutto il carbonio fissato tramite fotosintesi. Questo dato fa riflettere su quanto sia dannosa l’alta temperatura sui sistemi fotosintetici presenti nei tessuti parenchimatosi delle foglie.

Tom Starkley, fisiologo vegetale presso l’università di Winsconsin, scoprì prima la correlazione, poi la causalità tra la calura e le emissioni isopreniche da parte delle piante. Egli scoprì che il danno alle foglie (misurato in distruzione di clorofilla) inizia ad avvenire intorno a 37,5°, ma che in scontrandosi contro uno “scudo” di isoprene i problemi ai fotosistemi comincino ad insorgere superata quota 45°.

L’isoprene si dissolve nella membrana epidermica della foglia stessa, aumentandone la resistenza a schock termici. Il sistema entra in azione all’occorrenza, spiegando come e perché le Smokies siano spesso avvolte da questa ormai non più misterioso foschia bluastra.

Isoprene e foschia bluastra…coincidenze? Io non credo.

Un abbraccio,

Lorenzo Di Meglio

Bibliografia

William Brown , Thomas Poon – Introduzione alla Chimica Organica – EdiSES

N. Rascio et al – Elementi di Fisiologia Vegetale – EdiSES

Sitografia

Vanished into Thin Air at the Great Smoky Mountains

https://www.visitmysmokies.com/blog/smoky-mountains/travel-information/things-you-will-only-find-in-the-smoky-mountain-area/

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