Carpe giapponesi o koi: storia e simbologia in Giappone

Le carpe giapponesi sono una varietà ornamentale ed addomesticata della carpa comune (Cyprinus carpio) che vive in stagni all’aperto e laghetti da giardino. Oggigiorno hanno soprattutto scopi decorativi e spesso vengono confuse con i pesci rossi (Carassius auratus). Il Giappone è la nazione che le ha rese famose in tutto il mondo, da cui il nome “carpe giapponesi”, anche se sono originariamente nate in Cina. Inoltre rivestono un ruolo importante nella cultura nipponica.

Vengono anche chiamate carpe koi, dal nome giapponese generico per indicare “carpa”, ma che in italiano è di solito usato come sinonimo di carpa giapponese.

Storia delle carpe giapponesi

Le prime koi sono state sviluppate dalla carpa comune in Cina soprattutto durante la dinastia Jìn (265-420) e le prime informazioni che si hanno risalgono al V secolo, le quali riferiscono che erano perlopiù usate in acquacoltura. Le carpe vennero introdotte in Europa grazie agli scambi commerciali dell’Impero Romano e furono allevate per ornare fontane e laghetti di abitazioni e giardini privati. Durante il Medioevo vennero invece affinate tecniche d’allevamento anche per scopi alimentari.

Nel XV secolo le carpe giapponesi vennero introdotte nel Paese del Sol Levante ed in questo periodo iniziò la classificazione precisa delle differenti varianti di koi. Originariamente non presentavano alcuna colorazione e venivano chiamate “Magoi. In Giappone venivano utilizzate perlopiù per tenere pulito il fondo delle acque stagnanti delle risaie perché mangiavano insetti e larve che avrebbero potuto intaccare le coltivazioni.

Tuttavia, durante gli inverni lunghi e nevosi nelle aree montuose giapponesi del Nord, i contadini che spesso restavano isolati dalle altre zone del paese in quanto le strade dell’epoca erano impraticabili, cominciarono a cibarsi delle koi che si trovavano negli stagni. Di conseguenza si sviluppò un vero e proprio allevamento delle carpe che durò fino al 1820 circa, quando nell’area Yamakoshi e precisamente nella città Ojiya della prefettura Niigata, nel nord-ovest dell’isola Honshu, alcuni allevatori notarono che alcune carpe iniziarono a presentare delle macchie colorate sul dorso.

Ciò determinò un cambiamento negli scopi del loro utilizzo che virò verso fini ornamentali e decorativi. Vennero d’allora sperimentati numerosi incroci ed accoppiamenti programmati che produssero diverse mutazioni portando le carpe giapponesi ad essere rinominate “Nishikigoi” ed a contare oggi numerose varietà.

Nel 1914 a Tokyo si tenne la prima serie di esposizioni annuali delle carpe giapponesi, il che favorì l’interesse per questi pesci che si espanse in tutto il Giappone e poi in tutto il mondo.

Differenze con i pesci rossi

Le koi ed i pesci rossi si sono sviluppati parallelamente ma hanno conservato sostanziali differenze.

I pesci rossi (Carassius auratus) si sono diffusi in Cina da un allevamento selettivo della carpa prussiana (Carassius gibelio) a partire dalla dinastia Song (970-1279) con variazioni di colore che vanno dal giallo, al bianco, all’arancio, al rosso-bianco. Attualmente le differenze tra le carpe prussiane ed i pesci rossi sono talmente tante che vengono considerate due specie diverse. I pesci rossi vennero introdotti in Giappone nel XVI secolo ed in Europa giunsero nel XVII secolo.

Il pesce rosso (Carassius auratus) tende ad essere più piccolo delle koi e presenta una grande varietà di forme corporee e pinne. Ad esempio a differenza dei pesci rossi le carpe giapponesi presentano dei barbigli sul labbro inferiore; hanno inoltre una forma precisa del corpo oltre ad una maggiore varietà di colorazioni. Ciononostante alcuni pesci rossi come la varietà “cometa” o “shubunkin” hanno forme corporee e colorazioni simili alle carpe giapponesi a tal punto che sono poco distinguibili dalle carpe giapponesi più giovani.

Le caratteristiche delle carpe koi

Colorazione

Le carpe giapponesi si distinguono per colorazione, decolorazione e qualità di scaglie. I colori più diffusi sono bianco, nero, blu, giallo, rosso e crema ma le combinazioni dei colori, che possono essere sia a tinta unita che a macchie, sono moltissimi.

Ambiente

Carpe giapponesi

Come le carpe comuni anche le carpe giapponesi sono pesci molto resistenti. Le koi necessitano di temperature comprese tra i 15 ed i 25 gradi centigradi ed il loro sistema immunitario si indebolisce molto al di sotto dei 10 gradi centigradi. Le carpe giapponesi sono prede ideali di gatti, volpi ed aironi anche a causa dei colori sgargianti.

Alimentazione

Solitamente le carpe giapponesi sono pesci onnivori che mangiano un po’ di tutto, ad esempio si nutrono d’insetti ma anche d’anguria, di lattuga e di piselli. Inoltre sono dotate di una certa memoria e riescono a riconoscere le persone che le nutrono ed il luogo ove ricevono il cibo, ad un punto tale da poter essere allenate a prendere il cibo direttamente dalle mani. Il sistema digestivo delle carpe giapponesi diminuisce durante l’inverno, infatti mangiano di meno, mentre aumenta l’estate.

Longevità e riproduzione

Le carpe giapponesi sono anche tra i pesci più longevi esistenti. L’età si può misurare tramite un’analisi di laboratorio di una scaglia. Una famosa koi scarlatta chiamata Hanako visse 226 anni (c.a. 1751- 7 luglio 1977).

Le femmine di carpe giapponesi, che hanno una dimensione un po’ più grande dei maschi, depositano una serie di uova che poi passano al maschio per la fecondazione.

Simbologia della carpa koi

Nella cultura nipponica le koi sono molto apprezzate sia per la loro bellezza e sia per il loro significato simbolico. Simboleggiano amicizia, affetto, amore, portafortuna, perseveranza, fedeltà e buona fortuna nel matrimonio, energia; dal momento che sono in grado di nuotare controcorrente rappresentano la forza ed il coraggio intesi come capacità di superare le avversità e nell’essere anticonformisti (cioè seguire la propria idea indipendentemente dagli altri).

Una leggenda cinese, diventata poi anche giapponese, narra la risalita di una carpa dal Fiume Giallo per arrivare alla Porta del Drago; una volta superatala, la carpa si trasforma in dragone e acquisisce il dono dell’immortalità. Questa leggenda ha rafforzato l’idea positiva, rappresentata dalla carpa, della forza di volontà che sopporta gli sforzi per raggiungere i traguardi prefissati.

Carpe giapponesi

In Giappone la carpa vive in acque calme ma è sempre rappresentata in movimento contornata da onde d’acqua. Questa raffigurazione evoca le qualità di coraggio, forza e virtù, doti che deve possedere un guerriero ed a cui devono auspicare i giovani uomini. Per questo motivo nella festa dei ragazzi che si tiene in Giappone a maggio di ogni anno vengono esposte carpe in forma di aquiloni. Questo significato si mantiene anche nei tatuaggi a forma di carpe giapponesi.

Giulia Cesarini Argiroffo

Fonti immagini:

http://www.zankoi.it/2016/03/30/origini-e-simbologia-della-carpa-koi/

https://www.tuttogreen.it/carpa-koi-caratteristiche-e-cura/

Link d’approfondimento:

http://www.carponline.it/blog/p/koi_razze_e_allevamento.htm

https://www.japan-experience.it/cioe/comprendere-il-giappone/kodomo-no-hi

http://www.lagazzettadellekoi.it/nishikigoi/gestione-koi/riproduzione-selezione/la-riproduzione-delle-koi/