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La Pietrasanta, tra innovazione e conservazione

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Pietrasanta - by Marcello Erardi
Pietrasanta - by Marcello Erardi

Diceva Camillo Boito: “I napoletani cavano l’arte dal sole”, questo perché a Napoli anche il sole è arte. Le strade della poetica Partenope sono un dedalo di bellezze più o meno nascoste, e tra queste rientra certamente la Basilica di Santa Maria Maggiore, da tutti conosciuta come la Pietrasanta: un prezioso scrigno che conserva al proprio interno un ricco tesoro storico, artistico e archeologico.

Situata dinanzi alla cappella dei Pontano, su Via dei Tribunali, la basilica, il cui progetto di riqualificazione ha avuto inizio a partire dal 2007 con l’operato di Monsignor Vincenzo De Gregorio, da ormai sei anni, grazie alla gestione dell’Associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS fondata nel 2011 dal Presidente Raffaele Iovine, è stata definitivamente restituita alla città e posta all’apice di un interessante processo di accentramento culturale.

Pietrasanta - by Marcello Erardi
Pietrasanta – by Marcello Erardi

La finalità che si propone la Onlus Pietrasanta è fondamentalmente quella di riuscire a costruire un polo artistico-culturale il cui centro nevralgico sia proprio La Pietrasanta. La mission è stata avviata già da diversi anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, capaci di ripagare il duro lavoro messo in campo.

Una ennesima testimonianza di questo impegno è la suggestiva e interessante mostra “Lapis, I Segreti della Pietrasanta”, inaugurata martedì 24 aprile, che si presenta come un esplicito esempio di innovazione e conservazione storico-artistica che questo polo culturale nascente cerca di proporre. La mostra, organizzata in forma di installazione permanente, vuole essere da input al visitatore che viene accompagnato a scoprire un caratteristico percorso di riscoperta degli ambienti sotterranei e della cripta della basilica, arricchiti a loro volta da installazioni video-sonore che raccontano la lunga storia della città di Napoli e della stessa fabbrica della Pietrasanta.

Il merito della progettazione e realizzazione di questo percorso va attribuito a Phantasya, un’azienda leader nel settore della produzione di contenuti multimediali, che con l’uso di nuove tecnologie persegue un solo obiettivo lodevole ossia valorizzare i beni culturali. L’intero percorso è organizzato in maniera intelligente, o come direbbero gli inglesi smart, non solo per il comparto tecnologico ma soprattutto per la gestione degli spazi e dei servizi offerti ai visitatori. Proprio questi ultimi godono di molteplici vantaggi che permettono di optare sia per una vista con accompagnatore sia per la visita “indipendente”, che è comunque guidata dall’attenta descrizione dettata dalla cartellonistica e dai vari pannelli interattivi.

La multimedialità e l’interazione sono la seconda caratteristica pregnante di questo percorso, dopo l’affascinante aspetto artistico. Infatti, si può restare colpiti dalla suggestione del pavimento interattivo che restituisce l’ologramma di un antico mosaico, passando per le postazioni con visori ottici che ci introducono in una realtà passata ma molto realistica, fino alle sale dedicate ai più piccoli dove illusioni e giochi virtuali vengono proiettati sulle pareti. Altrettanto meritevole è la sala video, accogliente, che propone al turista un breve documentario riassuntivo sulla storia della basilica e della cavità sotterranea.

Pietrasanta - by Marcello Erardi
Pietrasanta – by Marcello Erardi

Il viaggio diventa più suggestivo e meno interattivo quando ci si avvia verso l’ipogeo della fabbrica, scendendo oltre i trentasette metri di profondità, tra installazioni di arte contemporanea, e bacheche che espongono oggetti antichi ritrovati dagli speleologi in questi ambienti, si giunge nei pressi della cripta. Qui si conservano i resti dell’antica basilica paleocristiana, un mosaico di epoca romana e simboli cruciformi dipinti alle pareti, che si crede appartenessero alla tradizione templare. Ma un’altra testimonianza della vita trascorsa in questi spazi sotterranei sono le tracce dei lavori che i cosiddetti “pozzari” svolgevano qui per la raccolta delle pietre di tufo.

Tornati in superficie, prima di andar via, meritano assolutamente d’attenzione la cappella Pontano e la cappella del Santissimo Salvatore detta del Cappuccio che chiudono nella maniera più adeguata possibile un ricco itinerario artistico.

Vincenzo Morrone

Sito internet: https://www.polopietrasanta.com/associazione/

Orari di apertura Polo Pietrassanta:

dal lunedì al venerdì 10.00 – 20.00

sabato e domenica 10.00 – 21.00

08119230565 info@pietrasanta.it

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