Home Medicina Neuroscienze e psichiatria Il morbo di Parkinson: storia e caratteristiche della malattia

Il morbo di Parkinson: storia e caratteristiche della malattia

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Caratteristiche del Parkinson

I sintomi tipici del Parkinson sono tutti legati al movimento, e includono tremori, rigidità, lentezza nei movimenti e difficoltà nel camminare. Questi sono il risultato della morte delle cellule che sintetizzano e rilasciano la dopamina.

Tali cellule si trovano nella substantia nigra, una formazione nervosa grigia che si trova nel mesencefalo. La causa che porta alla morte delle cellule è sconosciuta. La patologia è caratterizzata da un accumulo di proteina alfa-sinucleina, in inclusioni denominate corpi di Lewy, all’interno dei neuroni.

Le aree del cervello interessate dal Parkinson
Le aree del cervello interessate dal Parkinson

La diagnosi nei casi tipici si basa sull’analisi di sintomi, e indagini di neuroimaging.

Negli ultimi tempi la consapevolezza sociale della malattia è aumentata grazie ad alcuni casi di pazienti famosi, come Michael J. Fox, Mohammed Alì, Giovanni Paolo II e il cantautore italiano Bruno Lauzi. Sono pertanto aumentati i centri di ricerca sulla malattia e sono stati perfezionati alcuni trattamenti diagnostici.

La scoperta della malattia

Pare che una parziale conoscenza della malattia risalga all’antichità. Vengono, infatti, descritti sintomi riconducibili al Parkinson in un papirio egizio, in un trattato di medicina indiano, nella Bibbia e negli scritti di Galeno.

Questi fu l’ultimo a dare alcuni riferimenti chiari sul morbo, e per avere una nuova analisi dei sintomi si attese il XIX secolo grazie alle indagini di alcuni medici inglesi e francesi.

James Parkinson
James Parkinson

Fu James Parkinson nel 1817 a segnalare per primo alla comunità medica i casi di paralisi agitante, sollevando il dibattito. Nel 1912 Frederic Lewy descrisse le particelle microscopiche nel cervello colpito dalla malattia, chiamate in suo onore corpi di Lewy e nel 1919 venne scoperto che la principale area colpita era la substantia nigra.

Nel 1950 grazie ad Arvid Carlsson si scoprirono i cambiamenti biochimici della malattia a carico del neurotrasmettitore dopamina identificandone il ruolo nella malattia. Solo nel 1997 si scoprì che la proteina responsabile della formazione dei corpi di Lewy era l’alfa-sinucleina.

Negli anni ’60 entrò in commercio la levodopa, sintetizzata nel 1911, che ancora oggi rimane uno dei pochi trattamenti possibili per trattare i sintomi della malattia.

Possibili cause del Parkinson

Sono stati fatti molti tentativi per individuare alcuni possibili fattori di rischio, ma nessuno è stato definitivamente individuato da prove certe. Le correlazioni più frequenti che sono state avanzate è l’esposizione ai fitofarmaci e idrocarburi solventi, mentre sembra esserci una riduzione del rischio nei fumatori.

In particolare è stato evidenziato come iniezioni di neurotossina MTP sintetica possano produrre una serie di sintomi simili a quelli del Parkinson.

Si è cercato di individuare alcuni fattori di protezione, come la nicotina o agenti antiossidanti come vitamina D o C, ma non è ancora stato comprovato tutto. È stato invece dimostrato il ruolo della caffeina nella prevenzione del morbo.

La DBS

Da molti anni è utilizzato come trattamento la stimolazione cerebrale profonda, nota come DBS ( Deep Brain Stimulation), ormai da molti anni trattamento d’elezione quando i farmaci perdono il loro effetto.

La DBS convenzionale attualmente praticata, consiste nell’impianto chirurgico di due elettrodi all’interno di una specifica zona del cervello nota come subtalamo, che poi vengono connessi a un piccolo stimolatore messo sotto la pelle vicino alla clavicola.

In questo modo la stimolazione dura circa cinque anni in ogni paziente, poi la pila viene sostituita con un piccolo intervento.

Paolo Rampini, direttore dell’Unità di Neurochirurgia della Fondazione IRCCS Cà Granda Policlinico di Milano, spiega che “la DBS convenzionale ha costituito il maggiore progresso della terapia del Parkinson rivoluzionando la qualità della vita dei pazienti.

Tuttavia vi sono alcuni limiti della metodica: primo fra tutti il fatto che la stimolazione viene erogata in modo costante al cervello del paziente con una intensità per forza di cose media”.

Il Policlinico Cà Granda di Milano
Il Policlinico Cà Granda di Milano

Nonostante l‘origine sia ignota, e le cure limitatissime, attualmente la consapevolezza sociale della malattia è in aumento, grazie ad alcuni casi particolarmente famosi, come Michael J. Fox, Mohammed Alì, Giovanni Paolo II, e il cantautore italiano Bruno Lauzi.

La maggior consapevolezza sociale ha portato ad un incremento delle strutture curative, e ad una maggior attenzione ai primi sintomi, permettendo di poter somministrare al più presto cure palliative.

Simone Micillo

https://it.wikipedia.org/wiki/Malattia_di_Parkinson

http://www.italiasalute.it/Centro_Malattie.asp?Sezione=Parkinson

http://www.treccani.it/enciclopedia/morbo-di-parkinson/

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