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Trotsky in Orwell: Snowball e Goldstein

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Trotsky
Il terrore degli animali, cui Snowball si opporrà, così come immaginato dall'artista Zack Demirtshyan

Probabilmente nessun nome è più odioso, alle orecchie dei nostalgici del comunismo sovietico, di quello di Lev Davidovic Bronstejn, alias Trotsky. Il leader rivoluzionario, infatti, è ricordato nella cultura di massa come il principale oppositore di Stalin. La rivalità tra i due era particolarmente viva soprattutto sul piano ideologico. Essi teorizzavano, infatti, due concezioni politiche completamente opposte. Secondo Stalin il socialismo avrebbe trionfato solo se fosse rimasto in un solo Paese, ovvero entro i confini dell’Unione Sovietica. Trotsky, al contrario, sosteneva la teoria della rivoluzione permanente, per cui essa doveva essere estesa quanto prima al mondo intero.

omofobia, Trotsky
Stalin

Nato nel 1879, Trotsky ebbe un ruolo di primo piano nella rivoluzione bolscevica del 1917. Ad esempio, egli fondò l’Armata Rossa e la condusse alla vittoria nella guerra civile. Con la morte di Lenin e l’ascesa di Stalin, però, si ritrovò sempre più marginalizzato. Guidò la cosiddetta Opposizione Unificata, in aperta polemica con le visioni politico-economiche del dittatore, arrivando a celebrare in autonomia il decimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Sconfitto ed esiliato, nel 1940 venne assassinato in Messico dall’agente stalinista “Ramón Mercader.

La visione quasi romantica di Trotsky come nemico irriducibile di Stalin e della degenerazione autoritaria da questi imposta all’URSS si è diffusa molto presto nella cultura di massa. Un evidente esempio possono essere le pagine di uno dei più celebri romanzieri antistalinisti, George Orwell. Egli inserisce una figura ispirata a Trotsky in entrambe le sue opere principali: La fattoria degli animali” e “1984″.

La fattoria degli animali: Snowball

Ne La fattoria degli animali, il leader bolscevico è incarnato dal maiale Snowball (“Fiocco di neve” o “Palladineve” a seconda delle traduzioni). Egli è l’avversario più incallito del tirannico Napoleone e, per questo, viene da lui espulso dalla comunità. Dopo il suo allontanamento, comincia una decisa damnatio memoriæ nei suoi confronti. Questa, palesemente ispirata a quella subita nella realtà da Trotsky, vede il personaggio accusato di tutti gli eventi negativi che riguardano gli animali della fattoria. Ogni sventura è, cioè, attribuita a suoi sabotaggi. Quando i maiali giustiziano numerosi sospetti dissidenti, tra i crimini più gravi che questi vengono indotti a confessare vi è proprio quello di cospirazione con Snowball.

Trotsky
Trotsky e Kamenev sono stati rimossi nella foto di destra

Alla fine, il regime riscriverà anche la storia, negando al personaggio alcuni meriti avuti durante la Ribellione. Per esempio, egli aveva condotto gli animali alla vittoria nella Battaglia della Stalla, ma Napoleone in seguito attribuirà tale successo a se stesso.

Secondo la nuova verità ufficiale, addirittura, Snowball verrà riconosciuto come colui che aveva guidato all’assalto la fazione nemica, ovvero il vecchio padrone degli animali, Jones, e gli altri umani suoi alleati.

Il Trotsky d’Oceania: Goldstein

Somiglianze ancora più evidenti con il leader bolscevico presenta la sua incarnazione di 1984, Emmanuel Goldstein. In origine uno dei capi della Rivoluzione, poi caduto in disgrazia presso l’attuale Partito, egli è quotidianamente oggetto dei Due Minuti d’Odio, un rito che vede la sua immagine insultata e vilipesa dalla popolazione.

Secondo la propaganda del regime, egli ha fondato e guida una Confraternita volta alla sovversione controrivoluzionaria. Più in là con la storia, tuttavia, scopriremo che Goldstein è solo una figura che il Partito usa per irretire e individuare eventuali oppositori. La sua stessa esistenza è lasciata nel dubbio totale.

Trotsky
Fotografia di Trotsky

Chi sia la fonte di ispirazione per Goldstein risulta ancora più evidente se si legge la sua descrizione fisica:

Goldstein aveva uno scarno volto da ebreo [la stessa origine di Trotsky, ndR] incorniciato da un’ampia e crespa aureola di capelli bianchi e da una barbetta caprina […con un] naso lungo e sottile su cui poggiava un paio di occhiali.

L’anti-trotskismo nella realtà

Una violenta critica dell’anti-trotskismo caratterizza, infine, anche le pagine di un’altra opera orwelliana, il breve saggio “La libertà di stampa”. Scritto come premessa a La fattoria degli animali, esso denuncia l’atteggiamento di servilismo verso l’URSS che, a giudizio dell’autore, caratterizzò gli intellettuali britannici durante la seconda guerra mondiale.

Per argomentare la sua opinione, Orwell racconta due episodi. Nel primo, il Partito Comunista britannico decise di accordare l’autorizzazione alla pubblicazione dei “Dieci giorni che sconvolsero il mondo” – noto reportage della Rivoluzione d’Ottobre – solo se fosse stato espunto ogni riferimento a Trotsky. Nel secondo, egli ricorda come la BBC celebrò il venticinquesimo anniversario dell’Armata Rossa senza fare il minimo accenno al leader, suo fondatore. Orwell commenta ironicamente così:

“Sarebbe stato altrettanto preciso commemorare la battaglia di Trafalgar senza nominare Nelson.”

Francesco Robustelli

 

Bibliografia

http://biografieonline.it

GeorgeOrwell, La fattoria degli animali, ed. Secker&Warburg, 1945, it.Oscar Mondadori, 2012

Orwell, 1984, ed.Secker&Warburg, 1949, it. Oscar Mondadori, 2012

Fonti media

www.artstation.com

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