Home Musica del Novecento Storia del Rock MTV anni ’80: il pop da Michael Jackson a Madonna

MTV anni ’80: il pop da Michael Jackson a Madonna

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MTV

MTVIl 1 agosto 1981 l’intera industria musicale viene colpita da un terremoto che la cambierà per sempre: è il primo giorno di trasmissioni di Music TeleVision, abbreviata in MTV. Si tratta di uno degli eventi che segnano profondamente lo scenario musicale degli anni ’80, e che influenzerà fortemente anche i decenni a venire. La nascita di MTV cambia profondamente il modo di fruire il prodotto musicale, oltre a promuovere nuovi artisti che saliranno alla ribalta grazie al nuovo canale.

La MTV Generation

L’idea di un canale interamente dedicato alla musica è della Warner-Amex Satellite Entertainment. In un periodo di crescita della tv via cavo, l’obiettivo è di acquisire nuovi ascoltatori pescandoli tra i giovani. L’esperimento inizia su Nickelodeon, dove viene trasmessa una piccola striscia di video musicali. Ha decisamente successo e ciò porta ad un investimento di 25 milioni di dollari per un canale interamente composto di videoclip musicali.

Il primo video trasmesso, per ironia della sorte, è Video Killed The Radio Star dei Buggles. L’archivio videoclip di MTV è inizialmente piuttosto risicato, ma il colpo di genio riesce quando il canale punta tutto sulla nascente New Wave e su testimonial di eccezione come Mick Jagger, David Bowie, Sting e Pete Townshend, con il famoso slogan “I want my MTV“, canzonato poi dai Dire Straits: sarà un grande successo.

Il successo di Thriller e la consacrazione del videoclip

La vera cartina di tornasole per il successo di MTV è rappresentata da Thriller di Michael Jackson. Ex membro dei Jackson Five, gruppo formato da Michael e i suoi fratelli, in cui MJ canta sin da piccolo, nel 1979 Michael si era lanciato nella carriera solista con l’album Off The Wall, una mezza delusione dato che vendette molto meno di quanto previsto. Il riscatto arriva, appunto, con la pubblicazione di Thriller, album che vende tantissimo.

MJ, nonostante il successo, vuole alzare il tiro, convinto che dal suo album possa ricavare ancora di più. Insieme a John Landis, già regista del film dei Blues Brothers, dà vita al video della canzone omonima dell’album, un cortometraggio a tutti gli effetti di 14 minuti. Il costo è di mezzo milione di dollari, finanziati da MTV stessa, che spera di guadagnarci vendendo la videocassetta col corto e il relativo making of.

Michael Jackson sbanca il lunario: le vendite dell’album triplicano, è la consacrazione del King of Pop, che sforna singoli a ripetizione, come Billie Jean e la rockeggiante Beat It. L’invenzione del moonwalk, la simulazione della camminata sulla luna, è un’altra trovata geniale di MJ.

Il successo travolgente di Jackson apre la strada agli artisti R&B e soul, che iniziano a popolare il palinsesto di MTV. È il caso, ad esempio, di Prince, artista eclettico, proveniente dalla scena black americana ma capace di variare continuamente genere. Prince viene consacrato come popstar di livello internazionale dal film Purple Rain, di cui è protagonista e curatore della colonna sonora, per cui vincerà anche l’Oscar, oltre a raggiungere il primo posto nelle classifiche dei singoli, degli album e dei film. Quello di Prince è un successo basato su un rock classico mixato con ballate facili, assoli alla chitarra e riferimenti sessuali.

Il caso di MJ la dimostrazione di quanto i videoclip incidano nel successo di questo o di quell’artista. MJ sfornerà altri video iconici, come Smooth Criminal, ma non è sua la palma di video più trasmesso di sempre da MTV: si tratta, invece, di un titolo che spetta a Peter Gabriel col videoclip di Sledgehammer. Sempre originale, sin dai Genesis, Peter Gabriel è protagonista di un video che alterna animazione a riprese del mondo reale, ossia di se stesso, che, unito al carattere catchy del brano, garantisce un immediato successo al singolo. Peter Gabriel ripeterà la stessa cosa con Big Time, anch’esso realizzato con la medesima tecnica innovativa.

Il movimento New Romantic: bellezza al potere

MTV negli anni ’80 è legata, al contempo, all’onda New Romantic, un filone della New Wave ballabile e che fa dell’estetica uno dei suoi punti forti. Si tratta dell’emergere di gruppi come Duran Duran e Spandau Ballet, immediatamente idoli dei ragazzini. MTV era alla continua ricerca di video con musicisti in grado di rompere lo schermo, e artisti come i Duran Duran erano perfetti per questo scopo. I videoclip dei Duran Duran colpiscono per il carisma di Simon Le Bon, il frontman, per le location esotiche e i riferimenti cinematografici.

Duran Duran MTVTrucco vistoso, capelli cotonati, abbigliamento effeminato: si tratta di elementi tratti dai Roxy Music, dal glam, rielaborati con la funzione di trasformare personaggi come Simon Le Bon in sex symbol. A questo si unisce l‘uso dei sintetizzatori, centralissimo in epoca New Wave. Questo mix fa si che i teenager ne fossero immediatamente conquistati, mentre la critica musicale denunciava la musica dei Duran Duran come superficiale e priva di un qualsivoglia valore sociale.

Leggendaria è la loro rivalità con i Spandau Ballet, capitanati da Tony Hadley, anch’egli idolo delle ragazzine. Come i Duran Duran gli Spands puntarono sui sintetizzatori e su melodie romantiche, con successi come True e Gold.

Il pop femminile alla riscossa: Madonna

Icone della MTV generation sono anche popstar che conquistano sia per la loro voce sia per la loro bellezza. La capofila di tutte è senz’altro Madonna, di origini italiane, trasferitasi da giovane a New York per frequentare una scuola di danza, per poi gettarsi a capofitto nella carriera musicale. Le voci girano e Madonna ottiene il primo contratto musicale, che la porterà a pubblicare il suo primo singolo nel 1982 (Everybody) e il suo primo album nel 1983 (Holiday).

Ma è l’immagine a farla da padrone negli Eighties, e Madonna decide di sfruttare la potenziale visibilità data da MTV puntando tutto sul look: ed ecco che compaiono top e gonne di pizzo, calze a rete, pantaloni corti, collane, braccialetti e orecchini con crocefissi, ispirandosi a Stevie Nicks. Madonna catalizza così l’attenzione su di sé, pubblicando il grandissimo successo Like A Virgin nel 1984, La Isla Bonita nel 1986 e Like A Prayer nel 1989, intervallati da tour planetari e comparsate cinematografiche.

Il video di Like a Prayer desta vivo scandalo: Madonna, nella clip, bacia la statua di un santo afroamericano che prende così vita ed inizia a ballare. Il Vaticano la attacca, la Pepsi Cola rompe un contratto multimilionario, ma il clamore serve solamente a rendere Madonna ancor più popolare: l’ennesimo successo in cui MTV gioca un ruolo non indifferente.

Davide Esposito

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