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Loving Vincent: amare il pittore Van Gogh

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Loving Vincent, Starry Night
Dipinto di Vincent Van Gogh del 1899, Museum of Modern Art di New York.

Nelle sale cinematografiche per tre giorni (dal 16 al 18 ottobre) il film evento sulla vita di Vincent Van Gogh, il primo lungometraggio interamente dipinto.
Loving Vincent è frutto di una produzione a cui hanno collaborato team polacchi e inglesi, frutto della sceneggiatura e della direzione di Dorota Kobiela e Hugh Welchman e della produzione di BreakThru Productions. I fotogrammi sono ben 65000, ciascuno un dipinto ad olio su tela, un’operazione titanica a cui hanno lavorato ben 600 artisti, fino ad ora riscuotendo grande successo ai botteghini.

Loving Vincent

Loving Vincent Armand
Armand Roulin, 1888.

Il suggestivo titolo del film riprende la chiusa delle lettere del pittore, “loving, Vincent”. Tuttavia richiama subito l’idea dell’amare Van Gogh. È questo poi l’indirizzo preso dal film, la cui storia comincia un anno dopo la sua morte. Il protagonista è Armand Roulin, che intraprende un viaggio alla ricerca del fratello di Vincent, Theo, per consegnargli la lettera d’addio di Van Gogh. Si tramuta ben presto in una ricerca di Van Gogh stesso, un viaggio all’insegna della scoperta della sua vita e della sua identità, navigando ai confini (senza mai allontanarsene troppo) del significato della sua arte.

Così Armand cercherà di trovare le ragioni del suicidio di un uomo che non è riuscito a essere compreso appieno in vita, ma che in morte si illumina già della luce del mito della sua produzione artistica.

Se a tratti Loving Vincent prende la strada della pellicola investigativa, è soltanto perché assieme ad Armand siamo guidati attraverso la strada da bildungsroman del senso profondo dell’esistenza di un uomo (e di un artista) straordinario, quale Vincent Van Gogh è stato.

Il Dr. Gachet

Gachet Loving Vincent
Il dr. Gachet, dal film Loving Vincent.

Personaggio carismatico del film è il dottor Gachet, che si occupa della cura psichica del pittore nelle ultime settimane di vita, a Auvers-sur-Oise. La famiglia del dottor Gachet viene a tratti raccontata come frutto dei dolori e della morte di Van Gogh; lo stesso dottor Gachet è l’opposto di Vincent: desideroso di produrre dipinti di qualità, è pressoché incapace, perché gli è stata negata la possibilità di apprendere.

In Loving Vincent proprio Van Gogh farà un confronto tra le loro vite, da cui nessuno dei due uscirà vincitore. Accomunati dalla passione per l’arte e da uno ‘sguardo nostalgico’ negli occhi, la vita sfianca le aspettative di riconoscimento di uno, e ha distrutto i sogni e le aspirazioni dell’altro. La vita ha sconfitto entrambi – e come dice Joseph Rouline in una delle prime scene del film al figlio Armand, la vita sconfigge anche i più forti degli uomini.

Il dottor Gachet riesce a chiarire cosa abbia spinto all’estremo gesto il pittore. È portatore del messaggio del film, del perché di questa storia e del raccontare la vita di Vincent Van Gogh a partire dalla sua morte. La solitudine profonda di un grande artista, scaturita da un luogo misterioso nel suo animo, inspiegabile agli occhi di chi lo conosceva: molti lo amavano, più di tutti suo fratello Theo; ad Auvers aveva trovato dei vicini che non lo disprezzassero e un amico sincero nel dottore. Tuttavia la sua fame d’amore e di bellezza, che gli permetteva di vedere in modo così straordinario il mondo, gli impediva di trovare negli affetti il conforto che cercava. Questo il mostro della depressione, questa la ragione del suicidio.

Notte Stellata

Con il suo dipinto più conosciuto, che ha stregato il nostro immaginario e i nostri sensi, si chiude Loving Vincent, accompagnato dalla lettura delle ultime parole lasciate da Vincent.

“non possiamo far parlare che i nostri quadri. […] Per conto mio, tu hai la tua parte nella stessa produzione di certe tele, che anche nello sfacelo conservano la loro calma. […] Per il mio lavoro rischio ogni giorno la vita, e vi ho perduto metà della mia ragione”.

La sua commovente e umanissima biografia è una nota a piè pagina di dipinti che, da soli, riescono a parlare e a raccontarci tutto di un mondo vivo, magico. I colori vivi, che sfumano gli uni negli altri, l’atmosfera romantica e calma di Starry Night, che pure conserva la meraviglia ispirata da un paesaggio naturale, la pace catturata in un’immagine che segna parte della nostra storia, questo il testamento di un pittore la cui eredità è così forte ancora oggi.

Loving Vincent è un progetto che fa onore a Van Gogh e alle sue opere, e ce lo ricorda rappresentandoci il mondo come lui l’avrebbe dipinto.

Oriana Mortale

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